Dopo le delusioni della passata stagione (mancata partecipazione all’Eurolega e alle Finale Eight di Coppa Italia), solo parzialmente mitigate da una serie playoff contro Siena più combattuta di quanto dica il 3-0 finale, la Benetton è costretta a una svolta nel progetto “Energia verde”. Cambia profondamente la “catena di comando”, con Andrea Benetton nuovo presidente (dopo Buzzavo), Enzo Lefebre vice presidente esecutivo e Claudio Coldebella GM. Leggi tutto… »
Archiviato in (Euroleague, News) da fventu on 09-12-2009
Nella terza giornata di EuroCup le tre squadre italiane impegnate fanno quello che speriamo riescano a fare anche le altre tre che giocheranno in questa due giorni di Eurolega, ovvero vincere! Teramo, Treviso e Biella continuano quindi la loro corsa in Europa battendo anche squadre di primo livello, come fatto dalla Benetton che ha battuto la Dynamo Mosca o anche Biella che non ha dato nessuna chance al Ventspils, campione dei Lettonia.
Vediamo in dettaglio cosa è successo nelle tre partite che più ci interessano e nelle altre dei gruppi delle italiane: Leggi tutto… »
Nella prima partita delle semifinali dei playoff del Campionato Italiano l’Armani Jeans Milano riesce a strappare la vittoria solo nel finale per 72-70 contro una Biella che non ha mollato fino all’ultimo minuto.
Il primo quarto è diviso nettamente in due parti: nella prima è Milano a comandare con un parziale di 13-0 che sembra far sprofondare da subito Biella, che però reagisce prontamente e con un contro break di 10-0 si riporta sotto, e poi con la tripla di Aradori (15 punti in 17 minuti) passa addirittura in vantaggio al suono della sirena. Nel secondo la storia non cambia, sono sempre i parziali a far da padrone: prima quello dell’Armani che si riporta avanti anche di 5 punti, Leggi tutto… »
I Magic si aggiudicano gara 3 riportandosi in vantaggio nella serie e dimostrando una volta di più che ci credono veramente a questa finale NBA. Parte subito forte Orlando trascinata da Dwight Howard, tornato in versione Superman dopo una gara 2 un po’ sottotono (24, 9 rimbalzi e 14-19 ai liberi), volando sul 23 a 12 e dando l’impressione di poter controllare agevolmente l’incontro… ma senza fare i i conti con Lebron: l’MVP stagionale infatti si scatena riportando in vantaggio i suoi nel secondo tempo, combattuttissimo come le altre partite della serie. Quando Courtney Lee sfida James in contropiede evitando una chase down con una perentoria schiacciata, si intuisce che i Magic fanno davvero sul serio, senza nessun timore. Leggi tutto… »
Si comincia alle 2.30 circa ora italiana, con un po’ di fatica si riesce a star svegli fino a quell’ora, ma lo spettacolo che sta per cominciare lo merita, magari non all’inizio, con le manifestazioni meno importanti, ma poi, verso la fine, lo spettacolo ti può svegliare, anche se sono le 5 passate!
Come detto, la giornata dell’All-Star Saturday inizia con l’All-Star Game della D-League, a molti non interesserà, ma per i giocatori che lo giocano, è un’enorme chance per mostrarsi al grande pubblico, nonché una vetrina per gli occhi attenti di Gm americani ed europei. Mvp della partita risultano pari merito Black Ahearn, fisico da ragioniere ma mano educatissima, e Courtney Sims, lungo atletico che un paio di schiacciate le ha fatte vedere.
Ok ok non è l’evento che tutti aspettano, ma tant’è!
Si passa quindi ad un altro “giochino”, l’Haier Shooting Stars competition, in cui un giocatore in attività, una giocatrice della Wnba e una leggenda della franchigia devono tirare da diverse posizioni, mettendoci meno tempo possibile. Vi risparmio la cronaca, anche perchè sarebbe difficile da fare, e vi dico solo che a vincere sono stati i Detroit Pistons, formati da Arron Afflalo, Katie Smith e Bill Laimbeer, sbaragliando la concorrenza dei vari Suns, Spurs e Lakers.
Successivo a questo c’è il PlayStation Skills Challenge, manifestazione in cui quattro playmaker si sfidano in prove di dribbling, passaggi in delle ceste, tiri in sospensione e lay-up: non uno spettacolo esaltante, ma alla fine ha la meglio uno svogliato ma quanto mai adatto al gioco Derrick Rose, che in 35.3 secondi sconfigge in finale un Tony Parker forse distratto dalla bella moglie Eva seduta a bordo campo; Mo Williams e Devin Harris, invece, avevano abdicato già dal primo turno.
