Draft NBA: tra potenziale e dubbi, James Wiseman è un centro da Top 5

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All’inizio della stagione 2019-20 il candidato alla numero 1 del Draft NBA 2020 era sicuramente James Wiseman! Il lungo del Tennessee, un vero e proprio “unicorno”, aveva scelto Memphis e i Tigers di Penny Hardaway sembravano la situazione ideale per lanciarlo in orbita. Invece è successo un vero e proprio casino – nulla a che vedere con la pandemia da Coronavirus -, sono venute a galla una serie di irregolarità sull’arrivo di Wiseman ai Tigers e così la sua avventura collegiale si è chiusa dopo appena tre partite (ne avevamo parlato lo scorso novembre). Di conseguenza, dopo aver vinto il premio come giocatore dell’anno 2018-19 a livello di high school di tutta America, il centro mancino è sparito dai radar dallo scorso dicembre per lavorare in vista del Draft, con un inevitabile calo nelle sue quotazioni.

Dopo aver parlato di Anthony Edwards, probabile numero 1 assoluta del Draft, proviamo ora ad analizzare il personaggio e il gioco di James Wiseman, il prospetto di maggior talento e potenziale fra i lunghi.

James Wiseman

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C’erano grandi aspettative su di lui e in generale su Memphis, diretta da Penny Hardaway e con un gruppo di freshmen di grande talento tra cui anche Precious Achiuwa, altro materiale da Draft NBA. Sostanzialmente la carriera collegiale di Wiseman è durata tre partite a inizio novembre di valore quasi nullo: due “passeggiate” contro South Carolina State e Illinois-Chicago (28+11 con 11 su 14 al tiro la prima, 17+9+5 stoppate la seconda), mentre la più indicativa è stata quella contro Oregon al “Phil Knight Classic” di Portland davanti a decine di scout NBA, tra i quali Bob Myers dei Warriors. I Tigers persero 82-74 contro i Ducks ma Wiseman mostrò qualche lampo e chiuse con 14 punti e 12 rimbalzi.

Punto di forza

Il fisico è impressionante, questo ragazzo del 2001 è un “unicorno” vero, altro 213 centimetri per 228 di apertura alare! Per le dimensioni è molto agile, corre benissimo il campo, è coordinato, equilibrato, rapido nei movimenti, sale molto molto in alto. Per adesso è poco più di un rim runner e un rim protector: velocissimo ad andare in contropiede per ricevere e schiacciare, ancor di più se si tratta di arrivare in aiuto per la stoppata. Può coprire ampi spazi in aiuto, con le leve lunghe arriva ovunque e può essere un’importante àncora difensiva. Ha buon tocco per tirare in ogni modo, dalla media, da tre, in gancio, anche se c’è da lavorare e pare che l’etica e la voglia di allenarsi non gli manchi.

Punto debole

E’ sostanzialmente un grande progetto, una pietra grezza su cui si può e si deve lavorare, anche se non si conosce il reale valore. I limiti per ora sono evidenti: a livello fisico, avendo un baricentro abbastanza alto ed essendo molto leggero, fatica a prendere posizione e viene spostato facilmente, sia a rimbalzo, sia in post basso, e non ha grande mobilità laterale; a livello mentale, tende a saltare sulle finte e a cercare spesso la stoppata, ed è sostanzialmente tutto da costruire in termini di letture, sui cambi, sulle chiusure del pick and roll, è sempre in ritardo nelle rotazioni. La poca conoscenza e fisicità si riflette in attacco dove i suoi blocchi sono poco consistenti, le sue qualità come passatore sono minime e le sue scelte di tiro sono rivedibili, oltre che per una meccanica ancora lenta.

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