Nba - La vita dopo il basket

Archiviato in (NBA Basketball, News) da DavideFuma on 20-10-2009

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Quando la stampa di casa nostra si occupa (poche volte…) di quello che accade nelle leghe professionistiche americane, spesso e volentieri vengono a galla questioni di notevole interesse. L’ultima balzata all’occhio arriva dalla penna del giornalista Riccardo Romani che domenica 11 ottobre ha scritto un articolo sul Corriere della Sera dal titolo “Senza diploma e senza un dollaro. La misera fine di tante stelle Nba”. Un pezzo che parlava di alcuni giocatori Nba e di come sono ridotti ora, a pochi anni dal termine, voluto o forzato, della loro carriera cestistica. Casi piuttosto tragici come quelli di Kenny Andreson e Jason Caffey (nella foto), di Latrell Sprewell fino ad arrivare a Scottie Pippen e Dennis Rodman. Ma ci sono anche casi di opposta importanza come quello di Emeka Okafor o di Dikembe Mutombo.
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Moore e Marbury a Boston

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 25-02-2009

Con il mercato degli scambi che si è chiuso la settimana scorsa in Nba, le squadre più forti, ora, stanno cercando di completare i loro roster in vista dei playoff con quei giocatori che vengono tagliati dalle altre franchigie, soprattutto da quelle senza speranze per gli ultimi due mesi. Ecco che così, i campione del mondo in carica dei Boston Celtics mettono a segno un colpo e mezzo: quello intero, già ufficializzato, è Mikki Moore, giocatore con la valigia sempre pronta sul letto, autentico giramondo Nba, che dopo l’ottima stagione avuta ai Nets due anni fa è riuscito a strappare un buon contratto con i Kings (parte dello stipendio però andrebbe a Kidd!), che in questa stagione ha già deciso di liberarsene, mettendolo in pratica gratis tra le mani di Danny Ainge (percepirà infatti appena 336,606 dollari da Boston), che non aspettava altro che un lungo dinamico, esperto, con un decente tiro dalla media distanza e che ci mette sempre la grinta quando gioca, un po’ lo spirito insito ai Celtics!

L’altro mezzo colpo, invece, è quel Stephon Marbury tanto chiacchierato, che finalmente ha rotto ogni rapporto che lo legava con i New York Knicks divenendo quindi a tutti gli effetti un free agent, e come tale con la possibilità di firmare per qualsiasi squadra. Non è ancora ufficiale, ma molte voci lo vedono vicinissimo proprio ai Celtics, con i quali aveva già avuto diversi contatti nell’ultimo periodo; Boston, al quale manca un altro giocatore per completare il roster, potrebbe proprio accettare di pagare Steph al minimo salariale (circa $1.3 millioni, tanto il giocatore ha ricevuto un buy-out dia Knicks poco inferiore al suo attuale ingaggio), avendo a disposizione, dalla panchina, un realizzatore più che un playmaker, ma che potrebbe essere in grado di cambiare certe partite e certe situazioni con il suo immenso talento. Pare inoltre difficile che Marbury non decida di starsene buono evitando i suoi colpi di testa, essendo questa la sua ultima possibilità di strappare un buon contratto per la prossima stagione.

Due colpi molto importanti, quindi, che completano il roster e vanno a tappare i due principali problemi della squadra allenata da Rivers. Ora si attendono le risposte di Lakers, Cavs e Spurs, tutte alla ricerca di qualche giocatore tagliato per completare la rosa, e quasi tutte alla ricerca di un lungo con esperienza…occhio all’eventuale taglio di Joe Smith dei Thunder quindi!

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Trade e rumors pre All-Star Game

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 14-02-2009

Come tutti gli anni, quando si arriva alla pausa per l’All-Star Game, il mercato in Nba si accende definitivamente; fino a quel momento i GM cercano i giocatori, sentono i procuratori, studiano bene i bilanci, ma sostanzialmente per tre mesi la maggior parte non opera sul mercato, fino al fatidico weekend di pausa per la gara delle stelle, in cui tutti cominciano la loro corsa per ottenere il meglio negli ultimi giorni disponibili.

