Dieci anni fa i Cleveland Cavaliers venivano sorteggiati per primi nella Lottery Draft NBA, una giornata storica in cui tutti gli addetti ai lavori invidiarono Dan Gilbert e la sua fortuna di pescare per primo nel Draft con più talento degli ultimi anni. Nel 2003 i Cavaliers scelsero LeBron James, il giocatore che cambiò per sempre la storia della franchigia rimettendola sulla cartina NBA dopo anni di anonimato. Con The Decision e l’addio di LBJ all’Ohio sembrava che The mistake on the lake dovesse scomparire di fatto, ed invece con un po’ di fortuna (tanta a dire il vero), per la seconda volta in due anni Cleveland sceglierà per prima al Draft! Due stagioni fa la #1 fu Kyrie Irving, una scelta che non tutti condivisero ma che vista adesso si è rivelata più che azzeccata visto che il giocatore è già diventato un All-Star e ha disputato una stagione incredibile (seppure quella di squadra sia risultata piuttosto scadente).
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NBA, playoff: Spurs sul 2-0 all’over time
I San Antonio Spurs fanno due su due al AT&T Center costringendo i Grizzlies alla sconfitta dopo un tempo supplementare e portandosi in vantaggio per 2-0 nella Finale di Western Conference. La squadra di coach Popovich dopo un primo tempo eccellente si fa rimontare, ma riesce a trovare lo sforzo decisivo grazie agli uomini di maggio talento: Tim Duncan (17 punti, 9 rimbalzi e 4 stoppate) e Tony Parker (15 punti e 18 assist). Tutto il quintetto dei padroni di casa comunque va in doppia cifra, fondamentali infatti sono le prestazioni di Leonard (12 e 9 rimbalzi) e Splitter (14 con 6/8), decisivi in entrambe le metà campo. Per Memphis i migliori sono Conley e Bayless, entrambi con 18 punti. Gasol e Randolph combinano per 27 punti e 22 rimbalzi, ma nell’economia del match pesano le loro percentuali del primo tempo (10/30 complessivo alla fine).
Steph Curry, il rilascio più rapido del Mondo
Sport Science che negli anni passati ha eseguito degli speciali sulla velocità dei giocatori NBA, sull’elevazione, sulla forza, questa volta ha scelto una delle Stelle nascenti della Lega, che in questi playoff ha elevato il suo status senza ombra di dubbio a Superstar: Stephen Curry! La guardia dei Golden State Warriors che ha chiuso la regular season con il maggior numero di triple segnate per una singola stagione, nella post season ha fatto vedere ancora di più tutto il suo talento e non solo come tiratore; i 22 punti nel terzo quarto contro la difesa degli Spurs restano nella storia di questa Lega e se le sue caviglie non fossero di cristallo, sempre pronte a girarsi e spezzarsi, forse questa crescita sarebbe arrivata anche prima di adesso.
NBA: è la notte della Lotteria, il futuro è adesso
Nel bel mezzo dei playoff NBA, con quattro squadre ancora in corsa per vincere il titolo ed entrare nella storia, questa notte, martedì 21 maggio, va in scena la Lotteria. E’ un momento decisivo perchè può decidere il presente e soprattutto il futuro di molte franchigie, in particolare quelle che hanno vissuto un’annata anonima, sempre negli ultimi posti della classifica, per motivi tra loro diversi, chi per mancanza di talento, chi perchè in ricostruzione e chi perchè ha dovuto fare i conti con avversari più forti e preparati.
NBA, playoff: Spurs asfaltano Memphis in gara 1
La finale della Western Conference si apre col botto, con la netta vittoria, pure troppo, dei San Antonio Spurs sui Memphis Grizzlies. All’AT&T Center è un dominio dei neroargento che, dopo aver sbagliato l’approccio al debutto nella serie coi Warriors, questa volta non falliscono e si portano avanti 1-0. I Grizzlies pagano probabilmente qualche giorno di riposo di troppo contro una squadra in totale ritmo dopo i due successi filati contro Golden State. Basta guardare il 14 su 29 da tre dei ragazzi di coach Popovich che tra l’altro, in carriera nelle serie di playoff, è 19-3 di record quando vince gara 1.