Finalmente, verso le 4 di mattina si inizia a fare sul serio, con i tiratori che scaldano le mani in vista del Foot Locker Three-Point Shootout: lo spettacolo, però, lascia un po a desiderare rispetto agli anni scorsi, con la maggior parte dei giocatori che si presenta con le polveri bagnate, realizzando delle prove abbastanza rivedibili. Danny Granger e Roger Mason Jr finiscono con appena 13 bersagli, Mike Bibby fa poco meglio e ne mette 14, troppo pochi per qualificarsi al secondo turno, al quale accedono Kapono, Lewis e Cook; nella finale a tre il bi-campione in carica Kapono non riesce a trovare il suo abituale ritmo, e viene passato da entrambe gli avversari, che pareggiano a quota 15, portando il tutto ad un overtime! Qui Lewis ne mette appena 7, e già nel secondo carrello viene passato da Cook, che va a vincere il trofeo segnandone 19.
Poi, ovviamente, si passa al pezzo forte della serata, lo Sprite Slam Dunk Contest, l’evento che anche se sono le 5 di mattina, ti fa alzare dalla poltrona di scatto! Inizia JR Smith, seguito da Rudy, a cui i giudici negano un punteggio alto nonostante la schiacciata sia più che valida, tocca a Nate Robinson che mostra da subito tutti i suoi mezzi atletici, per finire con Howard che riceve un 50 ingiustificato per una schicciata più che normale, ma che serve per assicurargli il passaggio del turno (qui la Nba non ha fatto una grande figura!). Nel secondo giro Smith esce, così come Rudy Fernandez, che coadiuvato (o boicottato come meglio preferite) da Pau Gasol, dopo un paio di tentativi mette a segno una super affondata valutata ancora una volta pochissimo dai giudici (il fatto che non sia Americano potrebbe conticchiare?).
Rudy's Dunk!
Robinson salta sulla schiena di Chandler, mentre Superman dopo essersi cambiato d’abito in una cabina, decide di schiacciare su un canestro posto all’altezza di 12 piedi! Ottenendo così entrambi il passaggio del turno. KryptoNate Robinson vs SuperMan Howard,
la finale tra loro due non era neanche quotata: Robinson decide di fare una “discreta” schiacciata laterale, ma Howard gli tiene testa facendo rimbalzare la palla sul lato del tabellone e affondando con immane violenza la palla nel canestro, siam quasi pari, sono i tifosi che votano ora; l’ultima, però, consegna la vittoria a Nate The Great Robinson, che decide “semplicemente”, di saltare proprio l’avversario Howard! 210 cm di uomo, saltati senza il minimo problema!
Semplicemente Nate The Great!
Howard tenta di star al passo con la Dr.J Dunk dalla linea del tiro libero, ma non c’è nulla da fare, Robinson si porta a casa il premio per la seconda volta!
Con questa intervista vogliamo trattare un argomento a noi caro, ma che fino ad oggi abbiamo affrontato solo marginalmente: vale a dire il draft Nba 2009, e la situazione dei futuri talenti sia del nostro continente che di quello americano.
E chi meglio di Alessandro Mamoli, voce del basket di SkySport e uno dei più grandi appassionati e conoscitori del basket collegiale, poteva chiarirci le idee sulla situazione futura dei prospetti Nba!
E’ quindi con grande onore che accogliamo le sue parole in un’esclusiva INTERVISTA nelle nostre pagine, dove Alessandro ci spiegherà le sue idee sul prossimo draft Nba, su chi le squadre potrebbero e dovrebbero prendere, e sui giovani americani ed europei che stanno crescendo e che nei prossimi anni saranno protagonisti.
- Partiamo dalla domande facili, chi sarà la prima scelta al prossimo draft?
“Ma non dovevamo partire dalle domande facili? Onestamente oggi fatico ad individuarla. Non essendo un draft con giocatori alla Rose, alla Durant o alla Oden, cioè sicuri, credo che molto dipenderà da chi sarà a chiamare per prima. Se dovesse scegliere Oklahoma ad esempio tutti pensano subito a Griffin per ovvi motivi ma Sam Presti, che è un predestinato, potrebbe invece optare su altro. Che so, pensa che alla sua squadra manchi il 5 perché in posizione di 2,3, 4 è a posto? Se pensa che Thabeet possa essere un buon centro per i prossimi 10 anni NBA, allora punterebbe sul ragazzo di Uconn. Ma siamo al fantabasket. Aspettiamo le palline poi ci risentiamo.”
- Le prime scelte di quest’anno riusciranno a fare la differenza? Ad esempio Stephen Curry, ci sembra un buon progetto, ma siamo sicuri che si rivelerà tale?
