NBA Finals: cuore, testa e Butler nella vittoria di Miami

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Nella già decisiva gara 3 delle NBA Finals succede quello che non in molti si sarebbero aspettati: i Miami Heat vincono 115-104 e riaprono la serie sul 2-1. Senza Adebayo e Dragic ancora ai box per problemi fisici si pensava che la franchigia della Florida non avesse abbastanza armi per controbattere lo strapotere visto in gara 1 e gara 2 dei Los Angeles Lakers, e invece con una prestazione fatta di tanto cuore, tanta testa e tantissimo Jimmy Butler, gli Heat hanno dominato la partita.

Butler l’alpha dog

40 punti (14/20 dal campo), 11 rimbalzi, 13 assist, 2 recuperi, 2 stoppate, 12/14 ai liberi, +20 plus/minus: la partita di Butler è stata a dir poco totale su entrambe le metà campo, viste anche le due infrazioni di passi decisive fischiate a LeBron James proprio marcato dall’ex 76ers.
Già in gara 1 e 2 Butler aveva fatto pentole e coperchi per la sua squadra senza però ricevere abbastanza assistenza dai compagni, in questa gara 3, invece, la mano di Herro e co. non ha tremato dando aiuto alla loro Stella, che ha preso il palcoscenico fin da subito, distribuendo i suoi sforzi in entrambi i tempi (20 punti nel primo e 20 nel secondo tempo segnati).

Gli aggiustamenti di coach Spoelstra

Miami aveva subito tantissimo difensivamente nelle prime due partite e proprio qui il coach è andato a fare delle modifiche per provare a invertire la tendenza in gara 3, riuscendoci: abbandonata l’idea della zona pura che tanto aveva fatto bene contro i Celtics e tanto male contro i Lakers, gli Heat hanno giocato tanta difesa matchup, cambiando su tutti i blocchi e flottando tantissimo dal lato debole, “zonando” di fatto in gran parte dei possessi in cui la palla andava a James o Davis. Basta raddoppi in post basso, quando AD provava a metterla per terra la difesa si chiudeva costringendolo di fatto a scaricare la palla ma facendo così perdere secondi preziosi all’attacco.
Questa modifica, soprattutto all’inizio ha preso alla sprovvista i gialloviola che hanno commesso tantissime palle perse andando fuori giri e permettendo a Miami di scappare via nel punteggio.

Lakers troppo morbidi

Dopo aver mostrato una durezza mentale notevole nelle prime due partite i Lakers si sono sciolti in gara 3. Anthony Davis è uscito dalla partita praticamente subito commettendo 3 falli e perdendo 5 palloni: 15 punti con appena 9 tiri e -26 di plus/minus in 33 minuti il suo fatturato, troppo poco per sperare in una vittoria, anche perché James è stato ben difeso per tutta la partita dalle rotazioni operate da coach Spoelstra. Dalla panchina non sono bastate le sontuose prestazioni di Morris e Kuzma, autori entrambi di 19 punti crivellando la retina dalla lunga distanza.
Los Angeles è sembrata troppo soft, arrivando anche a riprendere Miami nel punteggio ma facendosi rimandare sotto subito dopo.

James nel corso della partita ha segnato l’ennesimo milestone della sua carriera, diventando il secondo miglio assistman della storia dei playoff dietro a Magic Johnson, superando Stockton, ma neanche questo è bastato per portare a casa una gara che avrebbe segnato definitivamente la storia di queste Finals.
Che invece ora sono totalmente riaperte, soprattutto se almeno Adebayo dovesse riuscire a tornare in campo per gara 4 di mercoledì.

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