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Il ricordo di Krešimir “Krešo” Ćosić
Archiviato in (Hall of famer, News) da fventu il 05-12-2009
Quando si pensa alla Basketball Hall of Fame di Springfield vengono in mente immediatamente i nomi dei vari protagonisti della NBA che negli anni hanno illuminato il basket. Guardando bene i nomi dei giocatori inseriti, però, ci si può accorgere anche di alcuni europei che nella Lega americana non hanno messo piede ma che nel nostro Continente hanno dominato letteralmente.
Uno di questi è Krešimir Ćosić che da giocatore prima e da allenatore poi ha deliziato i tifosi slavi (sia in Serbia sia in Croazia) ma anche quelli italiani per breve tempo, vincendo praticamente tutto quello che si poteva vincere con la maglia della sua nazionale.
Krešo, questo il suo soprannome, nasce il 26 novembre 1948 a Zagabria ed entra da subito a far parte del settore giovanile dello Zadar come centro visti i suoi 211 centimetri, prima di debuttare nella squadra maggiore con la quale inizia a vincere da subito tre scudetti; nel 1971 decide di intraprendere l’esperienza collegiale negli Stati Uniti con i BYU Cougars (Brigham Young University), nei due anni di permanenza diventa il primo giocatore straniero ad essere insignito del premio di All-American dalla United Press International e alla sua uscita nel 1973 arrivano numerose chiamate dai Pro, tutte però rifiutate. In suo onore l’università il 4 marzo 2006 ha ritirato il suo numero di maglia facendolo diventare il secondo della storia dell’ateneo dopo un certo Danny Ainge!
Tornato in Jugoslavia con lo Zadar vince due campionati prima di trasferirsi in Italia, alla Virtus Bologna, dove in due stagioni vince altrettanti scudetti dimostrandosi come uno dei più vincenti di sempre nonostante le sue condizioni fisiche siano già precarie (problemi alla schiena non gli permettono di allenarsi con frequenza) e lasciando un grande vuoto tra i tifosi virtussini, viste anche le sue medie nei due anni: 16.7 punti, 9.9 rimbalzi 2.2 stoppate e 1.6 assist.
Il ritorno in patria per chiudere la sua carriera da giocatore avviene al Cibona con il quale continua a portare a casa successi: 1 scudetto e 3 coppe di Jugoslavia in tre anni, prima di decidere di chiudere definitivamente il suo armadietto.
La sua conoscenza del basket, però, è talmente grande che già l’anno successivo al ritiro diventa capo allenatore a Spalato e successivamente della nazionale Jugoslava con la quale porta a casa due bronzi, uno al Mondiale di Spagna 1986 e uno all’Europeo di Grecia 1987. L’avventura da giocatore in Italia lo convince a tornarci anche da coach, sempre alla Virtus Bologna, anche se solamente per un anno e con alterne fortune (18-12 il record in stagione ed eliminato agli ottavi di finale playoff).
Per chiudere la sua carriera da allenatore sceglie la Grecia e l’Aek Atene dove però non riesce a ripetere le grandi gesta come giocatore e chiude senza vincere alcun titolo.
Muore qualche anno più tardi di un grave male, il 25 maggio 1995 a Baltimora, dove si era trasferito per diventare ambasciatore jugoslavo negli Stati Uniti.
Ma dicevamo che con la maglia della sua nazione dal 1966 al 1983 Ćosić ha vinto tutto quello che si poteva vincere: Oro Olimpico a Mosca 1980 e due argenti (1968 e 1976); 2 Ori Mondiali in Jugoslavia 1970 e nelle Filippine 1978 con due argenti (1967 e 1974); 3 Ori Europei in Spagna 1973, Jugoslavia 1975 e Belgio 1977 oltre a 3 argenti (1969, 1971, 1981) e un bronzo (1979)!
Insomma, difficile fare meglio di così!
E infatti nel 1996 la Basketball Hall of Fame di Springfield l’ha giustamente inserito, facendolo diventare il terzo giocatore non americano di sempre ad essere eletto.
La Lega croata, inoltre, ha dato alla coppa di Croazia il suo nome in suo onore!
Se siete troppo giovani per ricordarvi le sue gesta, vi offriamo un video con solamente alcuni dei suoi numeri migliori!
