L’NBA è ripartita e le sorprese non sono mancate

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Dopo aver concluso la scorsa stagione nella bolla d’Orlando e aver visto trionfare i Los Angeles Lakers di LeBron James e di Anthony Davis, l’NBA ha finalmente riacceso i motori e in queste prime settimane lo spettacolo non è mancato. I gialloviola restano la squadra da battere ma la sensazione è che quest’anno, soprattutto a est, la concorrenza sia più agguerrita che mai.

A ovest i Lakers di LeBron restano i favoriti

Con otto vittorie e tre sconfitte nelle prime 11 gare disputate, i Los Angeles Lakers guidano la Western Conference con un risicato vantaggio sulla sorpresa Phoenix Suns e sui Los Angeles Clippers. Dopo aver dominato la scorsa stagione sia in regular season che ai playoff, LeBron James e compagni hanno iniziato al meglio anche la nuova avventura e hanno lasciato intendere di essere nuovamente la squadra da battere. Proprio i Suns di Booker e Chris Paul potrebbero però essere una delle possibili rivelazioni della NBA di quest’anno, con la franchigia dell’Arizona che ha iniziato la nuova stagione così come avevano chiuso quella passata: vincendo e convincendo. Certo, vincere la resistenza di uno squadrone come quello losangelino sarà difficilissimo, ma la sensazione è che per i Suns questa potrebbe essere la volta buona quanto meno per tornare tra le grandi dopo anni difficili. C’è inoltre enorme attesa nello scoprire cosa riusciranno a fare i Golden State Warriors, che dopo aver perso Kevin Durant l’anno passato, quest’anno dovranno nuovamente fare a meno di Klay Thompson, ai box a causa dell’ennesimo grave infortunio al tendine d’achille. L’attenzione di tutti è inoltre rivolta verso i Los Angeles Clippers di Paul George e Kawhi Leonard, che dopo aver fallito clamorosamente l’anno passato hanno deciso di salutare coach Doc Rivers e di affidarsi a Tyronn Lue, nella speranza che l’ex allenatore dei Cleveland Cavaliers di LeBron possa dare fiducia ed entusiasmo a un ambiente che fatica a trovare una propria identità. All’11 di gennaio, secondo le scommesse sulla NBA, a quota 4,00, i Clippers restano la più seria rivale dei Lakers per la vittoria della Western Conference, anche se la sensazione è che difficilmente LeBron e compagni falliranno l’obiettivo.

A est i Nets fanno sul serio e insidiano la supremazia dei Bucks

A est, in testa alla classifica, a sorpresa ma neanche tanto, ci sono i Philadelphia 76ers di Joel Embiid e Ben Simmons che, forse, quest’anno potrebbero aver compiuto il tanto atteso salto di qualità. Il “process” potrebbe essere finalmente giunto a compimento, ma la sensazione è che i rossoblu dovranno faticare e non poco se vorranno chiudere la Eastern Conference al primo posto. Alle loro spalle, come al solito, ci sono i Boston Celtics, che dopo aver ceduto Gordon Hayward sembrano essere tornati quella squadra solida e convincente di due stagioni fa. I favoriti per la vittoria di Conference restano sempre i Milwaukee Bucks dell’NBA MVP in carica Giannīs Antetokounmpo che si sono ulteriormente rinforzati e che quest’anno sono attesi alla definitiva prova di maturità. I Bucks, tuttavia, dovranno fare i conti con i Brooklyn Nets che hanno ritrovato Kevin Durant e Kyrie Irving e che ora sono una delle più serie pretendenti per il titolo. Dopo anni di risultati deludenti e sofferenze, i Nets sembrano finalmente aver costruito una squadra in grado di vincere e la sensazione è che davvero già da quest’anno potranno giocarsela alla pari con i roster più forti della NBA. C’è enorme attesa inoltre nello scoprire cosa riusciranno a fare i Toronto Raptors di Pascal Siakam e i Miami Heat di Buttler che stanno facendo di tutto per assicurarsi le prestazioni del “Barba” James Harden. Come di consueto, però, a est regna l’equilibrio e non vediamo l’ora di scoprire chi alla fine riuscirà a spuntarla.

Sono almeno 11 le franchigie che sembrano avere a propria disposizione i mezzi per sognare in grande e l’impressione è che a fare la differenza saranno anche quelle squadre che riusciranno a gestire e contenere meglio l’emergenza sanitaria che tuttora imperversa negli States e che ha già portato al rinvio di diverse partite. Dopo aver gestito benissimo la “bolla” di Orlando, l’NBA non è ancora riuscita a organizzare il ritorno alla normalità e la sensazione è che da qui a fine stagione ci sarà bisogno di modificare, o quantomeno aggiornare, il protocollo vigente.

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