Ray Allen tra il ritiro e l’ultima corsa all’anello

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He got game, aka Jesus Shuttllesworth, aka Walter Ray Allen, per tutti semplicemente Ray Allen, il miglior tiratore da 3 della storia NBA. Ne è passato di tempo da quel lontano 1996, quando la guardia proveniente dall’Università del Connecticut venne scelto al numero 5 dai Timberwolves, per essere poi immediatamente girato ai Milwaukee Bucks, in cambio di Stephon Marbury. Questa la genesi di una storia nota, che ha condotto l’ex Huskies a incidere il proprio nome in modo indelebile nelle sacre tavole del gioco, alla voce miglior tiratore da tre punti di sempre.

Lungo il percorso 1300 gare disputate, 2 anelli, un oro Olimpico e 2973 triple realizzate, che gli valgono l’immortalità cestistica e un posto assicurato nella Hall of Fame della Lega. Oggi a 39 anni suonati, Allen, si trova di fronte all’ennesimo, forse ultimo, bivio della sua carriera: dire basta e dedicarsi alla famiglia, desiderio più volte espresso negli ultimi anni, o accettare le lusinghe che da più fronti gli arrivano per tentare un’ultima scalata all’Anello NBA.

Innegabile che la tenuta fisica e le prestazioni non siano più quelle degli anni d’oro, che vedevano Ray ospite fisso all’All Star Game, ma il carisma e la classe di un simile fuoriclasse fanno gola a diverse squadre per dare l’assalto al titolo. Dal canto suo He got game non ha ancora sciolto le riserve, si lascia corteggiare, ma non si espone, unico indizio una frase sibillina di fine agosto: “Non conosco il mio futuro, tutto ciò che so è che non accetterò il minimo salariale, ho ancora una dignità.”

Una frase molto più significativa di quanto possa sembrare, infatti, l’unica alternativa al ritiro sembrava essere l’approdo a Cleveland, per rintrecciare il proprio destino a quello di LeBron James, già suo compagno a Miami e primo fan di Allen; peccato però che lo spazio salariale ai Cavs non sia molto e l’eventuale proposta a Ray Allen farebbe perno più sulle chances di titolo che sull’ingaggio.

Ecco quindi entrare in scena altre due franchigie, anch’esse a caccia dell’anello, i San Antonio Spurs e i Los Angeles Clippers: i campioni in carica hanno ancora negli occhi l’incredibile canestro dalla lunga distanza nelle Finals 2013 che regalò gara 6 agli Heat, poi vincitori del titolo e vorrebbero aggiungere il nome di Allen a quello di altri grandi tiratori già a roster, come Green, Mills e il nostro Belinelli; dal canto loro i losangelini possono contare su un progetto ambizioso, sulla voglia di Allen di tornare nella sua California e sul legame tra coach Rivers e la guardia ex Miami, risalente agli anni di Boston, culminati nel titolo 2008.
L’ultima voce nata è quella che anche gli Washington Wizards sarebbero entrati in corsa visto l’infortunio che terrà ai box per un po’ Bradley Beal e la presenza di Paul Pierce, che si ritroverebbe ben volentieri insieme all’ex compagno ai Celtics, per fare da chiocce ai giovani presenti nel roster e per tentare un ultimo assalto, anche se difficile, al Titolo.

L’attesa comunque non è detto stia per finire perché Allen potrebbe tranquillamente aspettare anche fino a febbraio prima di decidere se tornare in campo, magari per vedere se qualche squadra che al momento non sembra molto appetibile, lo potrebbe diventare avvicinandosi ai playoff.
Qualunque sarà la decisione comunque, quello che resterà negli occhi di tutti gli appassionati di pallacanestro sarà uno dei gesti più celestiali che si siano mai visti su un parquet NBA, una tripla di Walter Ray Allen, sperando di poter rimandare il tempo dell’ultimo applauso almeno all’anno prossimo.

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