Draft NBA: Nico Mannion, la speranza italiana

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La stagione 2019/2020 interrotta prematuramente causa CoVid19 ha interrotto anche il cammino di Arizona verso il torneo NCAA e di conseguenza anche quello di Nico Mannion che di quella squadra era il playmaker titolare. Una stagione strana per l’italo-americano che dopo un inizio spumeggiante in cui aveva fatto vedere grandi cose, salendo parecchio anche nei vari mock Draft, ha pagato un po’ l’ultimo mese pre-interruzione. E a risentirne è stata anche la percezione degli scout NBA su di lui.

Una stagione da 14 punti e 5.3 assist di media, con l’inclusione nel miglior quintetto della sua conference, ma che non sembra essere abbastanza, tanto che le previsioni l’hanno visto scendere fino alla fine del Primo giro del Draft, ed è possibile possa essere chiamato tra la 20esima e la 30esima posizione.

Nico Mannion

NBA Comparison: Luke Ridnour/DJ Augustin

Nato a Siena e figlio di Pace Mannion che ha giocato per alcuni anni nel nostro paese, Nico è a detta di tanti scout una delle migliori point guard disponibili nel Draft, grazie alla sua solidità come passatore e alla capacità di mettere in ritmo i compagni. Grande QI cestistico, etica del lavoro, capacità di farsi trovare pronto fin da subito contro avversari “nuovi” (l’ha dimostrato debuttando con Arizona e con la maglia della Nazionale italiana) e voglia di lavorare duro anche in difesa con una buona rapidità di piedi.
I dubbi però su di lui permangono, e dopo essere stato anche tra le top 15 nei vari mock, ora la guardia italiana è scesa di molto e qualcuno addirittura parla di una possibilità che slitti fuori dalle prime 30 chiamate. Eppure nella NBA moderna qualche squadra che ha bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche c’è, bisognerà capire se i vari GM se la sentiranno di investire su un “progetto” che difficilmente sarà pronto da subito ma su cui si può lavorare.

Punto di forza

Nico è un playmaker che adora i ritmi elevati, in perfetto stile NBA moderna, sa gestire molto bene ritmo e compagni sia in campo aperto che contro difesa schierata. La sua grande abilità di giocare il pick ‘n roll, inoltre, sarà un aspetto importante per gli scout che dovranno decidere dove sceglierlo.
L’ottima capacità di tirare anche dalla lunghissima distanza, anche dal palleggio, è un altro dei punti forti che durante la stagione Mannion ha messo in mostra. Senza dimenticare poi la capacità di leggere cosa gli concede la difesa e di concludere anche al ferro, sia di potenza e di atletismo (nonostante non sia molto alto ha un ottima elevazione) sia di tecnica con dei floater davvero ben curati e realizzati.

Punto debole

Il passaggio ai professionisti per quasi tutte le guardie ha un passaggio obbligatorio: irrobustire il fisico per farsi trovare pronti in difesa contro i top player: Mannion non scappa da questo assunto e dovrà assolutamente lavorare sul suo fisico per reggere gli scontri contro praticamente tutti i pari ruoli NBA. La sua velocità di piedi e la capacità di scivolamento laterale è sotto gli occhi di tutti, in difesa ci sono stati anche dei progressi nei mesi con Arizona, quello che un po’ spaventa è la sua altezza che non gli permette di contrastare quasi nessuno al ferro (0 le stoppate in NCAA), oltre che metterlo in difficoltà a rimbalzo e nel taglia fuori.
In attacco, invece, dovranno crescere e non poco le sue percentuali, sia dalla lunga distanza dove ha grande range ma deve migliorare la precisione, sia da 2 punti dove fa ancora fatica a reggere

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