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Dallas is on Fire!
Archiviato in (NBA Basketball, News) da GiuliaVai il 15-03-2010
La stagione di Dallas è decisamente cambiata dopo l’All-Star Game soprattutto grazie al mercato di metà stagione. Infatti l’ultima sconfitta di Dallas , prima di quella di ieri contro i New York Knicks, risale al 16 febbraio contro i sorprendenti Oklaoma City Thunders.
In quel momento Dallas era una buona squadra da playoff, fondamentalmente con gli stessi giocatori della finale del 2006, a parte Jason Kidd in più e Jerry Stackhouse in meno, senza però più la convinzione, tanto che secondo molti esperti, gli scambi di febbraio sono stati dettati dalla necessità di cambiare qualche cosa, più che da motivi di risparmio economico (non un problema per Mark Cuban) o da motivi tecnici.
Forse nemmeno Cuban o Carlisle però si aspettavano un risultato del genere, ossia 13 vittorie di fila!
Le considerazioni che si possono fare sono relative all’inserimento di nuovi giocatori e ad una crescita tra quelli già presenti.
Caron Butler, Brendan Haywood e Deshawn Stevenson sono tre ottimi giocatori (soprattutto i primi due) non abituati a giocare a questo livello, venendo da molteplici deludenti stagioni con i Washington Wizards. Eppure, fino a prova contraria - probabilmente i playoff - sembrano non risentire del repentino cambiamento di orizzonte, anzi hanno dato una scossa all’ambiente, iniziando la striscia di vittorie.
Tra i giocatori già presenti in squadra, si notano i miglioramenti in questa seconda parte di stagione di Rodrigue Beaubois, giocatore francese della Guadalupe, scoperto dal connazionale Pietrus e scelto alla 25sima chiamata nell’ultimo draft. Contro i New Jersey Nets ha segnato 16 punti, rispetto ai 6.5 di media, e soprattutto ha incanalato le sue notevoli energie a servizio della squadra.
Non dimentichiamo la costanza di Jason Kidd, quinto nella classifica degli assist, con 9.4 a partita, e di Jason Terry, un sesto uomo (solo di nome) che porta alla causa Mavericks 17 punti di media. Infine Dirk Nowitzki, leader della squadra, l’uomo dell’ultimo quarto e dell’ultimo tiro, che si è coinvolto maggiormente in difesa, riuscendo ad esserlo meno in attacco nei primi quarti, grazie all’abbondanza di talento in squadra. Significativa in questo senso, la partita contro i Nets in cui ha segnato “solo” 12 punti.
In sostanza, una squadra che a febbraio aveva 32-21 di record ha accelerato e dato una svolta alla propria stagione; ad oggi è 45-22 (con 15 partite ancora da giocare), seconda ad Ovest, pronta a rivaleggiare con i Lakers. Ora dovrà dimostrare che i cambiamenti (di rooster e di atteggiamento) non sono solo un fuoco di paglia.
