It’s all about the (hair)style

Archiviato in (NBA Basketball, News) da GiuliaVai il 31-03-2010

chris-andersenParlando di capigliature e hairstyle nell’NBA si possono sicuramente trovare numerosi argomenti da trattare. All’interno della vasta categoria di giocatori con un taglio di capelli particolare, è possibile individuare varie tipologie. Quelli che ogni tanto fanno un taglio diverso dal solito tra cui Daniel “Booby” Gibson, che si è più volte disegnato sulla testa una frase o un disegno. Poi ci sono quelli che ne fanno un fatto di riconoscimento; ossia il marchio di fabbrica è la loro capigliatura. Tra questi sicuramente bisogna citare Chris Andersen, detto anche “The Birdman”: per lui la cresta è uno degli elementi distintivi insieme ai molteplici e colorati tatuaggi e alle movenze da uccello che mima dopo ogni azione vincente, che lo hanno reso l’idolo del Pepsi Center.

drew-goodenUn altro nome della lista è Drew Gooden, che non ha propriamente una capigliatura distintiva ma la sua caratteristica è di mutarla continuamente, un po’ come le squadre per cui gioca. Significativa è stata una sua dichiarazione su un ciuffetto di capelli (da lui definito “duck tail”) che si era fatto crescere in fondo alla nuca rasata e alla fortuna conseguente con le donne: “Sta attirando molta attenzione…Una cosa che ho scoperto è che anche la pubblicità negativa è buona pubblicità. Almeno io ho il coraggio di farlo […] Sono passato da ricevere complimenti a essere considerato sexy”.

Un altro personaggio della categoria è Brian Skinner, soprattutto per quel che riguarda il pizzetto, che colora e taglia a piacimento (quasi esclusivamente suo). Senza dimenticarsi di Scott Pollard, che seguendo l’insegnamento di Drew Gooden, continua a cambiare taglio di capelli e barba, nella (vana) speranza di attirare attenzione.

Ben Wallace, Robin Lopez, Joakim Noah e Anderson Varejao (detto anche Telespalla Bob) sono alcuni dei nomi di giocatori appartenenti ad un’altra categoria, quelli che sono stati dotati dalla natura di una capigliatura quantomeno vistosa che, in alcuni casi, come quello di Wallace, viene “domata” attraverso le classiche treccine. Quest’ultime, in inglese “cornrows”, sono state e tutt’ora sono tra le pettinature più di moda nel mondo dell’NBA a maggioranza afroamericano.
Chris Kaman merita una menzione a parte invece per aver ricevuto dalla natura, una dote scarsa di capelli che lui però non pettina al meglio.

artestUltimi non certo d’importanza sono Ron Artest e Dennis Rodman, due atipici in tutto, accomunati da vari motivi, tra cui anche le pettinature. dennis-rodman-hairNel senso che i due si distinguono e si fanno notare in ogni cosa che fanno, quindi anche i vari hairstyle (perché sono più di semplici tagli) non sono altro che dei riflessi delle loro molteplici e complicate personalità. L’ultimo esempio di Ron voleva essere un auspicio per la sua squadra a “difendere”, scritto in tre diverse lingue: giapponese, indi e ebraico. Altre volte si sono visti i nomi delle sue squadre rasate in testa, perché come lui dice, vuole sempre averle in testa.
Sicuramente Rodman è stato il vero innovatore e precursore dell’atipicità bell’NBA.

Come per ogni altro aspetto, anche in fatto di capelli, l’NBA è sicuramente un posto unico!

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