Per il quintetto? Citofonare Nelson

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu il 17-03-2010

Don NelsonCome spesso sta accadendo nelle ultime stagioni i Golden State Warriors si ritrovano sul fondo della classifica della Western Conference, fuori dalla corsa ai playoff già pochi mesi dopo l’inizio della regular season; dalla partenza di Baron Davis dopo l’impresa effettuata tre stagioni fa di eliminare, partendo dall’otava posizione, i Dallas Mavericks numero uno del seeding e favoritissimi secondo chiunque per la vittoria finale, la squadra di Oakland non è più riuscita a ritrovare se stessa, cambiando più volte forma per cercare di tornare a vincere, senza però riuscirci.

Quest’anno l’inserimento di Stephen Curry è stato davvero importante per il futuro della franchigia, ma per il breve periodo non ha potuto cambiare granchè. La classifica è impietosa e dice penultimo posto a Ovest con una percentuale di vittorie del 27.3 (18 vinte-48 perse), e in generale terzo peggior record della Lega; nonostante l’ennesima pessima stagione (una sola apparizione ai playoff negli ultimi 16 anni!!!), Don Nelson non si è perso d’animo e continua la sua cavalcata verso il maggior numero di vittorie per un allenatore NBA. Per farlo, però, visti anche i tanti infortuni, il coach ha dato vita ad un fenomeno abbastanza particolare (c’è qualcosa del suo modo di allenare che non sia particolare?), schierando 42 quintetti di partenza diversi!
Se si pensa che i Warriors hanno giocato 66 partite, risulta facile capire il tipo di esperimento fatto dallo scienziato pazzo Nelson; nei 20 giocatori che sono transitati quest’anno nel suo roster, solamente 3 non sono mai partiti dal primo minuto: Raja Bell (infortunato e impegnato solo 23 minuti in una partita quest’anno); Acie Law (arrivato da poco nello scambio che ha portato Stephen Jackson ai Bobcats ha giocato solo 66 minuti in 5 partite); Reggie Williams (sconosciuto uscito dalla D-League, che partendo dalla panchina in 8 partite sta viaggiando a 11.1 punti di media).

Tra quelli che invece hanno avuto l’onore (o forse più l’onere) di partire nello starting five dei Warriors ci sono anche Anthony Randolph, bistrattato l’anno scorso e lanciato quest’anno, ma fermato poi da un infortunio, per lui ci sono comunque 11.6 punti di media; C.J. Watson con 12 partenze in quintetto e 10.5 punti; Chris Hunter, arrivato dalla NBDL dai Fort Wayne Mad Ants e titolare per 4 partite; Cartier Martin che dopo aver tentato l’avventura in Europa con Treviso con varie perdite è ritornato negli State e ha subito trovato un posto accogliente, 2 partenze in quintetto e 10 partite in totale per 9 punti di media.Tolliver

E poi ci sono i due capolavori: Coby Karl e Anthony Tolliver! Il figlio del coach di Denver ha avuto la fortuna di scendere in campo tra i primi cinque una sola volta, nella sconfitta contro Oklahoma City, sparando 1/6 dalla lunga distanza e segnando però 10 punti; il secondo, dopo tantissima panchina agli Spurs e tanti viaggi nella squadra della D-League, ha trovato la sua dimensione in questa squadra, giocando 28 partite con ben 16 partenze e con una media di 10.1 punti e 6.3 rimbalzi. Come sempre questi sono i misteri di coach Nelson, che riesce a trasformare giocatori lasciati ai margini dalle altre squadre in quintettisti capaci di andare con frequenza in doppia cifra.

Se siete un giocatore e volete intraprendere l’avventura della NBA, magari provare anche l’ebbrezza di partire nel quintetto titolare, non vi resta che recarvi nella sede dei Warriors, li c’è spazio per tutti!

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