Mock Draft NBA 2020: Anthony Edwards va per la 1, dietro arrivano Ball e Avdija

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Mancano ormai quattro mesi al Draft NBA 2020 che si terrà al Barclays Center di New York il prossimo 25 giugno e, a differenza che nel recente passato, c’è un grande caos! La verità che non essendoci un Ben Simmons, un Zion Williamson, ma nemmeno un Luka Doncic, un DeAndre Ayton o un Brandon Ingram, a dominare è l’incertezza: a questo si aggiunge il fatto che James Wiseman è stato escluso dalla NCAA per problemi di eleggibilità, che Cole Anthony ha perso tante gare per infortunio, che LaMelo Ball e RJ Hampton sono stati in Australia, per cui al momento il principale candidato alla numero 1 del Draft è Anthony Edwards.

NBA Mock Draft 2020 by Basketcaffe.com

Il freshman dei Georgia Bulldogs, un esterno col fisico di un running back dotato di atletismo, ball handling e innata capacità di far canestro (30% da tre su 7.5 tentativi), ha tutte le caratteristiche per essere una giusta numero 1, un mix tra Victor Oladipo e Donovan Mitchell. I suoi highlights hanno fatto il giro del mondo, ultima la schiacciatona in poster contro Vanderbilt, ma il fatto che giochi sostanzialmente come vuole in una squadra senza un sistema e dove è di gran lunga il giocatore più forte del roster (due gare oltre i 30 punti, una da 37 e una da 32), ovviamente lascia qualche perplessità.

A livello di talento puro, LaMelo Ball è secondo solo a Edwards. Ha tutti i crismi per diventare un uomo franchigia, sa fare tutto, è una potenziale tripla doppia che cammina (17+7+7+ di media in NBL) pur con una meccanica di tiro da rivedere e ci sono dubbi sul suo carattere e la sua personalità (è un Ball…): però, al netto di tutto, è difficile vederlo fuori dalla Top 3 del Draft. Tra le point guard ci sono ovviamente Cole Anthony da North Carolina, un altro che può diventare il cornerstone di una franchigia, lui che ha caratteristiche alla Damian Lillard, il francese Killian Hayes, cresciuto tantissimo nell’annata coi tedeschi di Ulm, anche in EuroCup (6.2 assists di media), Tyrese Haliburton, sophomore da Iowa State, altro giocatore con una tripla doppia sempre pronta, un facilitatore, un ragazzo dall’IQ cestistico fuori scala, mentre ha perso posizioni l’azzurro Nico Mannion, altalenante nel suo anno ad Arizona ma sempre intorno a metà del primo giro come proiezione.

Chi sta salendo di colpi in maniera esponenziale è l’israeliano Deni Avdija, ala classe 2001 che ha sempre più spazio in Eurolega col Maccabi Tel Aviv. Gli occhi degli scout sono sempre rivolti verso questa ala duttile, capace di giocare 3-4 ruoli, e che a molti ricorda Danilo Gallinari per le doti di tiro da fuori e nell’attaccare il ferro. Ragazzo dalla personalità debordante, con coach Sfairopoulos sembra aver fatto click e sta avendo minuti ogni volta di più: l’ala di 2.05, con mobilità e buon atletismo, supera gli 11 punti di media nelle ultime gare di Eurolega, e anche con la nazionale di Israele è stato trascinatore con 21 punti e 8 rimbalzi nella vittoria sulla Romania nelle qualificazioni a EuroBasket. E’ considerata una safe pick, una scelta sicura, e soprattutto un prospetto abbastanza unico per caratteristiche fisiche.

Infatti, tra le ali, ci sono prospetti intriganti e dal notevole potenziale come Okoro di Auburn, McDaniels di Washington e Achiuwa di Memphis, che però non sembrano poter contribuire da subito e con lo stesso impatto di Avdija. Discorso diverso per Obi Toppin, sophomore da Dayton, un’ala forte che viaggia a 20 punti, 8 rimbalzi e 2 assists di media col 63% dal campo, che ha fisico, atletismo e buona mano sia da fuori (38% da tre), sia dal post basso. Forse non ha grande potenziale ma certo può avere un notevole apporto da subito.

Guardando agli esterni, alle guardie, il primo nome è ovviamente quello di Anthony Edwards. Un’alternativa potrebbe essere Tyrese Maxey, altro freshman, lui da Kentucky, un prospetto con grande potenziale anche se un po’ leggero e con un tiro da formare: ha mostrato dei lampi interessanti, sia per sè stesso, sia nel coinvolgimento dei compagni, ha un fisico veloce e sgusciante, un po’ l’opposto di Edwards.

Infine i lunghi. Nonostante le pochissime partite coi Tigers di Memphis, il nome di James Wiseman verrà scelto in alto, difficilmente oltre la 5, sicuramente entro la Top 10: quei centimetri, quel tocco, quell’apertura alare e quella mobilità non si possono insegnare, per cui troverà sicuramente degli estimatori. Il talento c’è, il potenziale addirittura di più e promette di diventare più che un semplice rim protector e rim runner. Da seguire anche Onyeka Okongwu di USC e Daniel Oturu di Minnesota, giocatori di energia, atletismo e verticalità, più Vernon Carey di Duke e Isaiah Stewart di Washington, centri più “classici” e dal gioco interno.

Chi prende chi?

Basandoci sui record, le maggiori chance di avere la numero 1 assoluta al momento appartengono ai Golden State Warriors, seguiti da Cleveland, Minnesota, Atlanta e New York. Se i Warriors avessere una Top 3, si aprirebbero due scenari: o prendere il miglior prospetto, quindi uno tra Edwards, Ball, Wiseman o Avdija, oppure guardare ai bisogni, quindi un lungo, uno tra Wiseman, Okongwu o anche Toppin; da non escludere la possibilità di trade e prendere un giocatore funzionale come Toppin o Okoro.

I Cavs potrebbero andare forte su Edwards o Wiseman, anche con la presenza di Drummond; difficile pensare che scelgano un altro playmaker tipo LaMelo Ball essendoci già Sexton e Garland, a meno che uno dei due venga ceduto. Per Hawks e Timberwolves il fit perfetto pare essere Avdija, ad Atlanta andrebbe forse bene anche Edwards, non più un lungo avendo preso Capela via trade; per Minnesota anche il nome di Okoro potrebbe funzionare.

Infine Knicks e Pistons: entrambe hanno bisogno di un potenziale uomo franchigia quindi LaMelo Ball e Cole Anthony potrebbero essere i profili giusti, anche a livello di personalità e immagine. A Detroit andrebbe benissimo anche Anthony Edwards, volendo pure James Wiseman, mentre New York sembra perfetta per LaMelo per accoppiarsi con i vari Barrett, Knox e Robinson, e prendersi il palcoscenico del Madison Square Garden.

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