“Curry può diventare un All Star come il miglior realizzatore della Lega 2. Che abbia qualcosa di speciale è indubbio. Uno che ha tutto quel feeling col canestro non può non farcela in NBA, ma deve allungarsi le giornate di 6 ore per lavorare sul quel fisico, altrimenti al piano di sopra non gliela fanno neanche mettere in terra (e non che ne abbia bisogno, visto come la manda per aria). Per gli altri è sempre la solita filastrocca. Dimmi dove vai a finire e ti dirò cosa diventerai. Vedremo.”
- Un tuo giudizio sul livello del prossimo draft.
“Medio basso.”
- C’è un giocatore d’impatto immediato nel draft?
“La filastrocca…Se trovano spazio, Harden, Monroe, anche Jennings. Fisicamente (riportato al ruolo) Earl Clark è il più pronto ma in un paio di partite di Louisville nei secondi decisivi ha commesso errori non da giocatore vincente. Vedremo, tengo il punto di domanda per la testa.”
- Chi sarà lo steal of the draft quest’anno?
“Difficile, tanti perché le aspettative sono basse o nessuno. Faccio prima dirti quello che mi convincono. Aminu di Wake Forest può esplodere, Hansbrough che al College è considerato una sorta di creatura mitologica in NBA può essere un ottimo specialista dalla panchina. Io vado letteralmente pazzo per Terence Williams di Louisville, ma non sa ancora cosa vuol fare da grande e infatti lo danno al secondo giro, non è detto che esca. Tyler Smith di Tennessee può diventare qualcosa di speciale e in fondo al Draft occhio a Pendergraph di Az State.”
Ok, passiamo ora alle domande sull’Europa e sui prospetti europei:
- Come valuti la stagione di Jennings a roma? Verrà scelto veramente così in alto come lo danno i vari mock draft? E potrà avere un impatto in Nba, viste anche le difficoltà incontrate in Europa e la sua giovane età?
“Secondo me lo sceglieranno alto proprio perché ha dimostrato di cavarsela (con tutte le difficoltà) contro i pari ruolo europei più scafati. Le due gare contro il Tau bastano e avanzano per gli scout. E’ leggerino ma mi sembra che anche lui abbia qualcosa di speciale. Siamo in un epoca in cui ci sono tanti playmaker piccoli, magari realizzatori, ma con poco fisico. E non è che tutti possono diventare Chris Paul. Vedremo.”
- Ci sono giocatori europei che verranno scelti e andranno in Nba da subito?
“Difficile in questo Draft. Ricky Rubio se si fosse dichiarato sarebbe la vera prima scelta. Tra gli altri non vedo chi possa dare minuti a Casspi da subito. In fondo al secondo giro c’è Preldzic che a me piace moltissimo e poi Gigione nostro. Se fossi i Rockets, anche se in quel ruolo son coperti, un pensierino a portarmi di là Elyahu lo farei. Faccio un altro nome Vesely, classe 1991 del Partizan, mooolto interessante, in EuroLega contro il Panionios ne ha messi 19 con 10 rimbalzi in 27 minuti.”
- Ha fatto bene Ricky Rubio a non dichiararsi al draft, nonostante i vari mock lo dessero tra le prime 5 scelte?
“Si e no. Si perché non si sente ancora fisicamente pronto e con tutte le aspettative che ha creato è meglio arrivare prontissimi. No perché con un draft così debole sarebbe andato tra le prime 3 e se sei nelle prime 3 anche da rookie il conto in banca cambia. Ma prima o poi ci va e prima o poi ci divertiamo.”
- C’è un giocatore giovane che secondo te sta crescendo molto bene, e sicuramente lo vedremo in Nba presto? Sia americano che europeo?
“Segnatevi Lance Stephenson (http://it.youtube.com/watch?v=_coa9WjvcYU)… e non scopro certo l’acqua calda. Arriva dalla zona dei Marbury. Tre anni fa ha costretto O.J. Mayo (che oggi ventelleggia in NBA) a mettersi a giocare per davvero all’Abcd Camp della Reebok (http://it.youtube.com/watch?v=KOAyUMH2Tng&feature=related). Mayo è di 3 anni più vecchio però.
Avete presente quei messia che cambiano il mondo del basket, ecco il signore l’ ha mandato con quell’obiettivo poi dipenderà da lui, ma qui siamo davanti a qualcosa di molto speciale.“
In periodo di recessione, anche l’Nba inizia a fare i conti con i salari dei giocatori, quindi prima di scegliere se scambiare qualcuno o se acquisire un giocatore dalla lista dei free-agent, i General Manager ci pensano bene, facendo i dovuti calcoli.
Ci sono quindi giocatori da prendere e altri da lasciare per strada basandosi solamente sui loro ingaggi? Direi proprio di si, anche se è ovvio che le statistiche devono essere pesate e valutate tenendo conto molti altri fattori.