E nella notte italiana appena passata, mentre rookie e sophomore si stavano giocando una partita (oddio partita, più un’esibizione diciamo), Toronto Raptors e Miami Heat hanno dato il via al ballo degli scambi, che siamo sicuri non si fermerà di certo qua: la franchigia della Florida porta a casa il tanto agognato centro, ovvero quel Jermaine O’Neal che troppi danno per finito dopo gli infortuni degli ultimi anni oltre a Jamario Moon e a una futura scelta al draft; di contro la squadra canadese acquisisce Shawn Marion, vecchia creatura del Gm Colangelo, Marcus Banks e una somma in denaro. Toronto facendo così dimostra di voler provare a tenere Chris Bosh per non perderlo nell’estate 2010, Marion infatti ha un contratto da $17,180,000 in scadenza a fine anno che probabilmente non verrà rinnovato (o perlomeno non a questa cifra), e quindi libererà spazio salariale; lo stesso discorso non vale per Banks, che sarà a libro paga per altri tre anni per circa 13 milioni di dollari.
Miami, invece, addiziona alla sua squadra il centro che non avevano più avuto dalla partenza di Shaq O’Neal, e tanto caro alla filosofia di gioco di coach Riley…ehm volevo dire Spoelstra! Jermaine dopo un paio di anni falcidiati da infortuni, sta cercando di ritrovare quella continuità che durante gli anni ai Pacers l’avevano fatto diventare un All-Star, come dimostra anche il suo contratto da $21,352,500 quest’anno ($22,995,000 l’anno prossimo), in scadenza proprio nel 2010, quando gli Heat dovranno cercare di trattenere Wade e magari affiancargli un altro giocatore al suo livello. In Florida, inoltre, arriva anche Jamario Moon, progetto promosso l’anno scorso da coach Sam Mitchell, giocatore atletico come pochi e difensore, uno che potrebbe anche piacere ai piani alti di Miami.

Ma questo è solo il primo movimento di una lunga serie che vedremo nei prossimi giorni, infatti sul mercato ci sono tantissimi giocatori, alcuni dei quali anche molto importanti e già inseriti in rumors più o meno insistenti. A partire da quella che vorrebbe i Dallas Mavericks interessati a Raymond Felton di Charlotte, ma soprattutto a Vince Carter, per il quale sarebbe pronta un’offerta che porterebbe ai Nets Josh Howard e Stackhouse, ma a cui sono interessati anche gli Spurs, che hanno presentato un’offerta con Roger Mason Jr, Oberto, Hill e Bowen!
E poi il caso Amare Stoudemire, messo sul mercato dal Gm dei Suns Kerr, e che difficilmente rimarrà in Arizona, viste le moltissime offerte che sembrano essere arrivate dai Bulls (che hanno contratti importanti e giovani interessanti da poter scambiare), da Cleveland, dai Kings, dai Thunder, ma anche, perchè no, dai soliti Mavs!

Ma sul mercato ci sono anche Gerald Wallace dei Bobcats, Rasheed Wallace di Detroit, accostato sempre più agli Spurs, Tracy McGrady, che ormai ha rotto ogni rapporto coi compagni di spogliatoio, Richard Jefferson di Milwaukee e Tyson Chandler degli Hornets, Brad Miller di Sacramento e Carlos Boozer dei Jazz, tutti giocatori che sembrano essere arrivati al capolinea con le rispettive squadre.

Poi ci sarebbe sempre il caso Marbury a New York, che non è detto che sarà risolto entro il 1 marzo, ultimo giorno utile per le squadre di tesserare un giocatore per fargli disputare i playoff. E la stessa situazione si ha a Chicago con Larry Hughes e a Indiana con Jamaal Tinsley, entrambi ormai separati in casa.

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Bravo, ma quanto mi costi?

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 31-01-2009

In periodo di recessione, anche l’Nba inizia a fare i conti con i salari dei giocatori, quindi prima di scegliere se scambiare qualcuno o se acquisire un giocatore dalla lista dei free-agent, i General Manager ci pensano bene, facendo i dovuti calcoli.
Ci sono quindi giocatori da prendere e altri da lasciare per strada basandosi solamente sui loro ingaggi? Direi proprio di si, anche se è ovvio che le statistiche devono essere pesate e valutate tenendo conto molti altri fattori.

