Grazie di tutto Kobe

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Sembra davvero impossibile dover scrivere questa notizia, eppure la cruda verità ci costringe a farlo: Kobe Bryant è morto all’età di 41 anni in un incidente con il suo elicottero sulle colline di Los Angeles. Insieme a lui hanno perso la vita la figlia Gianna Maria, legatissima a Kobe e astro nascente del basket femminile giovanile, Christina Mauser assistente allenatrice di Kobe (che allenava la squadra della figlia), Payton Chester compagna di Gigi con la madre Sarah Chester, John Altobelli allenatore di baseball dell’Orange Coast College, assieme a sua moglie Keri e sua figlia Alyssa di 13 anni, oltre al pilota dell’elicottero.

Una notizia tremenda che ha sconvolto tutto il mondo, sportivo e non, incapace di capire come sia stato possibile dover salutare così presto una delle icone del mondo dello sport mondiale. Secondo quanto riferito da TMZ, portale che per primo ha diffuso la notizia, sembrerebbe essere stata la nebbia la causa della caduta dell’elicottero con cui Kobe e gli altri si stavano dirigendo alla Mamba Academy. Con la torre di controllo che avrebbe perso i contatti con il velivolo dopo aver cercato di guidarlo per qualche minuto in modo da uscire dal banco di nebbia, per poi apprendere dello schianto.

Come detto non solo l’NBA ma anche tutto il mondo dello sport ha twittato nelle ore scorse, chi pregando non fosse vera la notizia, chi facendo le condoglianze per le famiglie delle vittime, chi solamente salutando uno dei più grandi campioni di sempre.

Una tragedia che ha coinvolto come detto la famiglia Bryant ma non solo, a cui ovviamente vanno anche le nostre condoglianze.

Per noi, cresciuti a basket, NBA e Kobe Bryant, questa perdita pesa ancora di più perché con Kobe non se ne va solo una persona brillante e uno dei più grandi giocatori di basket di sempre, ma se ne va anche una parte di noi che abbiamo cercato di imitarlo quando giocavamo in post basso, o abbiamo urlato il suo nome immaginando di scoccare uno dei suoi tanti tiri per vincere una partita allo scadere.
Purtroppo questa volta Kobe è stato sconfitto, cosa che non gli è successa spesso nella vita. Purtroppo questa sconfitta è la più pesante e definitiva di tutte e ci toglie la possibilità di godere ancora della sua personalità e della sua ecletticità.
Noi nel nostro piccolo non possiamo fare altro che ringraziarlo per tutto, per averci fatto sorridere, esultare, piangere, arrabbiarci, ma soprattutto per averci regalato dei momenti di basket che probabilmente non rivedremo mai più.

Grazie di tutto Kobe

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