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NBA - Stelle cadenti
Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 21-02-2010
Pochi giorni fa si è chiusa la finestra di mercato per la regular season NBA, le squadre non possono quindi più effettuare trade e scambiarsi giocatori, mentre possono ancora tagliarli e firmare free agent, operazione, quest’ultima, che occuperà la mente di tutti i General Manager il prossimo giugno quando tornerà ad aprirsi il mercato e un numero impressionante di campioni diventeranno liberi di accasarsi in qualsiasi altra squadra.
Fino a quel momento, però, le squadre dovranno accontentarsi del roster che hanno a disposizione in questo momento, facendo fronte, quindi, a successi e fallimenti arrivati in seguito alle loro scelte di mercato. Leggi tutto… »
Che gli Indiana Pacers siano una franchigia in totale ricostruzione (già da un paio di stagioni ormai) lo si sa fin troppo bene, il GM Larry Bird ha cercato negli anni di liberarsi dell’ombra della squadra che è arrivata anche in finale di Conference ma che sarà ricordata più probabilmente per la rissa del Palace of Auburn Hills: sono stati fatti partire tutti i “big” di quella squadra da Jermaine O’Neal ad Artest, da Stephen Jackson a Tinsley e al loro posto però non sono arrivati quei campioni in grado di tenere la franchigia in alto nella Eastern Conference.
Torniamo per l’ultima puntata della nostra rubrica che analizza la parte economica delle diverse squadre della NBA. Quest’oggi prendiamo in esame due squadre che stanno vivendo dei momenti differenti sia dal punto di vista dei risultati sia per quanto riguardo l’aspetto economico: gli Orlando Magic nelle ultime stagioni sono migliorati molto arrivando fino alla finale NBA dell’anno scorso, mentre i Los Angeles Clippers continuano la loro serie di disavventure che durano dalla data della loro nascita, il 1970, con squadre sempre più che discrete ma che non riescono mai a trovare dei risultati.
Il “caso Rubio” ha sinceramente stufato, e non vogliamo certamente riaprirlo noi, ma le notizie che arrivano da Minnesota sono comunque interessanti. Nonostante la vittoria all’Europeo, in cui il giovane play spagnolo ha guidato i suoi facendo vedere cose davvero incredibili, i T-Wolves non rimpiangono assolutamente la scelta di Rubio di andare al Barcelona: il presidente della franchigia David Kahn ha infatti rilasciato un’intervista nella quale si intuisce la felicità di avere dato la squadra in mano a Jonny Flynn, che si sta comportando benissimo in questa prestagione.
Mentre manca poco più di un mese all’inizio della stagione regolare del campionato NBA il mercato che tanto si era infiammato con i free agent, si è spento pian piano senza riservare altri colpi importanti o trade rilevanti. L’ultimo scossone l’ha dato la firma di Allen Iverson con i Memphis Grizzlies ma le squadre continuano a studiare i loro bilanci anche in vista della prossima estate, quella che cambierà il volto della Lega visto il numero di Stelle che andranno in scadenza di contratto, senza esporsi troppo e senza mettere in piedi scambi importanti; New York, ad esempio, sembrava dover cambiare per gra parte il suo roster, ma a questo punto dell’estate non si è mossa in nessuna direzione perdendo anche il playmaker a lungo rincorso: Ramon Session, andato a Minnesota. Sempre per la squadra della Grande Mela rimangono due incognite, ovvero la riconferma di David Lee e di Nate Robinson, ai quali non è ancora stato proposti un rinnovo di contratto, ma che sembrano ormai destinati a rimanere un’altra stagione a NYCity per poi sondare il mercato la prossima estate in cerca di un contratto migliore.
A meno di due mesi dall’inizio della stagione NBA le squadre stanno ancora cercando di sistemare i loro roster per presentarsi nella migliore situazione possibile ai nastri di partenza; così come le squadre, anche i giocatori attualmente senza contratto rimangono alla finestra per cercare di capire quale destinazione potrebbe rivelarsi la migliore per loro, e tra questi free agent ci sono dei nomi di grande interesse.
E’ arrivato il tanto atteso colpo di mercato che sconvolgerà il panorama cestistico europeo: non è un americano che viene a concludere la carriera o che viene a battere cassa dal mercato russo o greco, ma bensì uno spagnolo che cambia solo città, neanche paese. Ricky Rubio, infatti, avrebbe accettato l’offerta presentata dal Regal Barcellona, o meglio ad accettarla dopo un bel po’ di avances sarebbe stata la sua squadra, la Joventut Badalona, che per la “modica” cifra di 3.7 milioni di euro, ha lasciato andare il miglior talento giovane europeo, che con il Barça ha firmato un contratto di 6 anni con un buyout per la NBA a scendere man mano che passeranno gli anni.
Torna la rubrica che cerca di spiegare un po’ come funziona la NBA dal punto di vista economico trattando squadra per squadra. Quest’oggi prendiamo in esame due squadre impegnate negli ultimi giorni in alcune firme e addizioni importanti per il loro roster, due squadre che inoltre negli ultimi anni stanno vivendo due situazioni opposte. Stiamo parlando infatti di Los Angeles Lakers, campioni NBA in carica e di Milwaukee Bucks di sicuro una delle squadre peggiori degli ultimi anni.
Torna la rubrica che guarda da vicino le questione economiche delle squadre NBA. Quest’oggi prendiamo in esame due squadre che sono state impegnate in alcuni scambi o in alcune firme di free agent nell’ultimo periodo, e che negli ultimi anni hanno avuto dei rendimenti altalenanti, stiamo parlando dei Toronto Raptors e dei Minnesota Timberwolves.
Come si può sentire un giocatore scambiato tre volte in un mese? Perchè questo è quello successo a Quentin Richardson negli ultimi trenta giorni: il 15 giugno New York ha deciso di liberarsene aggiungendo nello scambio un po’ di dollari per avere Darko Milicic dai Grizzlies; a loro volta Memphis il 17 luglio ha scelto di rispedire QRich ai Clippers (dove ha già giocato all’inizio della sua carriera) per avere in cambio Zach Randolph. Infine pochi giorni fa, il 20 luglio, Los Angeles ha comprato un altro biglietto aereo per la guardia nativa di Chicago, questa volta con destinazione Minnesota, percorso inverso l’hanno fatto Craig Smith, Mark Madsen e Sebastian Telfair. 