Il futuro di Marco Belinelli: restare in NBA, il sogno Miami o tornare in Europa?

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In attesa di riassaporare il basket giocato, l’NBA soprattutto, è inevitabile che si pensi al futuro. Lo fanno in particolare i giocatori che sono free agent al termine di questa stagione e, a prescindere da quando sarà effettivamente il mercato, tra questi ci sono anche Danilo Gallinari e Marco Belinelli. Se per il Gallo non c’è alcun dubbio che troverà un nuovo e ricco accordo di media durata, per il Beli sono diverse le opzioni sul tavolo e le ha trattate lui stesso nelle varie interviste fatte in questa fase di stallo a causa della pandemia.

Marco Belinelli – © 2020 facebook.com/Spurs

La guardia bolognese, 34 anni compiuti e 13 stagioni NBA all’attivo, ha parlato in questi termini sul suo futuro al quotidiano L’Avvenire:

La priorità è rimanere in una squadra NBA per cercare di vincere un altro titolo. Ma non escludo altre opzioni.

Il contratto biennale di Marco con gli Spurs (12 milioni di dollari complessivi) scadrà al termine di questa annata. Vediamo ora più nel dettaglio le opzioni sul tavolo per il futuro.

Addio per sempre agli Spurs

San Antonio e gli Spurs resteranno per sempre nel cuore di Belinelli, in Texas ha toccato il punto più alto della carriera nel 2014 col titolo NBA e la vittoria nella gara del tiro da tre all’All Star Game di New Orleans. Però il suo ritorno non è stato fortunato e soprattutto quest’anno il suo spazio si è ridotto notevolmente, tanto che si pensava potesse essere ceduto alla trade deadline: è passato da 23 a 15 minuti di media, da 10.5 a 5.8 punti, pur con percentuali simili (da 41.3 a 39.1% dal campo, con 3.5 tentativi in meno; da 37.2 a 36.8% da tre, con 2 tentativi in meno). Purtroppo per lui gli Spurs hanno tante guardie giovani da ruotare, in particolare Lonnie Walker, che di fatto ha preso i minuti di Marco. Il rapporto con la franchigia e con Popovich resteranno ottimi ma il suo futuro è lontano dall’Alamo.

Europa? Non ancora…

Marco giustamente non esclude nulla a priori, nemmeno un ritorno in Europa, ma al momento sembra difficile che si concretizzi questa opzione. Prima di tutto perchè è uno specialista che può far comodo a chiunque nella NBA e a cifre ragionevoli, e secondo perchè sono poche le piazze di Eurolega che possono dargli una vetrina importante. Escludendo un club all’estero, come Real Madrid, Barcellona o CSKA Mosca, in Italia c’è solo la pista dell’Olimpia Milano, rilanciata più volte data la presenza di Ettore Messina. Lo stesso presidente-coach di Milano ha sempre smentito e non c’è alcuna prova che possa dire bugie. L’alternativa sarebbe la Virtus Bologna, dove Marco ha iniziato la carriera da professionista proprio con Messina, però la Segafredo si è già esposta notevolmente con l’ingaggio di Milos Teodosic e senza il pass per l’Eurolega non ci sarebbero risorse minime per fare anche solo una proposta.

Beli perfetto per una contender: 76ers, Nets o Warriors?

Come detto prima, Marco Belinelli è uno specialista che può ancora far comodo a tante squadre, soprattutto delle contender che necessitano di punti, tiro da fuori (37.6% da tre in carriera) e un playmaker secondario in uscita dalla panchina, anche per un minutaggio ridotto. A livello contrattuale difficile pensare ad un accordo pluriennale, molto più facile pensare ad un annuale di poco oltre il minimo, quindi intorno ai 3 milioni, cifra che potrebbe anche salire ma difficilmente oltre i 5.

Nello specifico delle squadre che potrebbero cercarlo, si può pensare ai Brooklyn Nets, che rischiano di perdere Joe Harris in free agency, ai Milwaukee Bucks, sempre a caccia di tiratori da mettere vicino a Giannis (Korver, Matthews e Connaughton sono free agent), e magari ai Philadelphia 76ers, piazza in cui Marco era già stato sul finire della stagione 2018 e aveva anche lasciato un bel ricordo con un buzzer beater nei playoffs contro i Celtics. All’epoca il Beli ci rimase male per il mancato rinnovo a Phila ma non è escluso che possa tornare. Ad Ovest non vanno escluse Lakers (Caldwell-Pope e Bradley free agent) e Clippers, mentre sarebbe romantica una firma coi Golden Warriors per chiudere l’avventura iniziata proprio nella Baia nel 2007. Marco porterebbe esperienza e carisma alla second unit dei Dubs, un po’ come fece in passato Leandrinho Barbosa.

E il sogno Miami con la futura moglie Martina

Ovviamente tra le contender rientrano anche i Miami Heat, franchigia per la quale Marco non ha nascosto un debole in una recente intervista con Marco Montemagno.

Il Beli ha detto senza giri di parole che adora la città di Miami, è la preferita da lui e dalla futura moglie Martina, e ha parlato in maniera entusiasta degli Heat come organizzazione, di coach Spoeltra, fino all’ammirazione per Pat Riley. Essendo free agent, la guardia bolognese potrà sondare il mercato e non è escluso che provi col suo agente a testare le acque proprio con gli Heat. Va detto che nel reparto esterni Miami ha già due tiratori come Duncan Robinson e Tyler Herro, e poi dovrà fare i conti con la free agency di Dragic, di Crowder, di Leonard e di Derrick Jones, per cui avrà altre priorità. Però intanto Belinelli si è fatto avanti, non si può mai sapere.

1 commento

  1. Ai Miami Heat potrebbe anche veramente servire come giocatore. Così come anche a tante altre contender.
    Esperto, specialista del tiro da tre, buon trattore di palla. Dalla panchina potrebbe rivelarsi molto utile. Chiaro che poi c’è da nasconderlo il più possibile in difesa perché nelle ultime stagioni è sempre stato preso di mira dagli avversari quando era in campo.

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