Tyreke Evans riporta i Rookies al successo

Archiviato in (NBA Basketball, News) da DavideFuma il 13-02-2010

tyreke-rookieDopo sette anni, i giocatori al primo anno ritrovano il successo contro gli avversari con un anno in più di esperienza Nba. Speravamo potesse essere la serata di Danilo Gallinari ma il Gallo sentiva ancora il dolore per il problema all’avambraccio e poi nella sua testa c’è solo la gara del tiro da tre punti. E’ risaputo inoltre che in questa gara la fanno da padrone i piccoli, e in generale chi ha la palla in mano. Ecco perchè Russell Westbrook ne ha messi 40, purtroppo per lui e per i Sophomore inutili perchè dall’altra parte hanno dato dimostrazione di grande presenza e talento Stephen Curry, Brandon Jennings ma soprattutto “Baby ‘Bron” Tyreke Evans, alla fine votato Mvp del Rookie Challenge, vinto 140-128 in un partita dal ritmo da Daytona 500 e con difese che definire allegrotte è tutt’altro che un’esagerazione.

L’inizio di gara è stato tutto del Gallo che ha sparato in fretta le sue cartucce: 5 punti filati per i suoi ma poi nisba per il resto della serata, durata in tutto 13 minuti. Ovviamente non sono mancate diverse escursioni sopra il ferro, come quelle di Beasley e di Eric Gordon, entrambi ispirati da un “altruista” OJ Mayo. 26 i punti al termine dell’ala degli Heat mentre la guardia dei Grizzlies ha chiuso con 8 punti ma 10 assist. A proposito di Grizzlies, 10 i punti di Marc Gasol sotto gli occhi del fratellone Pau. I Sophomore danno comunque fin da subito l’impressione di non avere tutta sta voglia di stare in campo, soprattutto Brook Lopez e Kevin Love, i due lunghi bianchi che mettono insieme qualche punto battendosi a rimbalzo d’attacco e facendosi trovare pronti quando qualcuno di segni di dare una palla vicino a canestro.
La partita però viene indirizzata dai Rookies nella seconda metà di primo tempo quando un ispirato Brandon Jennings e un favoloso Tyreke Evans bucano a ripetizione il canestro degli avversari, coadiuvati alla grande dagli europei Casspi e Jerebko, e da un DeJuan Blair in formato “Gladiatore”. Il 67-55 dell’intervallo si allarga nella ripresa anche se i Sophomore provano a ricucire con uno scatenato Westbrook, che si prende la scena nella speranza di emulare il compagno Durant dell’anno prima, ma purtroppo per lui gli altri giocano più di squadra ed è Steph Curry (14 alla fine), con la sua entusiasmante e chirurgica tecnica di tiro, a firmare il successo delle matricole.
Alla fine, 6 punti di Jerebko, tutti frugando nella spazzatura della partita, e sostenuto a bordo campo da un Jason Maxiell con elmo vichingo. Casspi ne firma 13 compresa una bellissima schiacciata mancina sulla testa del Gallo mentre Jonny Flynn chiude con 9 punti e 7 assist molto silenziosi, nonostante una presenza in campo piuttosto pitoresca, definito più volte “alticcio” da Giamarco Pozzecco in telecronaca. 22 punti anche per James Harden, uomo giusto al posto giusto in ogni situazione, nonostante qualche cilindro atletico meno dei compagni. Ma i protagonisti sono stati indubbiamente Jennings, autore di canestri pazzeschi in arresto e tiro e con un’incredibile cattiveria, addirittura inusuale per questa gara, che chiude con 22 punti, 8 assist e 4 recuperi. 22 e 23 rimbalzi per DeJuan Blair con cui Tyreke Evans ha voluto alla fine condividere il premio di Mvp per la voglia e la grinta con cui ha giocato. Certo, a volte è andato sopra le righe, ma concediamoglielo vito che con Popovich agli Spurs si deve per forza trattenere. Non si trattiene mai, e non lo ha fatto nemmeno in quest’occasione, Tyreke Evans, arma totale con 26 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi, e diversi lampi che non fanno che aumentare il sospetto che ci sia molto LeBron James, seppure in scala minore, nel ragazzo da Memphis.

Nell’intervallo, DeMar DeRozan ha vinto lo Slam Dunk-In contro Eric Gordon per decidere chi sarà il quarto partecipante della gara di schiacciate. Col 61% dei voti l’ha spuntata il talento dei Raptors, che ha impressionato per la facilità di andare vicino al ferro con due schiacciate “normali”, di cui una passandosi la palla sotto alle gambe. Gordon l’ha messa sulla potenza ma gli errori in fase di preparazione l’hanno tradito. Questa notte, l’All Star Saturday con il Gallo, le schiacciate e tanta altra carne al fuoco.

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