L’Eurolega alza bandiera bianca: arrivederci al 2020-21. Cosa ci riserverà il futuro?

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In attesa di capirà cosa farà l’NBA, il basket europeo si arrende: l’EuroLega ha annunciato che la stagione 2019-20, compresa l’EuroCup, è ufficialmente conclusa e non ripartirà dopo lo stop del 12 marzo scorso a causa della pandemia da Coronavirus. Questo è quanto uscito dal meeting decisivo tra il commissioner Jordi Bertomeu e gli 11 club con licenza pluriennale, compresa l’Olimpia Milano: determinante il no al ritorno in campo dei giocatori, una decisione presa all’unanimità e comunicata al board dall’ELPA, il sindacato dei giocatori presieduto da Gigi Datome.

Si è deciso di dare priorità ovviamente alla salvaguardia della salute dei giocatori e delle squadre con tutto il personale, anche preservarli dal rischio infortuni dopo una pausa così lunga, e poi l’evoluzione del virus molto varia nei diversi paesi europei ha spinto Euroleague a prendere questa decisione e a concludere l’annata 2019-20.

Importanti decisioni sono state prese anche per la prossima stagione 2020-21: l’Eurolega ripartirà con le stesse 18 squadre al via, mentre le 8 squadre che erano ai quarti di finale di EuroCup, comprese Venezia e Virtus Bologna, avranno un posto garantito per la fase a gironi. Una buona notizia per la Reyer che altrimenti doveva attendere una wild card, avendo chiuso l’andata in Serie A all’ottavo posto, e quindi senza il diritto di accedere direttamente, una doccia gelata invece per la Segafredo, ma anche per il Partizan Belgrado di Andrea Trinchieri, che erano le grandi favorite per arrivare fino in fondo e già pregustavano l’accesso alla prima competizione continentale.

Questo il pensiero di Bertomeu

Senza dubbio, questa è la decisione più difficile che abbiamo dovuto prendere nella nostra storia ventennale. Per motivi indipendenti dalla nostra volontà, siamo stati costretti a interrompere la stagione più esaltante della nostra storia. Ovviamente, abbiamo avuto molte motivazioni per riprendere la stagione 2019-2020, ma in una situazione così eccezionale, dobbiamo mettere la salute delle persone al primo posto e davanti a qualsiasi altro interesse: i nostri giocatori, i nostri allenatori, i nostri arbitri, i nostri club, gli staff, il nostro staff della lega, le nostre emittenti e tutte le loro famiglie. Nei prossimi mesi abbiamo una sola missione: fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare le nostre comunità a tornare più forti e costruire qualcosa di ancor più grande per quando i fan potranno tornare a vedere lo spettacolo dell’Eurolega dal vivo, nelle nostre arene. Questa non è una fine, ma piuttosto un nuovo inizio“.

Eurolega ed EuroCup 2020-21

In buona sostanza, al via della prossima Eurolega l’1 ottobre ci saranno le stesse 18 squadre. Le 11 con licenza pluriennale: Barcelona, Olympiacos, Anadolu Efes, Zalgiris Kaunas, Kirolbet Baskonia, Panathinaikos OPAP, Fenerbahçe Beko, CSKA Mosca, Real Madrid, Maccabi FOX Tel Aviv, AXArmani Exchange Milano. Più le altre 7: Bayern Monaco e ASVEL Villeurbane (associated wild cards), Khimki Mosca (VTB League), Stella Rossa (ABA Liga), Valencia (vincitrice EuroCup 2019), Alba Berlino (finalista Bundesliga) e Zenit San Pietroburgo (wild card a invito).

Hanno un posto garantito nella prossima EuroCup, al via il 30 settembre, le 8 che erano qualificate ai quarti di finale: AS Monaco, Partizan Belgrado, Promitheas Patrasso, Segafredo Virtus Bologna, Tofas Bursa, Umana Reyer Venezia, Unicaja Malaga e UNICS Kazan. Come detto prima è un duro colpo da accettare per la Virtus e il Partizan, club che erano grandi favorite per arrivare in fondo all’EuroCup 2019-20 e che già sognavano di giocare l’Eurolega l’anno prossimo. I serbi potrebbero addirittura pensare di uscira da ECA e accettare la corte della Basketball Champions League, seguendo l’esempio di Rytas Vilnius, Darussafacka e Bilbao che sono passate al torneo della FIBA.

Cosa ci siamo persi e cosa ci attende

Questo stop certamente penalizza una squadra come l’Anadolu Efes che, dopo aver perso la finale 2019, stava disputando un campionato fantastico con 24 vittorie in 28 gare e pareva destinata come minimo a tornare alla Final Four. Grazie soprattutto alla coppia Shane Larkin-Vasilje Micic, col primo principale candidato al premio di MVP. Senza dimenticare il Barcellona di Mirotic e il Real Madrid di Campazzo, il CSKA di Mike James e il sorprendente Maccabi di Wilbekin. E poi c’era ancora una griglia playoff da comporre, con 10 squadre in 4 vittorie – dal Panathinaikos con 14-14 all’ASVEL con 10-18 -, e 3 posti da assegnare nelle ultime 6 giornate. In corsa anche l’Olimpia Milano di Ettore Messina, che aveva la post season come grande obiettivo stagionale. Idem Fenerbahce e Zalgiris, protagonisti di una grande rimonta, e il Khimki, un po’ deludente dopo le grandi spese estive.

E il futuro? molto dipenderà dal mercato che è già iniziato e si annuncia scoppiettante. Micic e Campazzo potrebbero andare in NBA, Mike James sarà free agent, Milano sogna grandi colpi da affiancare al talento Davide Moretti, già “blindato”, i registi greci Sloukas e Calathes potrebbero cambiare maglia incendiando le trattative, occhio a chi potrebbe tornare dall’America, come il lungo Zizic o il play Williams-Goss. E poi attenzione alle situazioni societarie: il Panathinaikos è in smobilitazione e il Fenerbahce, in grave crisi economica, potrebbe far partire Gherardini e coach Obradovic, senza scordarsi tanti campioni come ad esempio Datome, Derrick Williams, De Colo e il già citato Sloukas.

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