Super Virtus Bologna, alti e bassi per Milano e Venezia: il recap dell’andata

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Il girone d’andata incorona meritatamente la Virtus Bologna come campione d’inverno (non accadeva dalla stagione 2000/01, quella del Triplete Campionato-Coppa Italia-Eurolega, con Ginobili in campo e Messina in panchina). La squadra di coach Djordjevic si è dimostrata la più solida, a livello tecnico e mentale, tra le 17 formazione di Serie A. Teodosic e compagni si godono il primato e fanno sognare la sponda bianco-nera di BasketCity. La sensazione è che questa Virtus sia abbastanza matura da reggere le pressioni da prima della classe.

Milos Teodosic, Trento-Virtus Bologna – © 2020 facebook.com/VirtusSegafredoBologna

Molto bene anche Sassari, a -2 dalla vetta. La squadra è una macchina da canestri, rodata a immagine e somiglianza di coach Pozzecco: gioca per divertirsi, e i risultati sono la diretta conseguenza. La più grande sorpresa nella parte alta della classifica è Brescia, una squadra che puntando sugli italiani (Abass su tutti) sta ottenendo risultati migliori del previsto. Meno soddisfacente invece la stagione fin qui dell’Olimpia Milano. Se il cammino in Eurolega è migliore rispetto a quello degli anni passati, la musica in campionato non sembra essere cambiata. È anche vero che coach Messina sta gestendo i suoi effettivi in vista di una stagione lunghissima, per averli al top nei momenti decisivi della stagione. Niente è compromesso dunque, visto anche il potenziale del roster, ma indubbiamente ci si aspettava molto di più.

Appena al di sotto delle prime 4, c’è un terzetto formato da Cremona, Fortitudo Bologna e Brindisi. Cremona e Brindisi sono ormai delle realtà del nostro campionato e, nonostante le difficoltà incontrate nel coso di questa prima parte di stagione, anche stavolta sono lì, a giocarsi le loro chance in Coppa Italia (l’anno scorso la finale fu proprio tra queste due formazioni). La Effe invece, da neopromossa e con le solite alte aspettative da soddisfare, non può affatto dirsi delusa del risultato fin qui ottenuto. Il sesto posto e il conseguente accesso alle Final Eight erano un risultato tanto ambizioso quanto sperato ad inizio stagione, e il fatto di averlo raggiunto significa che si è sulla buona strada.

L’ultimo posto disponibile per l’accesso alla Coppa Italia se lo sono aggiudicato i campioni d’Italia in carica di Venezia, artefici finora di una stagione, almeno in campionato, con molte più difficoltà del previsto. La sensazione è che la seconda parte della stagione regali più gioie alla squadra di coach De Raffaele, che sicuramente chiuderà la regular season in una posizione migliore.

Con gli stessi punti di Venezia troviamo anche Varese e Cantù. Se per Varese si ipotizzava una stagione sulla falsariga di ciò che sta facendo vedere, Cantù sta andando ben oltre le più rosee aspettative, ottenendo il massimo dai talentuosi americani a roster.

Chiudono il girone d’andata nella parte centrale della classifica Trento, Reggio Emilia e Roma. Per le prime due si tratta della stagione della rifondazione, in cui l’eventuale raggiungimento dei playoff sarebbe un autentico successo. La Virtus Roma è la squadra che ha sorpreso tutti nella prima parte di stagione, conquistando punti importantissimi che le hanno permesso di chiudere il girone d’andata in maniera più che positiva. Ma attenzione a considerarsi già salvi. Due punti più giù troviamo Treviso, l’ultima delle neopromosse, artefice finora di una stagione senza infamia e senza lode ma che, visto l’innalzamento della quota salvezza, farebbe bene a cambiare marcia in vista del girone di ritorno.

In agguato per salvarsi ci sono Pistoia e Trieste. La formazione di coach Carrea, considerata da tutti come la squadra che si sarebbe giocata l’ultimo posto con Pesaro, ha trovato successi importanti tra le mura amiche, che le permettono di tenere vivo l’obiettivo salvezza. Stesso obiettivo con cui anche Trieste si trova a dover fare i conti, a causa di una prima metà di stagione decisamente sottotono. La squadra di coach Dalmasson però, anche grazie ai nuovi innesti, sembra destinata ad abbandonare presto i bassifondi della classifica.

Infine, stagione ormai compromessa per Pesaro che, suo malgrado, sta battendo ogni record negativo. Eppure ad inizio stagione la salvezza era considerata un obiettivo raggiungibile. Il campo però è stato crudele, in quella che potrebbe essere la stagione più negativa della gloriosa storia pesarese.

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