I disoccupati di lusso… o quasi

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Quando manca poco più di un mese all’inizio della regular season le squadre NBA sono di fatto complete o quasi, tutti i free agent più importanti si sono collocati e restano solamente da riempire gli ultimi spot liberi cercando di trovare un punto di incontro tra le esigenze dello staff tecnico e la disponibilità del salary cap. Per questi ultimi posti quindi molte squadre scelgono di prendere dei giovani, magari non scelti al Draft, sperando possano comunque dare un minimo apporto in caso di bisogno, ma altri invece cercano qualcuno di più esperto (soprattutto le squadre che vogliono competere ad alti livelli e pensano già ai playoff), che magari ha già vissuto i suoi migliori anni ma che qualcosa può ancora dare alla causa.

Gli esempi di giocatori che sembravano aver quasi finito la loro carriera, e che invece si sono rivelati validi nelle squadre che hanno avuto il coraggio di dargli fiducia, negli ultimi anni sono cresciuti. Lo scorso anno l’emblema è stato Chris “Birdman” Andersen, divenuto un pezzo chiave dei Miami Heat capaci di bissare la vittoria del Titolo NBA; ma anche Kenyon Martin, seguito da tante squadre, è diventato subito titolare ai New York Knicks; gli Spurs negli anni sono stati bravissimi a fare questo andando a pescare giocatori che praticamente nessun’altro voleva (da Glenn Robinson a Boris Diaw, passando per Stephen Jackson). Derek Fisher è un altro di quei super veterani che tutti vorrebbero e che alla fine si ritaglia sempre il suo spazio.
Quest’anno però tra i free agent NBA non ci sono solamente “vecchietti” ma anche qualche giocatore più giovane in cerca di riscatto e quindi in attesa della chiamata giusta. Il più interessante al momento sembra essere Richard Hamilton, che dopo una stagione complicata ai Chicago Bulls causa infortuni si trova a piedi. Nonostante siano lontani i tempi dei Pistons la guardia mascherata ha comunque chiuso lo scorso anno a 9.8 punti e 2.4 assist tirando il 43% dal campo e con un ruolo da veterano ben definito potrebbe essere ancora molto utile a chi punta in alto. Si parla di Knicks e Rockets interessate.

Per Stephen Jackson il discorso è diverso perchè dal punto di vista tecnico nessuno avrebbe dei dubbi a metterlo sotto contratto, ma il problema vero è quello comportamentale. Neanche i San Antonio Spurs, coach Popovich (che stravede per lui) e Tim Duncan (uno dei suoi migliori amici) sono riusciti a tenerlo calmo e infatti la rottura è arrivata a stagione in corso. Due anni fa la sua difesa contro Durant era stata sublime ma questa non può bastare a rischiare di portarsi un possibile problema in spogliatoio.
Altro giocatore esperto è Drew Gooden, amnistiato dai Milwaukee Bucks stufi di pagare uno stipendio molto alto per avere in cambio 3.3 punti e 1.9 rimbalzi con il 33% dal campo e soprattutto per vedergli saltare 117 partite nelle ultime tre stagioni. A 32 anni per la prima volta è andato sotto la doppia cifra di media per punti segnati e proprio per questo qualche squadra un pensierino su di lui dovrebbe farlo: dalla panchina può dare un apporto importante, infortuni permettendo.

Come detto però non solo “veterani” ancora disponibili, ci sono anche alcuni giocatori che nonostante siano già da alcuni anni nella Lega hanno ancora un’età non troppo avanzata. Il principale non può che essere Tyrus Thomas, amnistiato dai Charlotte Bobcats dopo una stagione con troppi infortuni (negli ultimi 4 anni solo 175 partite giocate sulle 312 disponibili) e un impatto relativo (4.8 punti e 2.3 rimbalzi). Per una contender potrebbe essere una vera scommessa però, perchè l’atletismo rimane di primissimo livello anche per l’NBA e vicino al ferro l’apporto potrebbe rivelarsi notevole. Lui spera di poter ripetere le gesta di Andersen, ma al momento il mercato attorno lui latita.

Infine Rodrigue Beaubois: la guardia francese è arrivato ai Dallas Mavericks che lo volevano far diventare un pezzo stabile del loro roster dopo averlo scelto al draft, ma gli infortuni (alcuni veramente sfortunati e bizzarri) si sono messi di mezzo, e così Mark Cuban ha deciso di non estendere la qualifying offer. Velocità, grande capacità di penetrare le difese avversarie, discreto tiro e visione di gioco, Beaubois sembra avere tutto per fare la riserva in parecchie squadre NBA eppure l’interesse per lui non sembra essere altissimo. I Philadelphia 76ers ci stanno facendo un pensierino per portarlo al training camp, ma se non dovesse arrivare nessuno potremmo anche vederlo in Europa, e ci sarebbe da divertirsi.

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