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Protagonista inaspettato allo Staples Center
Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 10-03-2010
Nella gara dello Staples Center tra Lakers e Raptors i protagonisti non sono stati solamente Bargnani, Belinelli, Bosh, Bynum o Bryant. Tra gli spettatori c’era anche una conoscenza italiana arrivata a Los Angeles per gustarsi la partita: Lapo Elkann, che suo malgrado è stato protagonista di un episodio non troppo piacevole.
Quando mancava circa un minuto e mezzo alla fine della partita con il risultato in equilibrio, su una palla vagante su cui si è gettato José Calderon, play di Toronto, per tentare un salvataggio è intervenuto Elkann, che si è alzato in piedi è ha colpito la palla, sancendone di fatto l’uscita.
Lapo ha allungato la mano a Calderon per scusarsi dell’intervento con lo spagnolo che l’ha guardato tra l’incredulo e l’incazzato, mentre Artest, vero genio come sempre, gli si è avvicinato dandogli un buffetto sulla testa e dicendogli: “Buona difesa“. Leggi tutto… »


La città degli angeli, si sa, è speciale. Ci sono l’oceano con le sue spiagge dorate, Hollywood con gli Studios, Rodeo Drive e le sue griffe ma soprattutto due franchigie Nba. Lakers e Clippers, storie differenti, numero di vittorie molto diverse e soprattutto un background assolutamente agli antipodi. Secondo l’Avvocato Federico Buffa, chi va a vedere i Clippers sono tifosi veri con la conoscenza e la passione per la pallacanestro, chi va a vedere i Lakers ci va perchè lo fa la gente più cool di LA. Da Jack Nicholson in giù, tutti a tifare Kobe Bryant e compagni. I gialloviola sono ancora ad oggi la miglior squadra NBA e i principali candidati a confermarsi campioni dopo il titolo 2009 vinto contro i Magic di Dwight Howard. I Clippers invece sembra stiano dando segnali incoraggianti, con un gruppo di giovani interessantissimi guidati dal talento lunatico di Baron Davis e dalla coppia di lunghi formata da Kaman e Camby.

Il campionato Nba è il più bello, intenso, spettacolare, ricco (chi più ne ha più ne metta) torneo di pallacanestro al mondo. Le squadre cui vi partecipano sono delle aziende vere e proprie. Alla fine di una stagione massacrante da 82 partite si tirano le somme e per farlo si va a guardare il record. Questo record però, dobbiamo dirlo, è fortemente influenzato da vari fattori: si va dalla composizione del roster e ovviamente dal talento a disposizione, dal fattore sfiga/fortuna, ma soprattutto dalla componente calendario, la famosa schedule. Sì, perchè oltre a giocare 82 partite, questi super uomini giocano praticamente tutti i santi giorni, non come i nostri incensati calciatori che faticano a reggere una stagione da 40, 50 partite giocando, al massimo, ogni 3-4 giorni. Questi inoltre passano anche settimane lontano da casa, facendo su e giù da un aereo, e dentro e fuori da un albergo. Facile, ma non facilissimo. Andiamo a vedere, in questo primo scorcio di stagione, i record di alcune squadre, tenendo però un occhio sul bilancio vinte-perse, ed uno sulla composizione della schedule.
Dopo meno di un mese dall’inizio della regular season è veramente difficile fare una previsione a lungo termine o dare dei giudizi sulle squadre in quanto con 4 o 5 vittorie/sconfitte la situazione si ribalterebbe e tutti i nostri discorsi andrebbero cancellati; è anche vero però che possiamo anche se solo in minima parte, schiarirci un po’ le idee sulla situazione attuale, e magari sbilanciarci anche un pochino sulle forze viste in campo prendendo in esame quello che si diceva all’inizio della stagione delle varie franchigie e delle sei Division (o delle 2 Conference).
Come sempre il calendario pilotato della NBA riserva grandi sorprese e parte da subito fortissimo, alla faccia dei calciofili italiani che si indignano per un derby alla seconda giornata! Nella prima serata, il 27 ottobre 2009, gli arbitri alzeranno la palla a due in 4 città diverse, con quattro partite da subito interessanti: Cleveland della nuova coppia James-O’Neal debutterà contro i Boston Celtics dei nuovi “big four” in quella che potrebbe essere la sfida per il dominio della Eastern Conference; tutte a Ovest le altre tre partite, con Dallas che ospita gli Wizard, quindi grande interesse per rivedere all’opera Gilbert “Agent 0” Arenas dopo quasi due anni di forzata inattività, con Portland che in casa cercherà la rivincità contro Houston dopo la sconfitta subita negli ultimi playoff, e il derby di Los Angeles, che nonostante sia da sempre sbilanciato da una parte rispetto all’altra, quest’anno contrappone i campioni in carica dei Lakers col nuovo acquisto Artest alla prima scelta assoluta dell’ultimo draft, Blake Griffin. 