Jayson Tatum è un “problema” per tutti e i Celtics sono ufficialmente una contender

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I Boston Celtics nonostante siano una delle squadre più forti della Eastern Conference, non sono mai state considerate in questa stagione una vera e propria contender per il titolo. Altre franchigie infatti come Bucks, Lakers e Clippers si mantengono un gradino sopra di loro soprattutto sotto il punto di vista dell’organico e della lunghezza delle second-unit, aspetto che potrebbe essere sicuramente determinante, nella lunga e logorante stagione Nba, per il successo di una di queste squadre.

Manca ancora un vero leader?

Un altro fattore importante però che sembra mancare ai Celtics di coach Stevens è la presenza in roster di una vera stella, che riesca a sobbarcarsi l’intera squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà e che rimanga sempre mentalmente presente, in modo da indirizzare e influenzare da sola l’andamento delle partite, anche quando non tutto gira per il meglio. Giocare una buona pallacanestro e avere una perfetta organizzazione non è infatti più sufficiente, la presenza di una superstar o anche di un leader che con le sue giocate riesca a risollevare le sorti della squadra da un momento all’altro è ormai una necessità, soprattutto per fare in modo che un’ottima squadra diventi all’interno di questa Lega una seria contender. In queste ultime settimane però è proprio giunto in soccorso di Boston un inaspettato Jayson Tatum, che a suon di grandi prestazioni si sta rivelando il vero leader di questi Celtics.

Jayson Tatum, Boston Celtics © Photo by Katelyn Mulcahy/Getty Images

Tatum è pronto a diventarlo?

Negli ultimi anni infatti in quel di Boston l’assenza di una superstar si era sempre fatta sentire nei momenti decisivi della stagione, ma nonostante questo i buoni risultati erano continuati ad arrivare, anche perché i Celtics si sono sempre dimostrati un’ottima squadra nel vero senso della parola, dove ogni elemento del roster risultava decisivo ed importante per l’economia di gioco della squadra. Ogni giocatore aveva il proprio ruolo e le proprie responsabilità, ma quando qualcuno cercava di sopravanzare gli altri, in modo da dimostrarsi il vero leader dello spogliatoio, il gruppo non era più coeso e veniva compromesso non solo il sistema di gioco della squadra, ma anche i risultati finali venivano meno. Ora però con l’ascesa di Jayson Tatum, Boston sembra aver trovato proprio quello che stava cercando, un leader silenzioso che dimostri sul campo tutto il suo valore, prendendo per mano la squadra nei momenti di difficoltà attraverso giocate e grandi prestazioni e non facendo mai la voce grossa all’interno dello spogliatoio. Sembra proprio che Boston la superstar se la sia ritrovata in casa già pronta.

 

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That boi to the left of me is an ABSOLUTE PROBLEM!! Keep going #YoungKing🤴🏼 #OnelegSleeveGang lol 🙏🏾💪🏾👑

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Tatum in questi primi anni nella Lega è sempre riuscito a dimostrare tutto il suo immenso talento, ma nonostante questo il giovane proveniente da Duke non è rimasto mai costante nelle proprie prestazioni, a volte anche all’interno di una singola partita. Nelle ultime settimane però ha inanellato una serie di prestazioni davvero eccellenti, mantenendo una media di 30 punti a partita con il 50% dal campo e anche da oltre la linea dei tre punti, distruggendo record su record e anche qualsiasi squadra si sia trovata lungo il suo percorso. Jayson Tatum ha deciso di spiccare il volo proprio nel momento in cui Boston doveva sopperire alla mancanza causa infortunio di Kemba Walker, diventando sotto il punto di vista offensivo il vero punto di riferimento per i compagni e facendosi anche carico delle responsabilità creative della squadra, anche a causa della temporanea mancanza del playmaker titolare. Il giovane talento di Boston ha saputo anche migliorare la selezione dei propri tiri, diminuendo le conclusioni dalla media distanza e favorendo invece quelle da tre punti e anche le entrate verso il ferro, che rappresentavano il suo vero punto debole nelle prime due stagioni Nba.

Una crescita completa

Il vero miglioramento però messo in atto dal numero 0 è quello che riguarda l’aspetto mentale e psicologico, perché tutti erano consapevoli del fatto che il talento gli “sgorgasse” letteralmente dalle mani ma la vera domanda che ci si poneva era perché non riuscisse a mantenere sempre alto il livello delle sue prestazioni, così come la concentrazione nel corso della partita. Ora però che ha risolto anche questo problema, che lo aveva decisamente limitato in passato, si è preso il ruolo di leader e di stella della squadra, il tutto senza però mai oscurare i propri compagni, i quali si sono dimostrati sempre più decisivi nelle ultime partite disputate da Boston. Se infatti Tatum ha mantenuto in questo periodo una media superiore ai 30 punti, da sottolineare sono anche le prestazioni dei suoi compagni come Jaylen Brown e del definitivamente ritrovato Gordon Hayward, i quali hanno sfiorato nelle ultime 10 gare disputate i 20 punti di media a partita, e si sono dimostrati anche sotto molti altri punti di vista estremamente utili all’interno del sistema di gioco di Brad Stevens.

Shotchart Jayson Tatum 2019-20

Uno status ormai riconosciuto

In questo momento nessuno nella Lega è più “on fire” di Jayson Tatum, il quale ha ricevuto nelle ultime settimane elogi soprattutto da parte dei suoi avversari, come ha voluto affermare LeBron James al termine della partita contro Boston, definendo il numero 0 un vero problema per qualsiasi difesa Nba. Tutte le squadre sembrano infatti davvero spaventate dalle incredibili capacità offensive del giovane talento di Boston ma anche dalla sua versatilità difensiva, qualità che ha saputo dimostrare allo Staples Center contro una delle migliori squadre della Nba, anche con dei momenti di assoluta immarcabilità. Per ritrovare infatti una prestazione in singola cifra da parte di Tatum, occorre ritornare ai primi giorni di novembre, e questo non solo conferma il fatto che la sua crescita sia stata esponenziale ma anche di come sia stata rapida, esplodendo definitivamente durante il mese di febbraio. Tutti d’ora in avanti si aspettano però che i segnali di crescita continuino e che la sua incisività si mantenga sul lungo periodo, salendo di livello quando occorre e migliorando i suoi già pochi punti deboli nel corso del tempo, vista anche la sua giovanissima età. Con il salto di livello che è stato ora effettuato sia da Tatum che da tutti i Celtics, i quali hanno vinto 14 delle ultime 18 partite, è possibile affermare che un’altra squadra si è aggiunta di prepotenza al tavolo delle pretendenti per il titolo.

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