Draft NBA: Tyrese Maxey, la seconda miglior guardia disponibile?

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In un Draft NBA 2020 che si preannuncia pieno di incertezze Tyrese Maxey potrebbe essere una scelta tra la 10 e la 15 un po’ più sicura di altre: il freshman in uscita da Kentucky che ha chiuso la sua stagione con una media di 14 punti, 4.3 rimbalzi e 3.2 assist è considerato la miglior guardia dopo Anthony Edwards del Draft.

Fisico solido e reattivo per giocare al piano di sopra Maxey potrebbe anche salire qualche scalino del Draft considerando la grande presenza di playmaker (Ball, Hayes, Cole, Haliburton) ma le poche guardie disponibili. La sua capacità difensiva, inoltre, potrebbe piacere non poco a GM e coach, soprattutto pensandolo in uscita dalla panchina a cambiare ritmo alla squadra.

Tyrese Maxey

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Da sempre una delle caratteristiche principali di Tyrese Maxey è stata la capacità di farsi trovare pronto e rispondere nei momenti decisivi delle partite. Ha una grande dote naturale e una freddezza nel prendere l’ultimo tiro o segnare quando mancano pochi secondi sul cronometro, che pochi altri giocatori disponibili per il Draft hanno al momento. Una dote che gli è stata riconosciuta anche da coach Calipari che lo ha voluto e allenato a Kentucky.
Nonostante i 193 centimetri di altezza Maxey è uno scorer naturale capace di andare a segnare anche dentro le aree avversarie grazie ad alcuni circus shot degni di un Lou Williams e di una sensibilità notevole nelle mani. L’altezza, e la stazza, potrebbe però anche pesare nelle decisioni dei GM visto che sempre più guardie NBA sono corazzate in maniera diversa, e nelle ultime stagioni la valutazione fisica ha preso ancora più peso nelle scelte al Draft.

Punto di forza

A differenza di tanti altri giocatori del Draft la prima caratteristica che si nota in Maxey è la sua abilità difensiva, forse troppo spesso sottovalutata: grande rapidità di piedi che gli permette di essere solido come difensore sulla palla, fisico per dare fastidio alle guardie avversarie, è un gran ladro di palloni grazie alle braccia lunghe e al tempismo nel cercare (e spesso trovare) il pallone, tanto che in situazioni di isolamento è un vero problema per gli attaccanti avversari.

Nella metà campo offensiva invece la guardia eccelle soprattutto con la palla in mano dove può crearsi delle situazioni di gioco in 1 contro 1 per arrivare anche al ferro (dove è molto bravo a concludere con floater e sa reggere bene il contatto) oppure con il pick ‘n roll, forse la sua arma migliore sia per trovare spazio per un tiro sia per crearne uno per i compagni.

Punto debole

Il tiro dalla lunga distanza rimane l’incognita più grande anche nel suo caso: sotto al 30% di media in stagione da tre punti, la sua meccanica non è ancora ottimale e andrà lavorata per renderlo più solido e più credibile agli occhi degli avversari. Un miglioramento necessario per permettergli di attirare i difensori fuori dall’arco per poi batterli al ferro.

Le lettura del gioco è probabilmente l’altra area da sistemare il più velocemente possibile, soprattutto per giocare nella NBA dove ormai alle guardie è richiesto si saper giocare sia con la palla in mano che lontano dalla palla. E, visto che la sua velocità e rapidità di base non è ai massimi livelli, dovrà migliorare parecchio sotto questo aspetto di gioco per poter aver impatto da subito.

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