Ma perchè Rashard?

Archiviato in (NBA Basketball, News) da fventu il 07-08-2009

LewisNella notte dagli Stati Uniti è uscita la notizia che la NBA ha sospeso Rashard Lewis per 10 partite, in cui sia integro fisicamente, da scontare nella stagione 2009/2010, dopo un controllo antidoping effettuato durante lo scorso anno che l’ala degli Orlando Magic non avrebbe superato. Il test infatti ha rilevato un tasso di testosterone troppo alto, causato, a dire dell’atleta, da un ricostituente acquistato senza ricetta in un “Vitamin Store” che però conteneva una sostanza bandita dalla Lega, il DHEA, che ad ogni modo non porta grossi benefici. Questa assunzione senza avvertire lo staff medico della squadra ha di fatto portato a questa “positività” e costringerà Lewis a rimanere in borghese per le prime dieci uscite stagionali dei suoi Magic.

Mi assumo tutte le responsabilità e mi scuso con i Magic e con tutti i tifosi – le parole di Rashard Lewis – avrei dovuto fare delle ricerche più accurate invece ho commesso una leggerezza e adesso giustamente pagherò le conseguenze. Spero che tutti gli atleti professionisti adesso facciano tesoro del mio errore. Anche il più innocente dei ricostituenti non deve essere preso senza consultare un esperto del settore“.
Questa “leggerezza” come l’ha chiamata il vice campione NBA gli costerà oltre che la squalifica anche 1.6 milioni di dollari, ovvero la percentuale pari a 10 gare del suo stipendio annuale di 18 milioni.
Inoltre il giocatore, che compirà 30 anni domani, è stato per così dire “graziato” dal Commissioner Stern che ha creduto nella tesi “innocentista” sostenuta dall’entourage del giocatore e dai Magic, rifilandogli una pena davvero minima, visto anche cosa dice il regolamento NBA: “tutti i giocatori sono sottoposti a un solo controllo antidoping all’anno, tranne gli esordienti che ne fanno tre ogni stagione. Solo se ci sono dei dubbi su un giocatore ci sono dei controlli a sorpresa. Le pene in caso di positività sono: per LSD, cocaina e altre droghe pesanti si ha una sospensione immediata; se un atleta sottoposto a un test, risulta positivo agli steroidi subisce una squalifica di 5 gare e deve entrare a far parte del programma di recupero; la seconda volta le gare di squalifica diventano 10, alla terza si arriva a 25 gare. In caso di positività alla marijuana c’è una disintossicazione nelle prime 2 volte, mentre nel terzo caso arriva una semplice multa“.

Questo è comunque il sesto caso di “doping” nella National Basketball Associations, che ha molto più spesso a che fare con casi di droga che di doping: l’ultimo eclatante è stato quello di Chris Andersen squalificato per 2 anni per detenzione di sostanze stupefacenti, che nella passata stagione è ritornato riabilitandosi perfettamente; ma ci sono anche altri casi di questo genere, come quello che ha investito Odom, o quando a Portland erano soprannominati ancora “Jail Blazers” con Damon Stoudamire, Qyntel Woods e Bonzi Wells. Ma basta tornare al camp per i rookie che si tiene ogni anno prima dell’inizio del campionato, quando Chalmers, Beasley e Arthur erano stati “beccati” nelle loro camere a fumare marijuana.

Speriamo davvero che quello di Lewis sia seriamente un errore commesso in buona fede e non un atto premeditato per cercare di ottenere dei vantaggi sul campo, anche perchè negli States dopo i casi della MLB e della NFL un altro scandalo di quelle proporzioni non sarebbe tollerato.

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