Ma andiamo con ordine, controlliamo il rendimento di questo inizio stagione dei diversi giocatori, quelli pagati un po’ troppo, e quelli che rendono di più del previsto comparando gli ingaggi.
Questi quelli che “rubano” lo stipendio:
1) Allen Iverson - $21,937,500 - 17.7 punti di media: tra Denver (solo tre partite) e Detroit, Allen I ha perso quello smalto che l’aveva contraddistinto nelle stagioni precedenti, e nel momento non troppo fortunato dei Pistons, anche lui sta soffrendo; ora come ora siamo a circa 1.2 milioni di dollari per ogni punto segnato, una cifra che nessuna squadra a fine stagione sarà disposta a bissare.
2) Jason Kidd - $21,372,000 - 19 di efficenza media: tutte le cose che fa nel campo non possono essere conteggiate, ma la sua efficiency è inferiore alla sua paga stagionale, e anche lui a fine stagione tornerà a essere un free-agent, e non potrà sperare in un altro contratto con tale cifra.
3) Jermaine O’Neal - $21,352,500 - 15.2 di efficenza: il nuovo acquisto dei Raptors (ma già messo sul mercato), nelle ultime cinque stagioni ha giocato appena 240 partite in 375 disponibili, un po’ troppe assenze per un giocatore con quel contratto.
4) Tracy McGrady - $21,126,874 - 15.7 efficenza media e tantissime partite saltate per i continui infortuni; se a questo si aggiunge il fatto di non aver mai passato un turno di palyoff, e che il contratto non è in scadenza, e che l’anno prossimo aumenterà di altri 2 milioni, la situazione non è delle migliori. Houston abbiamo un problema!
5) Rasheed Wallace - $13,680,000 - 12.5 punti: quando un giocatore ha il talento di Sheed, non si possono accettare queste cifre così minime, il suo raggio di tiro e la sua capacità in post basso, nonchè la sua intelligenza difensiva, lo spediscono direttamente nell’Olimpo dei giocatori, peccato che la sua testa spesso sia sconnessa dal resto dell’ambiente, facendolo rendere ben al di sotto delle sue capacità.
6) Larry Hughes - $12,827,676 - Ormai è uscito completamente dalla rotazione di coach Del Negro e sembra in rotta anche con la società, che sta cercando di cederlo o metterlo fuori rosa; strana fine per un giocatore che solo un paio di stagioni fa sembrava la seconda punta ideale per Gilbert Arenas in quel di Washington.
7) Ben Wallace - $14,500,000 - 3.3 punti e 6.7 rimbalzi: questo il fatturato di Big Ben in questa stagione, non troppo differente da quello degli scorsi anni. 4.4 milioni di dollari per ogni punto segnato per lui, non servono altri commenti.
8) Jerome “Sexy” James - $6,200,000: negli ultimi quattro anni ha giocato 694 minuti, traete voi le conclusioni del caso.
Jerome "Sexy" James
Questi, invece, sono quelli che giocano più o meno “gratis”:
1) Manu Ginobili - $9,900,000 - 16.5 di efficenza: è uno dei migliori “clutch player” dell’intera Lega, e nonostante questo il suo contratto è di seconda, se non addirittura terza fascia; le cifre della regular season dicono poco, l’argentino si accende veramente nei playoff, vale a dire quando conta.
2) Hedo Turkoglu - $6,864,200 - 17.2 punti: altro giocatore d’area Fiba che dopo una paio di stagioni di ambientamento a Sacramento e a San Antonio, è diventato la chiave nello scacchiere tattico a disposizione di coach Van Gundy. Orlando va dove li porta “4th quarter Hedo”!
3) Caron Butler - $8,999,980 - 19.7 di efficenza: è 32esimo nella intera Lega, e senza Arenas è il leader dei Wizards, la sua mancata chiamata per l’All-Star Game non può che essere basata sul pessimo record della sua squadra
4) Jameer Nelson - $5,555,555 - 17 punti: così come i suoi due compagni di squadra Howard e Lewis, anche Nelson andrà a Phoenix per la partita delle stelle, e sarà la sua prima chiamata; più di 3 punti per ogni milione di dollari ricevuto per il giovane playmaker dei Magic.
5) JR Smith - $4,985,001 - 13.3 punti: una carica di energia purissima proveniente dalla panchina, di cui coach Karl non può più fare a meno, nonostante qualche divergenze di vedute tra i due.
6) Al Jefferson - $11,000,000 - 24.3 di efficenza: se c’era un giocatore che meritava di essere convocato per l’All-Star Game, questo era senz’altro l’ex Celtics; le sue cifre parlano da sole (decimo dell’NBA), e il suo ingaggio è molto basso se rapportato alla sua importanza nei Timberwolves.