Draft NBA: Cole Anthony, il figlio d’arte pronto a guidare una franchigia

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Reduce da una stagione complicata a North Carolina, in una squadra con poco talento diffuso e con l’aggravante di quasi due mesi di stop per un infortunio al ginocchio tra dicembre e febbraio, Cole Anthony si presenta al Draft NBA 2020 come uno dei migliori nel ruolo di playmaker anche se non il primo della lista come poteva sembrare 12 mesi fa. Il figlio di Greg, playmaker campione NCAA nel 1990 con UNLV, poi con una lunga carriera tra Knicks, Sonics, Blazers e Bulls, ora stimato commentatore TV, è certamente un giocatore di talento, soprattutto un ragazzo di grande personalità, con mentalità da professionista fin da piccolo e con la voglia di essere un leader. A livello liceale ha fatto onde, è stato MVP del McDonald’s All American e del Jordan Classic, e ha dato vita ad un bel duello con Nico Mannion al Nike Hoop Summit: ha già detto che gli piacerebbe giocare a New York per i Knicks, la squadra di papà e con la quale è cresciuto avendo trascorso infanzia e adolescenza a Manhattan. Le sue quotazioni sono altalenanti ma sarebbe una sorpresa non vederlo scelto in Top 10.

Dopo aver parlato dei vari Anthony Edwards, probabile numero 1 assoluta del Draft, di James Wiseman e di LaMelo Ball, il nostro zoom va su Cole Anthony, stella a livello liceale e con un talento indiscutibile nonostante l’annata non facile a North Carolina.

Cole Anthony

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Come detto Cole Anthony è un playmaker e leader, giocatore di talento e personalità, uno di quelli che ama avere la palla ed essere il principale riferimento offensivo della squadra. Era così a Oak Hill Academy (primo nella storia della scuola con una tripla doppia di media, 18+10+10), è stato così ai Tar Heels per coach Roy Williams: oltre 18 punti, 5.7 rimbalzi e 4 assist, anche 3.5 perse (!) col 38% dal campo in 35′ su 22 gare. A North Carolina la stagione è stata molto difficile (14-19 il record, 614 in ACC) ma Anthony è riuscito a farsi notare con prestazioni notevoli, come quella da 34 punti e 11 rimbalzi con 6 triple nell’esordio contro Notre Dame, record al debutto nella storia di UNC e della ACC! Per la taglia fisica (190 cm per 90 kg) ricorda Kyrie Irving anche se non ha quel talento puro e cristallino.

Punto di forza

Cresciuto con la mentalità da professionista essendo figlio d’arte, Cole Anthony è uno scorer puro. Attaccante di razza, soprattutto in transizione, è un giocatore che sfrutta al meglio il suo fisico, forte sia nella parte alta che nella parte bassa del corpo. Può concludere in qualsiasi modo, da tre (ha raggio pressochè illimitato, 35% su oltre 6 tentativi a UNC), dal midrange e al ferro: sa come attaccare i cambi e può segnare dopo aver subito il contatto.

Ha leadership e personalità, non ha paura dei contatti e si butta sia a rimbalzo, sia sulle linee di passaggio, anche contro avversari più grossi di lui. E’ un passatore nella media e un discreto difensore, soprattutto sulla palla, essendo appunto bravo a sfruttare fisicità ed elevazione.

Punto debole

Di contro Cole Anthony tende ad accentrare molto su di sè il gioco, è un ball dominant e quindi non favorisce il flusso del gioco e il ritmo dei compagni, poco coinvolti. Inoltre tende ad affrettare le situazioni, anche perchè non ha un primo passo bruciante, fatica a costruire dei vantaggi e spesso non riconosce quando si creano. Infatti prende tanti tiri difficili e fuori equilibrio, sbatte contro i lunghi e non identifica potenziali scarichi.

Usa principalmente la mano destra e la usa per concludere anche quando penetra verso sinistra, e questo è un aspetto da migliorare assolutamente. Essendo un notevole attaccante, in difesa tende a riposarsi e a staccare la spina, limitandosi a dei flash, soprattutto se si trova sul lato debole.

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