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I lupi si fanno sentire
Archiviato in (NBA Basketball, News) da S.Bei on 26-07-2010
Quest’oggi ci appresteremo a illustrare la situazione dei Minnesota Timberwolves: la squadra di Minneapolis negli ultimi anni ha fatto della linea verde il suo credo; il nuovo GM David Kahn ha preso in mano una situazione abbastanza complicata dal suo predecessore Kevin McHale, ma è comunque riuscito a creare un roster giovane e talentuoso, che quest’anno avrà come giocatori di riferimento Jonny Flynn e Kevin Love, due che hanno subito capito come si gioca in NBA, visto l’addio del problematico Al Jefferson spedito a Utah.
L’arrivo di Beasley scaricato da Miami potrebbe essere un’arma a doppio taglio, se il giovane ex Kansas University mette la testa a posto è uno che puo fare tranquillamente 15-20 punti a sera con 7-8 rimbalzi, altrimenti, come spesso è accaduto anche quest’anno agli Heat, il suo atteggiamento sempre un po’ supponente potrebbe farlo apprezzare il giusto anche in questa nuova destinazione. Leggi tutto… »

In questi giorni pre-draft si stanno svolgendo i “workout”, allenamenti che servono per constatare le reali abilità dei giocatori impegnati tra un paio di giorni nell’evento del Madison Square Garden di New York. Decine di ragazzi provenienti da ogni parte degli Usa e del mondo si stanno impegnando sui campi di allenamento delle squadre NBA per dimostrare il loro valore e convincere i gm a spendere una chiamata per loro. Andiamo dunque ad analizzare le giornate di alcuni tra i più importanti protagonisti: John Wall, Evan Turner, Derrick Favors, Wesley Johnson, Greg Monroe, Al-Farouq Aminu e DeMarcus Cousins.
Il Draft 2010 si avvicina. Il 24 giugno, al Madison Square Garden di New York, il commisioner David Stern chiamerà i giocatori sul palco e consegnerà loro il cappellino della franchigia che li ha scelti. Diamo dunque uno sguardo a quali sono le necessità delle squadre della Western Conference, in relazione al roster e al numero di chiamata che hanno. Certa è la chiamata al numero uno di John Wall da parte degli Washington Wizards. Poi, tutto può succedere.
Dopo due turni e quattro giorni di ordinaria follia, il Torneo Ncaa si prepara a vivere nel prossimo weekend le semifinali e le finali dei Regionals, che decreteranno le quattro università che si contenderanno il titolo nelle Final Four di Indianapolis. Sono partite in 65 ed ora sono rimaste in sedici, le Sweet Sixteen. I primi due turni non hanno lesinato grandi sorprese: l’uscita di scena della favorita numero uno, Kansas, considerati i futuri vincitori anche dal Presidente Barack Obama; l’eliminazione di Georgetown e Villanova, corazzate della Big East che hanno subito faticato; deludenti anche i Lobos di New Mexico, con una testa di serie numero tre. Per contro ci sono le grandi sorprese: i campioni della PAC 10 di Washington, la Xavier di Jordan Carwford, St. Mary’s e Purdue, per molti vittima sacrificale stante l’assenza di Robbie Hummell. Su tutte però spiccano le imprese di due Cinderellas, Northern Iowa, col tiratore iraniano Ali Farokhmanesh, e i campioni della Ivy League di Cornell, geni non soltanto sui banchi di scuola ma anche sui parquet del Torneo.
Martedì notte scatta ufficialmente il Torneo Ncaa, la fase finale del College Basket. Si giocherà lo spareggio per decidere l’ultima squadra ammessa al tabellone principale. Giovedì ci sarà il via vero e proprio al gran ballo che porterà quattro regine all’ultimo atto in programma ad Indianapolis il 5 aprile prossimo. La March Madness, la follia marzolina, ha già preso piede nei fanatici di basket collegiale e non solo, dai tornei di Conference conclusisi nel weekend appena trascorso, e durerà fino alla Final Four. Per chi vorrà alzare il trofeo finale, serve vincere sei partite. Lo scorso anno ci fu la straordinaria galoppata di North Carolina, quest’anno esclusa al termine di un’annata disastrosa. Le quattro favorite, le quattro teste di serie sono Kansas, Kentucky, Syracuse e Duke. Quattro squadre contro altre sessanta che faranno di tutto per ribaltare ogni pronostico. “Win or go home” è il motto del torneo, se perdi sei a casa.
Il “James Naismith Award” è il riconoscimento che la Ncaa consegna nel weekend della Final Four al miglior giocatore dell’annata di College Basketball. Questo premio, intitolato a colui che ha inventato il gioco più bello di sempre, viene consegnato al giocatore che durante la stagione si è distinto, non solo per grandi cifre individuali, ma anche per come ha saputo trascinare la sua squadra. Quindi poco importa se terminata la carriera collegiale questo giocatore finirà dietro una scrivania per fare il ragioniere o l’esperto di marketing o il medico, oppure andrà a giocare a basket per soldi. Questo riconoscimento non premio il talento o il potenziale di un giocatore, ma quello che ha fatto nella stagione Ncaa. 30 sono i candidati alla vittoria finale anche se molto probabilmente il nome del vincitore uscirà dal terzetto composto da John Wall di Kentucky, Evan Turner di Ohio State e Wesley Johnson di Syracuse. Lo scorso anno il premio fu vinto da Blake Griffin, poi scelto al numero uno del Draft dai Los Angeles Clippers.
