Per Mannion il sogno NBA inizia da Golden State

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Nico Mannion ha visto avverare il suo sogno: giocare in NBA era da sempre il suo obiettivo dichiarato e nella notte del Draft 2020 è riuscito a raggiungerlo. Magari non come avrebbe sognato, ovvero con una chiamata al primo giro che gli avrebbe garantito un contratto, ma per la guardia classe 2001 nata a Siena, la chiamata con la 48esima scelta dei Golden State Warriors può essere comunque vista come un grande successo.

Quotazioni crollate

Fino a 12 mesi fa era considerato un Top 10, poi fino a qualche mese fa secondo tutti i mock Draft l’ex Arizona sarebbe dovuto essere scelto tra le prime 20 o comunque alla fine del primo giro, invece l’annata a Tucson non propriamente d’impatto (14 punti e 5 assist di media col 37% da tre), e lo stop della stagione causato dalla pandemia di CoVid-19 che non gli ha permesso di giocatore il Torneo NCAA hanno fatto scendere di molto le sue quotazioni. Ha sorpreso un po’ tutti però non vederlo chiamare fino alla 48, forse anche per qualche rumors su alcuni workout non troppo convincenti, anche Bob Myers, il presidente dei Warriors, si è detto stupito ma non si è lasciato sfuggire l’occasione di sceglierlo.

Ne abbiamo parlato anche nella seconda puntata del nostro podcast:

Ascolta “Klay Thompson, il Draft NBA e Nico Mannion” su Spreaker.

Warriors la squadra giusta?

Golden State è una delle migliori organizzazioni dell’ultimo decennio, oltre che per i risultati ottenuti anche per lo sviluppo dei giocatori. Inoltre coach Kerr ha mostrato negli anni di non aver paura di dare qualche chance anche a giocatori giovani, o provenienti dalla G League, e questo potrebbe anche essere la situazione iniziale per Mannion. Difficile vederlo subito nel roster principale vista l’assenza della Summer League che di solito serviva ai giocatori chiamati al secondo giro di convincere la squadra a dare un contratto garantito. Più probabile che la franchigia decida di trasferirlo temporaneamente ai Santa Cruz Warriors, la franchigia di G-League affiliata a Golden State, da cui ogni anno attinge in modo importante per riempire degli spot liberi nel roster.
A vantaggio dell’italiano, che ha già esordito con la nazionale a soli 17 anni, a Groningen il primo luglio di due anni fa, dove segnò 9 punti, c’è il fatto che oltre a Stephen Curry nel suo ruolo c’è solamente Ky Bowman, ragazzo che lo scorso anno arrivò senza nemmeno essere scelto al Draft.

L’infortunio di Thompson cambia le cose?

Il grave infortunio di Klay Thompson, rottura del tendine d’Achille, che lo terrà fuori dal campo per almeno un altro anno intero, potrebbe liberare ulteriore spazio nella squadra visto che Golden State non ha molto spazio salariale e che la maggior parte dei prossimi giocatori che arriveranno dovranno essere al minimo salariale.
Nella notte è arrivata la notizia che nella Baia sbarcherà Kelly Oubre Jr. arrivato dai Thunder per una futura scelta al Draft e la trade exception che i Warriors avevano dalla cessione di Iguodala. Inoltre verrà richiesta la disable option da 9.3 milioni per sostituire appunto Thompson, ma forse un posto per Mannion, per renderlo il sesto azzurro a giocare in NBA negli anni Duemila dopo Andrea Bargnani, Danilo Gallinari, Marco Belinelli, Gigi Datome e Nicolò Melli, i Warriors riusciranno a trovarlo, o almeno è quello che speriamo tutti noi dal nostro paese.

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