Drummond in uscita da Detroit: Hawks la squadra giusta?

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La prima bomba di mercato NBA del 2020 l’ha sganciata, come spesso accade, Adrian Wojnarowski, assoluto insider di ESPN e a conoscenza di praticamente tutti i rumors che riguardano giocatori della Lega. Dopo i primi mesi di quiete, Wojnarowski ha confermato che ci sarebbero delle discussioni in corso tra i Detroit Pistons e gli Atlanta Hawks per il centro Andre Drummond.

Dopo la partita vinta contro i Warriors in cui ha contribuito con 14 punti e 18 rimbalzi Drummond ha parlato ai giornalisti di questi rumors dichiarando:

Non sono mai stato uno che se ne va. Se inizio una cosa da qualche parte, provo a finire lì, provo a completare la missione, che in questo caso è quella di vincere un campionato qui. Non sarà mai io che voglio andare da un’altra parte. Adoro essere qui. Mi piacerebbe giocare qui per il resto della mia carriera.

La proposta di trade

Per avere il giocatore gli Hawks avrebbero proposto un pacchetto di scelte tra cui quella al primo giro del 2020 via Nets e alcuni contratti pesanti in scadenza (Parsons e Turner gli indiziati). Una proposta che potrebbe interessare non poco i Pistons che probabilmente hanno capito che è arrivato il momento di ripartire da zero (di nuovo) visti i risultati di quest’anno e delle ultime stagioni. Ma soprattutto perché Drummond ha una player option da 28 milioni di dollari per la prossima stagione e non è così scontato che la eserciti per rimanere a Detroit, ma piuttosto potrebbe esplorare il mercato dei free agent alla ricerca di un contratto più lungo o più remunerativo. Ed in questo caso i Pistons lo perderebbero in estate senza avere nulla in cambio.
Anche perché Detroit ha anche un altro giocatore “bloccato” fino al 2022, ovvero Blake Griffin che con i suoi 76 milioni di dollari restanti di contratto e la sua situazione di continui infortuni, difficilmente sarà scambiabile sul mercato.

Il fit giusto per Atlanta

Gli Hawks sono senza dubbio la delusione più grande della Eastern Conference di questa stagione. Ultimi con appena 8 vittorie e 28 sconfitte, incapaci di confermare le buone cose fatte vedere l’anno scorso e con un coach che dopo aver avuto tanti elogi ora rischia di essere licenziato. Il core della squadra è giovanissimo e quindi ovviamente gli va dato tempo per crescere (Young 21, Collins 22, Parker 24, Hunter 22, Huerter 21, Reddish 20) ma è anche vero che un risultato così scadente non ce lo si aspettava.
L’inserimento di un giocatore come Drummond potrebbe portare due cose importanti: presenza dentro l’area a rimbalzo, sia in attacco che in difesa (15.8 rimbalzi di media quest’anno, il migliore della Lega), copertura difensiva interna per esporre in modo minore i tanti esterni di Atlanta che in difesa sono piuttosto negativi.
Inoltre in caso di cambio di maglia, Drummond potrebbe anche decidere di esercitare l’opzione sul suo contratto e restare agli Hawks un altro anno per vedere come va e poi eventualmente valutare il mercato dei free agent nella stagione 2021/22. E per la franchigia, avere un macchina da doppie-doppie (17.6 di media) a quella cifra senza un vincolo contrattuale lungo potrebbe essere proprio la scelta più giusta.

Celtics, Raptors e Mavericks alla finestra

Vincent Goodwill di Yahoo Sports ha riportato che sul centro 26enne ci sarebbe l’interesse anche di Boston Celtics, Toronto Raptors e Dallas Mavericks. Gli ottimi rapporti con Kyle Lowry e Kristaps Porzingis potrebbero facilitare un po’ le trattative con Raptors e Mavs. I campioni NBA in carica potrebbero mettere sul piatto il contratto in scadenza di Marc Gasol e provare a formare una nuova coppia di lunghi importante per atletismo e dinamicità con Drummond e Siakam, mentre Dallas è da tempo alla ricerca di un giocatore interno che possa far allontanare da canestro Porzingis e che difensivamente sia in grado di essere un rim protector.
La squadra che però sembra avere più bisogno di rinforzi sotto canestro sembrano essere i Boston Celtics che al momento hanno solamente Daniel Theis (offensivamente poco incisivo), Enes Kanter (difensivamente inesistente) e Robert Williams (giovane e acerbo) a roster. I biancoverdi sono 16esimi per percentuale di rimbalzi difensivi presi e per punti concessi agli avversari da seconda opportunità. Due statistiche che nei playoffs potrebbero contare parecchio, e che una presenza come Drummond potrebbe andare a coprire.
Il GM Ainge però ha dimostrato di non essere uno da decisioni di pancia, e le sue trade sono sempre ben ponderate. Il fatto che Drummond in estate potrebbe diventare free agent spaventa non poco, perché al momento, nonostante le sue cifre siano ottime e abbia appena 26 anni sembra essersi fatto una cattiva nomea nella Lega.

Un giocatore con cattiva attitudine e incapace di incidere nelle partite nonostante le statistiche ottime. Quindi legarsi a lui per il futuro a cifre importanti è una cosa che molti GM preferirebbero non fare al momento, e i Celtics su queste cose hanno sempre prestato una certa attenzione.

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