NBA, playoff: le finali di Conference!
Neanche il tempo di chiudere la semifinale ad Est che ad Ovest si entra subito nel vivo della finale di Conference tra San Antonio Spurs e Memphis Grizzlies. Questa notte le due squadre scenderanno già in campo per gara 1 in una serie che si preannuncia molto combattuta (potete fare il vostro pronostico nel nostro nuovo sondaggio) e con le difese più importanti degli attacchi. Mercoledì invece sarà la volta dell’altra finale, quella della Eastern Conference, con i Miami Heat che dovranno vedersela contro gli Indiana Pacers, bravi ad eliminare New York in 6 partite per riuscire a strappare il pass per la terza finale NBA consecutiva.
NBA, playoff: Knicks battuti, i Pacers sfideranno Miami
Si ferma in semifinale di conference il sogno dei New York Knicks di proseguire il cammino nei playoff. A sfidare i Miami Heat ci saranno gli Indiana Pacers che, grazie ad un newyorkese purosangue come Lance Stephenson, hanno vinto gara 6 fra le mura amiche difendendo il vantaggio del campo conquistato vincendo gara 1 al Madison e hanno chiuso 4-2 la serie. Mercoledì è in programma gara 1 all’American Airlines Arena di South Beach mentre i playoff NBA riprendono questa notte con l’inizio della finale dell’Ovest tra San Antonio Spurs e Memphis Grizzlies all’AT&T Center.
Il futuro dei Celtics e il probabile addio a Paul Pierce
Sono finiti i tempi dei “Big Three” e dei “Big Three + Rondo“. A Boston, quest’anno, si è dovuto fare i conti con una realtà ben diversa da quella che dal 2008 ha prepotentemente riportato i biancoverdi nelle vette della NBA da dove mancavano da troppo tempo. L’annata di Pierce e soci non è stata fallimentare anche considerando l’alto numero di infortuni, ma questi Celtics non sono quelli di qualche anno fa, in grado di far tremare la NBA come nei favolosi anni ’80. La squadra non è stata mai competitiva per le prime posizioni della Eastern Conference, e fa effetto vedere che il record pre e post infortunio di Rondo sia migliore proprio quando il n°9 era indisponibile (20-23 con Rondo, 21-17 senza). Aggiungiamo poi le 31 partite saltate da Bradley e le 36 dal rookie Sullinger (anch’esso come Rondo assente nei playoff) che hanno indebolito una panchina già corta di suo e avremo una visione ancora più ampia della travagliata stagione a Boston, che ha visto la sua fine contro i New York Knicks al primo turno nonostante due zampate di Celtics Pride.
Dal restyling a Seattle: il futuro dei Bucks
Che il futuro dei Milwaukee Bucks fosse più bigio che limpido lo avevamo già scritto, e la rivoluzione che la franchigia si appresta a fare non desta, dunque, troppe sorprese. La stagione nel Wisconsin è scivolata via senza troppi squilli di tromba o (come da abitudine) senza troppi fari puntati addosso. Milwaukee ha galleggiato tutto l’anno in ottava posizione, troppo lontane sia la settima che la nona, arrivando così alla post season forse un pò scarica e con un ambiente attorno che l’ha seguita da lontano, freddamente, e che non ha dato quel supporto necessario per tentare di strappare almeno una vittoria contro gli Heat al primo turno di playoff.
Non che fosse facile, sia chiaro, ma l’uscita in sordina dei Bucks, che non han lasciato (e forse nemmeno tentato) una graffiata d’orgoglio è lo specchio della situazione attuale.







