Luka Doncic, il presente e il futuro della NBA sono nelle sue mani

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Predestinato. Questa era l’etichetta che avevano affibbiato a Luka Doncic al suo ingresso nella NBA, e finora non abbiamo assistito a delusioni da parte del giovane talento sloveno, che a suon di grandi prestazioni è riuscito a conquistare il premio di Rookie of the Year e a diventare anche in una sola stagione il nuovo simbolo dei Dallas Mavericks, dopo il ritiro di Dirk Nowitzki. Nessuno però si sarebbe aspettato ai nastri di partenza di questa nuova stagione un iniziò così spettacolare da parte sua, frantumando record su record e trascinando i Mavericks fino alle prime posizioni della Western Conference.

Luka Doncic in questo primo mese e mezzo ha giocato ai limiti della perfezione e al secondo anno nella Lega nessuno mai prima d’ora aveva fatto registrare numeri e prestazioni di questo calibro, stiamo davvero assistendo a qualcosa di unico e siamo solamente all’inizio, perché dopo essersi preso la città di Dallas, Doncic sta puntando alla conquista dell’intera NBA.

Luka Doncic avrebbe rappresentato senza alcun dubbio il futuro della NBA, ma il fatto che stia diventando già adesso uno dei migliori giocatori della Lega ha dell’incredibile. A 20 anni possiede già, a differenza di tutti i suoi coetanei, un bagaglio di esperienza importante maturato durante gli anni al Real Madrid, e questo lo favorisce sotto molti aspetti del gioco, non solo sotto il punto di vista tecnico. L’impatto di Doncic in queste prime partite è stato davvero enorme ed ora si può affermare con certezza che è il giocatore-franchigia di questi Dallas Mavericks, status che è riuscito a raggiungere prima del previsto e in un modo che davvero in pochi avrebbero immaginato, rendendo la franchigia di Mark Cuban una squadra che in poco tempo potrà diventare una possibile contender per il titolo.

Un fattore che risulterà decisivo in questo percorso sarà la convivenza che Luka instaurerà con il neo arrivato Kristaps Porzingis, il quale ha bisogno di tempo sia per reintegrarsi nelle dinamiche NBA sia per integrarsi all’interno delle dinamiche di gioco della squadra, perciò la chimica fra i due con il tempo può solamente migliorare, nonostante i buoni risultati dimostrati in queste poche partite giocate assieme, come ha voluto confermare il coach Rick Carlisle. In queste prime battute della regular season le performance del ventenne sloveno unite agli incredibili risultati conquistati finora dai Mavericks, hanno reso Doncic un possibile candidato per il premio di MVP della stagione. La sua candidatura è stata dettata da questo strabiliante inizio ma soprattutto dalla maturità e dalla sicurezza con cui scende in campo ogni sera, le dichiarazioni sia dei suoi compagni sia da parte degli avversari constatano il fatto che Doncic sia in questo momento praticamente inarrestabile, poiché riesce a fare veramente tutto quello che vuole su un campo da basket.

A ribadire il concetto sono anche le cifre registrate: 30.4 punti, 9.9 rimbalzi e 9.3 assist di media a partita, terzo per punti segnati e secondo per quanto riguarda gli assist distribuiti in tutta la NBA. Un dato statistico che però rende ancora più chiaro l’impatto del numero 77 è il suo Player Efficiency Rating, valore numerico che valuta l’efficienza di un giocatore in base ai minuti giocati, che pone al momento Doncic al secondo posto nella NBA dietro ad Antetokounmpo, anche se nelle prime 14 partite disputate è riuscito a raccogliere una efficienza di 33.2 superiore a quella di 31.8 registrata da Wilt Chamberlain nella stagione 1962/63, dimostrando che nessuno nella storia nel complesso di un’intera stagione è stato più efficiente del talento di Lubiana. Numeri a parte, la naturalezza con cui sta dominando lo rende davvero un giocatore unico e le sue immense capacità tecniche ne sono una dimostrazione. Lo skill-set di Doncic comprende infatti penetrazioni verso il canestro in totale facilità, capacità di subire falli, una visione di gioco da vero playmaker e dispone inoltre di un ottimo tiro sia dalla media che dalla lunga distanza, il vero marchio di fabbrica del fuoriclasse sloveno rimane però lo step-back da tre punti, diventato ormai un movimento immarcabile per chiunque, al pari di quello di James Harden.

Da sottolineare è anche la sua capacità di superare primati in serie, essendo in grado ogni sera di aggiornare il libro dei record a livello NBA, soprattutto sotto il punto di vista della precocità. I traguardi raggiunti da Doncic in queste 24 partite di regular season sono svariati: otto triple doppie in stagione superando Magic Johnson per un giocatore under 21, aver viaggiato in tripla doppia di media per dieci partite, primo per produzione offensiva in situazioni da pick-roll, “solo” secondo invece in situazioni di isolamento, quarto giocatore nella storia a realizzare due triple doppie consecutive da 35 punti, unica point-guard a viaggiare con una percentuale superiore al 70% per tiri nella restricted area. In ultimo, la clamorosa tripla doppia in Messico contro i Pistons che lo hanno reso il primo a realizzarne una fuori da USA o Canada, e il primo con due triple doppie da 40 punti prima dei 21 anni. In poche parole Doncic sta riscrivendo la storia della NBA in assoluto, non solo per i giocatori al secondo anno nella Lega.

In base alle prestazioni fornite fino ad ora, la sua candidatura al premio di MVP è stata certificata. La sua vittoria dipenderà sicuramente dai risultati della squadra, ed in questo saranno fondamentali i compagni che gli ruoteranno attorno, che dovranno essere in grado di fornirgli diverse opzioni offensive, ma Doncic diventato fin da subito un leader ed un trascinatore per i Mavericks possiede anche l’incredibile capacità di rendere tutto più facile per i suoi compagni e di migliorarli al contempo sotto molti punti di vista. La corsa verso il premio però è ancora lunga, così come il numero degli avversari e dei possibili vincitori che Luka deve ancora incrociare durante la regular season, i quali però non sanno più che aggettivi usare per descrivere e per esaltare il talento di Dallas. Data la giovane età i margini di miglioramento sono davvero enormi e Paul George al termine dell’ultima partita, giocata proprio contro Dallas, ha voluto mettere in guardia tutto il mondo della NBA affermando che Doncic diventerà davvero incontenibile quando capirà realmente il valore del suo talento. La consapevolezza e la completezza del suo gioco arriveranno con il tempo, ma per ora e per molti altri anni ancora potremo assistere all’evoluzione di un fenomeno assoluto, destinato a marchiare un’intera generazione.

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