Restart The Process? L’involuzione dei Philadelphia 76ers

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I Philadelphia 76ers, nonostante abbiano avuto una regular season caratterizzata da molti bassi e pochi alti, rimanevano una delle squadre più forti e temibili della NBA, soprattutto all’interno della bolla di Orlando, dove le sorprese erano all’ordine del giorno e dove gli equilibri potevano essere stravolti da un momento all’altro.
La franchigia, finalmente al completo e pronta per dare battaglia in quel di Orlando, avrebbe potuto mettere a tacere tutti i rumors e le voci che la consideravano una squadra incapace di ottenere buoni risultati nonostante tutto il talento dei giocatori presenti a roster, ma anche stavolta quando le cose potevano riaggiustarsi, qualcos’altro si è rotto, trasformando in pochissimo tempo la situazione da promettente a disastrosa.

Embiid e Simmons una coppia pronta a sciogliersi?

Le possibilità per fare bene e per ribaltare una stagione negativa c’erano tutte, ma le difficoltà sul parquet che avevano caratterizzato l’annata di Philadelphia non potevano scomparire improvvisamente. Fin dagli scrimmage i 76ers hanno deciso di sperimentare alcune soluzioni tattiche, che sarebbero poi potute tornare utili nel corso dei Playoff: le numerose modifiche che coach Brett Brown voleva attuare si sono però complicate in seguito all’infortunio di Ben Simmons che l’ha costretto a saltare il resto della stagione, a cui si stava cercando di trovare una posizione ideale all’interno dello starting five, per farlo coesistere insieme a Joel Embiid.
Le difficoltà riscontrate nell’affiancare le due superstar della squadra, sommate ai numerosi problemi fisici accorsi, potrebbero infatti far decidere alla dirigenza di Phila di sciogliere definitivamente la coppia Simmons-Embiid, sulla quale si voleva costruire il futuro della franchigia. Questo scenario, per niente irrealistico, di Ben Simmons lontano da Philadelphia, farebbe diventare Joel Embiid leader assoluto della squadra, risolverebbe la complicata ed evidente convivenza in campo tra i due giocatori e porterebbe anche ai Sixers via trade un buon asset di prime scelte, giovani e veterani, che potrebbe proprio far al caso della franchigia della Pennsylvania.

Problemi tattici irrisolvibili

Ad Orlando però l’uscita forzata di Ben Simmons dalle rotazioni della squadra ha complicato ulteriormente le cose in casa 76ers, non solo per le rimanenti seeding games da disputare ma soprattutto per i Playoff che si stavano sempre più avvicinando. Il coaching staff ha provato a proporre nuove soluzioni, come la presenza di Al Horford nel quintetto titolare, nonostante nel corso di tutta la regular season non sia mai riuscito a ritornare ai livelli con cui aveva giocato le ultime stagioni in maglia Celtics, e infine ha cercato anche di trovare uno spazio per Matisse Thybulle, il quale ha dimostrato in maniera sorprendente le sue doti e il suo talento, diventando per i Sixers una delle poche note positive di questa stagione. L’assenza di Simmons insieme ai persistenti acciacchi fisici di Embiid (problemi alla caviglia) non promettevano però nulla di buono per Philadelphia nel corso di questi Playoff, dove l’intensità mentale e soprattutto fisica sarebbe salita decisamente di livello.

I Celtics la vera bestia nera

Lo scontro al primo turno per Phila contro i Boston Celtics riproponeva non solo una delle rivalità più sentite nella storia della Nba, ma preannunciava soprattutto una serie che sarebbe stata combattuta fino all’ultimo. Invece è arrivato un secco 4-0 per i Celtics, l’eliminazione rapida, precoce e in particolar modo molto dolorosa, soprattutto per il fatto che in molti tratti della serie i 76ers sono sembrati inermi davanti ai giocatori di Brad Stevens, senza neanche provare a dare battaglia, una sconfitta sotto tutti i punti di vista, che mette fine ad una delle stagione più complicate della storia di questa franchigia.
Nulla del progetto iniziato la scorsa estate ha infatti veramente funzionato, l’ingaggio di Horford non ha portato alcun beneficio alla squadra, ne Tobias Harris ne Josh Richardson hanno saputo dare continuità alle loro prestazioni, così come i giocatori del supporting cast non hanno dato la mano che ci si aspettava.

Brown il primo a essere cacciato. Brand il prossimo?

Sul banco degli imputati, oltre a Brett Brown, già da tempo lontano dalla panchina di Phila e licenziato poche ore dopo l’eliminazione, sono finiti molti giocatori e anche i membri della dirigenza, uno su tutti il GM Elton Brand e il suo operato degli ultimi anni, messo sotto accusa soprattutto dai tifosi e dai sostenitori di Philadelphia. Le poco saggie scelte di mettere sotto contratto a cifre folli Harris e Horford, di lasciar andare Jimmy Bulter agli Heat e di far fuori nelle scorse stagioni giocatori funzionali al progetto e ottime pedine per completare il roster, come Covington, Saric, Shamet e JJ Redick, hanno messo in una posizione complicata l’ex giocatore, soprattutto ora che i Sixers si trovano in una delle peggiori situazioni possibili per una franchigia che fino a pochi mesi fa aveva ambizioni da titolo.
Philadelphia dovrà per forza di cose cercare di tornare a galla, anche perché rivoluzionare il roster è difficile e disfare la coppia Simmons-Embiid significherebbe dichiarare definitivamente fallito il progetto iniziato anni fa. Adesso per i Sixers non si può più tornare indietro e forse il meglio che si può fare è ricominciare da capo.

2 Commenti

  1. Dopo gli ingaggi orribili di Harris e Horford, senza mercato a quelle cifre, l’unica mossa possibile potrebbe davvero essere quella di scindere la coppia d’oro, che forse non ha mai funzionato a dovere anche per motivi di compatibilità.
    La tentazione più ovvia sarebbe quella di cedere Simmons, ma io al posto di Phila ci penserei sopra bene, per almeno 3 motivi:
    1 – ai PO di quest’anno si è visto che Embiid senza Simmons è stato perdente, mentre l’inverso non lo sappiamo.
    2 -Embiid ha molto spesso dei problemi fisici che si andranno presto ad accentuare (ho letto da qualche parte che potrebbero aver taroccato l’anagrafe e quindi lui sarebbe più vecchio di quanto risulta).
    3 – Cedendo Embiid si darebbe spazio ed utilità ad Horford, che in coppia con Embiid serve a poco e come backup è un lusso eccessivo.
    Voi che ne pensate ?

    • Credo che cedere Embiid sia assolutamente fuori discussione. Uomo franchigia e senza dubbio intoccabile.
      Cedere Simmons sarebbe un tentativo, ma la dirigenza non lo farà, almeno non questa estate perché vuole provare a vedere se la coppia funziona almeno in un’altra serie di playoff.
      Sicuramente metteranno in vendita sia Horford (incedibile con quel contratto) sia Harris (cedibile se si regalano anche scelte al Draft e prospetti tipo Thybulle) ma non sarà così facile piazzarli.
      Di sicuro quello che dovrebbe far le valigie è Brand, che è riuscito a non capirci niente nelle ultime session idi mercato.

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