Wiggins-Russell è la bomba di mercato. Drummond ai Cavs, si rinforzano i Clippers

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L’ultima giornata di mercato NBA ha sempre regalato qualche spunto interessante e anche quest’anno le emozioni non si sono fatte attendere. Le squadre che ci si aspettava si sarebbe mosse l’hanno fatto, con i Clippers che hanno rimpolpato la loro panchina con due veterani, gli Heat che hanno fatto altrettanto, Drummond scaricato in cambio di pochissimo ai Cavs e infine la trade che ha mandato Russell a giocare con l’amico Towns nel Minnesota e Wiggins nella baia a ricevere i passaggi di Steph Curry.

Russell-Towns nuova coppia dei Timberwolves

I Minnesota Timberwolves l’avevano cercato già giorni fa senza riuscirci, poi nelle ore scorse avevano messo in piedi una trade a 4 squadre per liberare spazio e preparare un altro assalto, che questa volta è riuscito: D’Angelo Russell diventa il nuovo playmaker della squadra e andrà a formare una coppia davvero interessante con Karl-Anthony Towns (che si era lamentato del fatto che la squadra fosse poco competitiva). I due sono amici e si erano promessi che prima o poi avrebbero giocato insieme e finalmente ci sono riusciti. Per Russell, che ai Warriors non aveva trovato grande continuità, si tratta della 4° squadra cambiata in 5 anni e spera che questa sia finalmente una destinazione a lungo termine. Ai TWolves vanno anche Omari Spelmann e Jacob Evans.

Wiggins-Curry-Thompson nuovo trio nella Baia

Golden State praticamente ha trasformato l’addio di Durant in Andrew Wiggins, una scelta al primo giro protetta del 2021 e una scelta al secondo giro del 2021, passando per un addio indolore a Russell. Non un brutto colpo per la dirigenza di GSW che ormai per questa stagione vedrà la squadra viaggiare nei bassifondi prendendo però probabilmente una buona scelta al Draft, e poi la prossima, con i rientri di Steph e Klay e la presenza di Green avere di nuovo un quartetto ben composto a livello tattico.
Wiggins è ancora molto giovane e va testato in un contesto di un tipo diverso rispetto a Minnesota per valutare il suo impatto. Non sarà mai Durant ma potrebbe diventare un giocatore ancora più adatto a questo sistema rispetto a quanto lo era stato Harrison Barnes.

I Clippers si rinforzano in ottica playoffs

I Los Angeles Clippers cercavano dei giocatori solidi e di esperienza per rimpolpare la panchina e renderla ancora più competitiva in ottica finale di stagione regolare e playoffs. Gli arrivi di Marcus Morris e Isaiah Thomas vanno proprio a colmare due piccoli vuoti che la squadra aveva nel suo roster, dando ora a coach Rivers una quantità di armi e varietà tattiche importanti. Morris è una testa calda ma il suo potenziale lo aveva fatto vedere lo scorso anno ai Celtics. IT invece andrà a fare il play di riserva in un sistema difensivo di buon livello e con meno compiti di mettere punti a referto.
Le partenze di Moe Harkless e di una prima scelta al Draft 2020 (entrambe ai New York Knicks) e di Jerome Robinson (a Washington) sono piuttosto indolori visto quanto avuto in cambio.

Miami: sì Iguodala, no Gallinari

I Miami Heat ci hanno provato fino alla fine a portare a casa oltre ad Andre Iguodala anche Danilo Gallinari, ma se per il primo l’accordo sull’estensione di contratto è stata trovata, per il secondo non si è arrivati alla firma (lui voleva un triennale garantito, gli Heat offrivano il terzo anno con team option), facendo così saltare il passaggio del Gallo da OKC a South Beach.
Miami quindi ha chiuso la trade ottenendo Solomon Hill e Jae Crowder dai Memphis Grizzlies in cambio di Justise Winslow, Dion Waiters e James Johnson.
Il sacrificio di Winslow va visto in un’ottica soprattutto di playoffs ed esperienza: Iguo infatti andrà a creare con Butler la base della mentalità che Riley e Spoelstra vogliono vedere anche nei tanti giovani promettenti a roster.

L’inspiegabile cessione di Drummond

I Detroit Pistons hanno deciso di rifondare. Di nuovo? Sì, di nuovo.
Andre Drummond, leader della squadra di MoTown è stato ceduto ai Cleveland Cavaliers in cambio di Brandon Knight, John Henson e una seconda scelta al Draft. Praticamente un pacchetto nullo se si considera che il centro ha delle statistiche anche quest’anno notevoli, e che l’anno scorso prima che Detroit prendesse Blake Griffin (ai box fino alla prossima stagione) stava viaggiando a cifre da All-Star.
Dall’altra parte Cleveland ora si trova con Drummond-Thompson-Love un trio di lunghi che ingolfano il salary cap per parecchie stagioni ancora (il motivo vero della cessione di Drummond da parte dei Pistons ovviamente), non proprio il massimo per una franchigia che dovrebbe cercare di completare un rebuilding dopo l’addio di LBJ.

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