Ma andiamo con ordine, controlliamo il rendimento di questo inizio stagione dei diversi giocatori, quelli pagati un po’ troppo, e quelli che rendono di più del previsto comparando gli ingaggi.

Questi quelli che “rubano” lo stipendio:
1) Allen Iverson - $21,937,500 - 17.7 punti di media: tra Denver (solo tre partite) e Detroit, Allen I ha perso quello smalto che l’aveva contraddistinto nelle stagioni precedenti, e nel momento non troppo fortunato dei Pistons, anche lui sta soffrendo; ora come ora siamo a circa 1.2 milioni di dollari per ogni punto segnato, una cifra che nessuna squadra a fine stagione sarà disposta a bissare.
2) Jason Kidd - $21,372,000 - 19 di efficenza media: tutte le cose che fa nel campo non possono essere conteggiate, ma la sua efficiency è inferiore alla sua paga stagionale, e anche lui a fine stagione tornerà a essere un free-agent, e non potrà sperare in un altro contratto con tale cifra.
3) Jermaine O’Neal - $21,352,500 - 15.2 di efficenza: il nuovo acquisto dei Raptors (ma già messo sul mercato), nelle ultime cinque stagioni ha giocato appena 240 partite in 375 disponibili, un po’ troppe assenze per un giocatore con quel contratto.
4) Tracy McGrady - $21,126,874 - 15.7 efficenza media e tantissime partite saltate per i continui infortuni; se a questo si aggiunge il fatto di non aver mai passato un turno di palyoff, e che il contratto non è in scadenza, e che l’anno prossimo aumenterà di altri 2 milioni, la situazione non è delle migliori. Houston abbiamo un problema!
5) Rasheed Wallace - $13,680,000 - 12.5 punti: quando un giocatore ha il talento di Sheed, non si possono accettare queste cifre così minime, il suo raggio di tiro e la sua capacità in post basso, nonchè la sua intelligenza difensiva, lo spediscono direttamente nell’Olimpo dei giocatori, peccato che la sua testa spesso sia sconnessa dal resto dell’ambiente, facendolo rendere ben al di sotto delle sue capacità.
6) Larry Hughes - $12,827,676 - Ormai è uscito completamente dalla rotazione di coach Del Negro e sembra in rotta anche con la società, che sta cercando di cederlo o metterlo fuori rosa; strana fine per un giocatore che solo un paio di stagioni fa sembrava la seconda punta ideale per Gilbert Arenas in quel di Washington.
7) Ben Wallace - $14,500,000 - 3.3 punti e 6.7 rimbalzi: questo il fatturato di Big Ben in questa stagione, non troppo differente da quello degli scorsi anni. 4.4 milioni di dollari per ogni punto segnato per lui, non servono altri commenti.
8) Jerome “Sexy” James - $6,200,000: negli ultimi quattro anni ha giocato 694 minuti, traete voi le conclusioni del caso.

Jerome Sexy James

Jerome "Sexy" James

Questi, invece, sono quelli che giocano più o meno “gratis”:
1) Manu Ginobili - $9,900,000 - 16.5 di efficenza: è uno dei migliori “clutch player” dell’intera Lega, e nonostante questo il suo contratto è di seconda, se non addirittura terza fascia; le cifre della regular season dicono poco, l’argentino si accende veramente nei playoff, vale a dire quando conta.
2) Hedo Turkoglu - $6,864,200 - 17.2 punti: altro giocatore d’area Fiba che dopo una paio di stagioni di ambientamento a Sacramento e a San Antonio, è diventato la chiave nello scacchiere tattico a disposizione di coach Van Gundy. Orlando va dove li porta “4th quarter Hedo”!
3) Caron Butler - $8,999,980 - 19.7 di efficenza: è 32esimo nella intera Lega, e senza Arenas è il leader dei Wizards, la sua mancata chiamata per l’All-Star Game non può che essere basata sul pessimo record della sua squadra
4) Jameer Nelson - $5,555,555 - 17 punti: così come i suoi due compagni di squadra Howard e Lewis, anche Nelson andrà a Phoenix per la partita delle stelle, e sarà la sua prima chiamata; più di 3 punti per ogni milione di dollari ricevuto per il giovane playmaker dei Magic.
5) JR Smith - $4,985,001 - 13.3 punti: una carica di energia purissima proveniente dalla panchina, di cui coach Karl non può più fare a meno, nonostante qualche divergenze di vedute tra i due.
6) Al Jefferson - $11,000,000 - 24.3 di efficenza: se c’era un giocatore che meritava di essere convocato per l’All-Star Game, questo era senz’altro l’ex Celtics; le sue cifre parlano da sole (decimo dell’NBA), e il suo ingaggio è molto basso se rapportato alla sua importanza nei Timberwolves.

