Ci credono ancora i Celtics?

Archiviato in (NBA Basketball, News) da GiuliaVai il 07-03-2010

Celtics BasketballLa stagione dei Boston Celtics, pur primi nella Atlantic Division, ma quarti nella Eastern Conference, non è quella che il popolo e la squadra bianco-verde si aspettava. Esemplificativa è stata la sconfitta contro i New Jersey Nets, la peggior squadra dell’NBA - con solo 5 vittorie, 7 dopo quella al Garden di ieri, e 55 sconfitte - per 104 a 96, sabato scorso.

Cercando di ritrovarne le ragioni, sicuramente si può elencare l’infortunio di Kevin Garnett, che saltando 11 partite ha influito negativamente, facendo perdere un po’ dell’inerzia che la sua presenza garantisce alla squadra. Eppure le premesse ad inizio stagione erano ben diverse, sia per l’arrivo di un giocatore come Rasheed Wallace, perfetto sesto uomo, sia per i playoff dell’anno scorso, che malgrado la sconfitta al secondo turno, avevano dato dei segnali positivi: un primo turno contro Chicago che rimarrà nella storia per intensità ed incertezza del risultato, una sconfitta in sette partite contro i futuri finalisti NBA Orlando Magic, a cui va sommata la mancanza per tutti i playoff di Garnett. La facile conclusione era, quando The Revolution sarebbe tornato in forma, con l’aggiunta di un giocatore come Wallace, i Celtics sarebbero tornati ad essere nuovamente i principali contendenti ad Est per i Cleveland Cavs.

Infatti la prima partita si è aperta proprio con una vittoria contro i Cleveland Cavaliers al TD BankNorth Garden; la prima di una striscia di 6 vittorie. Dopo una fase di 4 sconfitte e 3 vittorie, è iniziata la cavalcata vincente di 11 W consecutive e di 14 vittorie su 15, culminata con il successo contro gli Orlando Magic il giorno di Natale. Quindi era lecito sperare dopo la prima parte di stagione, con un più che positivo bilancio di 23 vittorie e 5 sconfitte. Ma da quel momento, con l’infortunio di Garnett a gennaio, le voci di una possibile cessione a metà stagione di Ray Allen e il mancato prolungamento del contratto di Rajon Rondo, che hanno ovviamente influito sul loro rendimento, la tendenza della stagione è decisamente diventata sinusoidale, con ben 2 strisce di 3 sconfitte consecutive. A questo va aggiunta una non perfetta integrazione di Rasheed nel sistema di gioco, che era in parte prevedibile, dato il suo precario equilibrio psicofisico, sempre a metà tra il genio cestistico e la follia.

Sheed e Co.Fino ad arrivare alla sconfitta di sabato contro New Jersey che ha creato imbarazzo e sconcerto tra i giocatori - le parole di Garnett: “I got nothing to say. I feel disgusted”- e i tifosi, che hanno fischiato la squadra. Questa sconfitta è arrivata due giorni dopo quella contro i Cleveland Cavaliers, non grave in sé ma per il modo; dopo tre quarti di gara dominata, i Celtics non sono più riusciti a segnare, né a difendere e hanno finito per perdere di 20 punti.
La cosa che più ha impressionato nella partita contro New Jersey è stata la mancanza di intensità, che non era mai mancata da che i ‘Big Three’ si erano riuniti tre anni fa. Forse in questo senso, si possono intendere le mosse di mercato di metà stagione: cessione di Eddie House a New York in cambio di Nate Robinson, non certamente un giocatore ordinato che sa creare gioco per la squadra, ma un giocatore di energia. Nel frattempo, Ray Allen, rimasto a Boston, sembra si sia rinfrancato e ristabilito su livelli di gioco accettabili, il contratto di Rajon Rondo è stato rinnovato e Garnett, seppur faticosamente, cerca di ritrovare la mobilità e la forma fisica che hanno sempre caratterizzato il suo gioco.

Ma quello che sembra mancare non è tanto un giocatore, ma qualcosa che anche i Celtics fanno fatica a definire, ma di cui sono certamente consci; forse la fame di vittorie si è in parte saziata dopo il primo anello, la determinazione che sembrava guidare la squadra durante il primo anno, ed in parte anche l’anno scorso, sembra averli abbandonati, così come la loro durezza mentale e di gioco, che li ha resi poco amati tra le altre squadre, è venuta meno; senza dimenticare che la squadra è sicuramente invecchiata - tra le più vecchie dell’NBA - e gli infortuni si fanno sentire di più.
Quello di cui si può essere certi che Kevin Garnett non mollerà fino a che ci sarà una possibilità di vincere e soprattutto convincere avversari, tifosi ed esperti di essere ancora in corsa per il titolo.

Non sarà facile però ritornare tra i favoriti perché nel frattempo, sono scesi al quarto posto nella classifica ad Est e hanno un bilancio perdente contro Cleveland, Orlando e Atlanta (le prime tre della Eastern Conference).

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