L’ultimo canestro per Vince Carter? Speriamo di no!

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Lo stop forzato per tutto lo sport e a breve probabilmente anche di tutte le persone nel mondo imposto dalla pandemia del coronavirus CoVid19 ha fermato ovviamente anche la regular season NBA. Per il momento la Lega ha confermato che si tratta di uno stop di 30 giorni per poi valutare la situazione e capire come e se procedere: le alternative sono quelle di ricominciare la stagione spostando in avanti la fine e i playoff e tutte le successive tappe, accorciare la regular season e partire nei tempi previsti con i playoff oppure nella peggiore delle ipotesi cancellare la stagione intera e cercare di organizzare quella del 2020/21.

Questa situazione assurda potrebbe anche coincidere con l’ultima partita disputata nella sua carriera da Vince Carter, un campione che a 42 anni ha dimostrato di poter giocare ancora ai massimi livelli. Nella partita contro i New York Knicks, quando ormai l’NBA aveva comunicato la sospensione della stagione, coach Pierce l’ha fatto entrare a pochi secondi dalla fine per fargli prendere la standing ovation e lui, con grandissima tranquillità ha infilato un tiro da tre allo scadere, dopo essere stato seduto in panchina per due ore.

Una carriera che non l’ha mai visto alzare il Larry O’Brien Trophy, arrivando al massimo alle finali di Conference nel 2009 con i Magic perse contro i Celtics, ma che lo rende un’icona e una leggenda che verrà ricordata per sempre. Uno dei più grandi (il più grande?) schiacciatori di tutti i tempi, autore di schiacciate totalmente fuori dal comune come quella in testa al francese Frederic Weis alle Olimpiadi del 2000, o come lo Slam Dunk Contest a Oakland che rimarrà per sempre il più ricordato. Ma non solo, perché Carter è diventato un grande tiratore da tre punti avendo capito che non avrebbe potuto giocare solo sull’atletismo, uno scorer incredibile capace di viaggiare per 10 stagioni consecutive a oltre 20 punti segnati di media.
A 43 anni riuscire a giocare ancora in NBA contro ragazzini appena usciti dal college, e nei suoi Atlanta Hawks ce ne sono tanti, è qualcosa di straordinario, basti pensare che il suo compagno di squadra Cam Reddish è nato l’1 settembre 1999 quando Vinsanity stava affrontando la pre-season nel suo anno da sophomore!
A inizio gennaio Carter è diventato il primo giocatore di basket NBA a giocare nella Lega in quattro decenni diversi, giocando per 22 stagioni, più di qualsiasi altro giocatore nella storia!

Gli anni con i Toronto Raptors (con i quali non si era lasciato bene ma che al suo ritorno da avversario lo scorso anno lo hanno omaggiato di un video ricordo che gli ha strappato più di qualche lacrima) e con i New Jersey Nets sono lontani ovviamente, ma poterlo veder giocare ancora qualche partita rimane una grande gioia per tutti gli appassionati di questo sport.
La nostra speranza è che la pausa per il CoVid19 si interrompa presto così da poterlo vedere scendere in campo almeno ancora una volta, per tributargli il saluto e il ringraziamento che merita in un’arena piena di persone e non semi vuota alla fine di un tempo supplementare con la paura del virus com’è stata quella contro i Knicks.

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