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L’affare Darius Miles

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu on 20-01-2009

E’ alla quarantesima partita della stagione 2005/2006, contro i Boston Celtics in una partita vinta con la tripla allo scadere di Shareef Abdur-Rahim, che la carriera di Darius Miles finisce: un infortunio gravissimo al ginocchio, un paio di operazioni che non sono riuscite a sistemare le cose, ed ecco come la storia cestistica di un atleta può finire.

Ma Miles non è il tipo da tirarsi indietro, non lo è mai stato, fin dall’infanzia problematica, passando per essere stato la terza scelta assoluta più giovane delle storia, poi le tre squadre cambiate (Clippers-Cleveland-Portland), e quindi questa estate ci ha riprovato, è riuscito a rimettersi in forma e ha giocato la summer league.

I Blazers, che sono la squadra con cui Miles è sotto contratto, questa estate fa valutare la sua condizione fisica da un medico specialista, che lo dichiara inabile a tornare a giocare a basket a livello professionistico; la squadra dell’Oregon allora lo comunica alla Lega, così da vedere i 18 milioni di dollari, dovuti al giocatore tra questa e la prossima stagione, decurtati dal salary cap, e il commissioner dà il benestare.

In Summer League, però, Miles trova una chance con Boston, che gli fa giocare sei partite senza poi però tenerlo nel roster quando inizia la stagione; ma il giocatore non molla, e trova un’altra chance con i Memphis Grizzlies, che gli offrono un contratto da 10 giorni una prima volta, facendogli giocare altre due partite. E qui succede il “fattaccio”: vale a dire la lettera di minaccie di andare per via legale, spediata dalla dirigenza dei Blazers verso tutte le altre 29 squadre della Lega, nel caso in cui qualcuno avesse dato la possibilità di giocare altre due partite a Darius, cosa che è avvenuta un paio di giorni fa per mano ancora dei Grizzlies, che hanno deciso di tenere nel loro roster Miles viste alcune assenze a lungo termine.

Può sorgere spontanea, quindi, una domanda: ma perchè Portland ce l’ha tanto con questo giocatore da non volerlo vedere giocare? In realtà tutto il problema è legato a una questione salariale, perché una clausola NBA dice che, se un giocatore viene dichiarato inabile per giocare, lo si possa togliere dal monte salari, ma se questo arriva a giocare almeno 10 partite in una stagione (che queste siano di preseason, stagione regolare o playoffs), allora il suo ingaggio torna a pesare nelle tasche della squadra che lo ha sotto contratto (e in questo caso Portland che l’ha tagliato). I Blazers, quindi, con l’aggiunta di questi 9 milioni, si trovano sopra il tetto salariale e di conseguenza, oltre a essere limitati sul mercato, dovranno anche pagare la cosiddetta Luxury Tax alle altre squadre Nba che sono riuscite a rimanere sotto questo cap, e questa cifra si aggira attorno ai 250 mila dollari per ogni franchigia!
Ecco il perché Portland, per mano dei suoi legali, si è messa a cercare qualche cavillo che possa risolvere questa situazione, almeno per non avere oltre al danno (avere Miles e i suoi 9 mln annui sul groppone per altre due stagioni), anche la beffa (ovvero dover pagare la Luxury Tax).

Ma alla fine di tutta questa storia, a qualcuno sta veramente a cuore la situazione del giocatore? Che chiede solamente la possibilità di avere un’altra chance per far vedere di non essere finito! Anche perchè nella stagione prima dell’infortunio, Miles metteva insieme cifre discrete: 14 punti, quasi 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata e 1 palla rubata a sera.

E faceva cose come queste:

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