Verso il Draft 2016: Ben Simmons, il nuovo LeBron viene dall’Australia

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Di Ben Simmons si parla da tempo, sicuramente dal Nike Hoop Summit della scorsa primavera in cui ha giocato in squadra con Federico Mussini nel team del Resto del Mondo. Da lì è stato un crescendo esponenziale per il ragazzo nato a Melbourne, in Australia, nel 1996: titolo nazionale con la powerhouse liceale Montverde, numero 1 assoluto nel ranking del recruiting Espn e firma con Louisiana State University, il college che fu di Pete Maravich e poi di Shaquille O’Neal. Ben Simmons è il prototipo degli “One and Done” e, a meno di clamorosi sconvolgimenti, sarà la prima scelta assoluta del Draft NBA 2016.

CHI E’ BEN SIMMONS

Ben Simmons è nato in Australia, a Melbourne, nel luglio del 1996. E’ figlio di Dave Simmons, nativo del Bronx ed ex studente di Oklahoma che si è costruito una carriera da professionista ai Melbourne Tigers: in Australia ha sposato Julie e ha avuto 6 figli, Ben è l’ultimo. Il ragazzo in gioventù si è diviso tra football australiano e basket ma all’età di 14 ha scelto definitivamente la pallacanestro e ha accettato la corte dei licei statunitensi che lo avevano adocchiato. Nel gennaio 2013 si trasferisce in Florida e si iscrive a Montverde Academy, una prep school privata recentemente frequentata anche da D’Angelo Russell. Vince 3 titoli nazionali in altrettante stagioni e al termine dell’anno da senior viene nominato Gatorade National Player of the Year e Naismith Prep Player of the Year. Al momento di scegliere il college tutti si aspettano una big come Kentucky, Kansas o Duke e invece Simmons firma per i Tigers di LSU dove uno degli assistenti è David Patrick, ex giocatore professionista pure lui in Australia, divenuto amico di Dave Simmons e successivamente padrino di Ben.

CHE TIPO DI GIOCATORE E’

Per Ben Simmons è stato coniato il termine di “point center”! Siamo partiti dal tradizionale point guard, il playmaker piccolo di 1.80, siamo transitati per la point forward, un’ala con doti di palleggio e passaggio alla Pippen o Iguodala, e ora siamo al point center. Sì perchè il fenomeno australiano è un playmaker con incredibile ball handling, visione di gioco fuori dal comune e doti di passaggio irreali nel corpo di un pivot di 2, 08 per 109 kg. Queste caratteristiche derivano anche dal lavoro fatto in gioventù col papà che, nonostante il figliolo avesse già un fisico fuori dalla norma rispetto ai coetanei, lo ha sempre impostato per giocare da esterno e con la palla in mano.

Ecco perchè i paragoni (con calma e il dovuto rispetto…) con Magic Johnson, ma pure Lamar Odom, e soprattutto LeBron James si sprecano perchè se ne sono visti pochissimi, quasi nessuno, con quelle doti abbinati a quel fisico. Magic ha scritto su Twitter che Simmons è il miglior all around player dai tempi di LeBron. Parole importanti che non sembrano pesare troppo sul freshman di LSU, sempre sotto controllo con le sue emozioni in campo e fuori (anche per questo ricorda LBJ…). Le cifre in queste prime gare sono impressionanti, viaggia a 20 punti, 13 rimbalzi e 5 assist, più una stoppata e 2 recuperi in circa 33 minuti tirando col 59% dal campo. Da notare come finora abbia tentato in tutto 3 triple, segnandone una, un dato strano se si tiene conto della direzione che sta prendendo il basket professionistico ma va anche detto come Ben giochi o palla in mano partendo dalla punta, e spesso finisce al ferro sfruttando la combinazione di fisicità, velocità, atletismo e coordinazione, oppure si piazza in post dove sfrutta il gran movimento di piedi e un quasi totale ambidestrismo (anche se è mancino). Ha già firmato una gara da 21 punti e 20 rimbalzi e una da 43 punti con 14 rimbalzi, numeri che a LSU non vedevano proprio da Shaq O’Neal il 28 dicembre 1991.

FUTURO IN NBA

A meno di clamorosi stravolgimenti Ben Simmons sarà la prima scelta assoluta al Draft NBA 2016. L’australiano da LSU è un giocatore che può avere subito impatto su una franchigia a patto che gli venga data palla in mano e carta bianca, un po’ come accadde con LeBron James ai Cavs nel 2003. Deve crescere e migliorare molti aspetti, dal gioco lontano dalla palla, alla difesa di squadra, passando per il tiro da fuori, tutto da verificare. Ma certe doti sono innate e non insegnabili, quegli istinti, quel controllo e quel talento abbinati a quel corpo sono unici e ne fanno un prospetto di sicuro affidamento. Ai Philadelphia 76ers, ad esempio, potrebbe subito essere la stella della squadra ed il leader di un gruppo giovane ma anche i Los Angeles Lakers sognano di ripartire da lui e da D’Angelo Russell, suo compagno a Montverde, per l’era post Bryant.

1 commento

  1. Ok il talento, ma le cifre sono parecchio gonfiate dal fatto di affrontare avversari non propriamente di prima fascia.
    Non ha grossi rivali per la prima scelta al prossimo draft ma i grossi dubbi sul suo jumper condizionano, e di molto, la mia opinione sulla sua carriera NBA.

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