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Video della settimana - Oops, he did it again!!!
Archiviato in (NBA Basketball, News, Video) da DavideFuma on 10-03-2010
Dopo tre sconfitte consecutive ad Est, tocca ancora al vecchio Kobe salvare i Lakers dal quarto ko filato. Bryant ha infilato 14 dei suoi 32 finali nel quarto periodo, compreso il canestro partita per battere i Raptors di Bargnani e Belinelli. Dopo i canestri per battere Milwaukee, Miami, Sacramento, Boston e Memphis, la stella da Lower Merion High School salva ancora i gialloviola con il tiro decisivo, nonostante le braccia protese del Mago ad oscurargli la vista del ferro. Kobe aveva sbagliato il tiro per andare al supplementare contro i Magic due sere fa: un altro errore non poteva permetterselo e così la vittima del Mamba sono stati i Raptors. 109-107 il risultato finale della partita, con il canestro di Bryant a decidere dopo la tripla del momentaneo pareggio di Chris Bosh.
Eccolo, il nostro video della settimana:

Quasi tutte le squadre della NBA hanno raggiunto ormai le 50 partite stagionali, e la situazione per accedere ai playoffs non è ancora chiara! Nella Western Conference, come da tradizione, la lotta per entrare nella post season è durissima con addirittura undici squadre che potrebbero avere cittadinanza quando il gioco si farà duro. I sesti in classifica, gli Spurs, cavalcano un record di 28-20 (58.3%), ma a sole tre partite di distanza, con un record di 26-24 (52%) ci sono gli Hornets… che non sono settimi, ma undicesimi! In mezzo ci sono Portland, Oklahoma City, Houston ed i sorprendenti Memphis Grizzlies. Ma anche risalendo la graduatoria l’incertezza rimane: separati da una sola W ci sono infatti altre tre franchigie, Suns, Mavericks e Jazz che nelle ultime settimane stanno letteralmente volando! Nella notte poi, la vittoria dei Nuggets sul campo dei Lakers ha ulteriormente complicato l’assunto ricucendo anche la distanza tra i gialloviola e “gli altri”.
“Loro” sono tutti quei giocatori che sono riusciti a costruirsi un ruolo nella Lega più importante e famosa del mondo pur non essendo entrati dalla porta principale. Quei ragazzi che sono riusciti a costruirsi una carriera Nba con il lavoro, l’energia, a suon di contratti minimi e non garantiti, ma con motivazioni tali in campo e in allenamento da convincere il coach a dargli una chance. Quindi, non preoccupatevi ragazzi che siete al termine della vostra carriera collegiale: non essere scelti al Draft non vuol dire che le porte dell’Nba per voi saranno chiuse. Semplicemente ci vorrà un pò più di tempo, un pò più di lavoro e magari qualche esperienza fuori dagli Stati Uniti in più per guadagnarsi un posto nella LEGA. Probabilmente ci sarà da attendere prima di comprarsi la Hummer e la casa nuova per mamma o fondare una nuova etichetta discografica per l’amico rapper aspirante a nuovo Jay-Z, ma nulla è perduto. Wesley Matthews Jr., figlio d’arte e ora guardia degli Utah Jazz, è solo l’ultimo in ordine di tempo ad avercela fatta. Ma la lista è lunga e molti sono tutt’altro che semplici comprimari.
L’ultima stagione NBA si è conclusa con la vittoria dei Los Angeles Lakers che hanno trovato in finale dei Magic stremati dopo le fatiche contro Celtics e Cavs. Dopo parecchi anni infatti, le potenziali contenders per il titolo sono più numerose nella Eastern Conference rispetto alla Western.
Gli Orlando Magic, nonostante i numerosi infortuni che hanno colpito il roster, sono una delle migliori squadre della Lega, e con il record di 21-7 si piazzano al secondo posto nella Eastern Conference.

Il campionato Nba è il più bello, intenso, spettacolare, ricco (chi più ne ha più ne metta) torneo di pallacanestro al mondo. Le squadre cui vi partecipano sono delle aziende vere e proprie. Alla fine di una stagione massacrante da 82 partite si tirano le somme e per farlo si va a guardare il record. Questo record però, dobbiamo dirlo, è fortemente influenzato da vari fattori: si va dalla composizione del roster e ovviamente dal talento a disposizione, dal fattore sfiga/fortuna, ma soprattutto dalla componente calendario, la famosa schedule. Sì, perchè oltre a giocare 82 partite, questi super uomini giocano praticamente tutti i santi giorni, non come i nostri incensati calciatori che faticano a reggere una stagione da 40, 50 partite giocando, al massimo, ogni 3-4 giorni. Questi inoltre passano anche settimane lontano da casa, facendo su e giù da un aereo, e dentro e fuori da un albergo. Facile, ma non facilissimo. Andiamo a vedere, in questo primo scorcio di stagione, i record di alcune squadre, tenendo però un occhio sul bilancio vinte-perse, ed uno sulla composizione della schedule.