9-73, il peggiore record di tutti i tempi per una singola stagione NBA, appartiene all’edizione 1972-73 dei Philadelphia 76ers.
Da ormai alcuni mesi gli odierni New Jersey Nets vengono riconosciuti come i possibili eredi degli straordinari “Sicksers”. Attualmente i Nets viaggiano, contando anche la sconfitta di sta notte a Houston, con il non invidiabile record di 7 vittorie e 59 sconfitte (10,9%) e, con sole 18 partite rimanenti (4 delle quali contro squadre di basso livello), devono vincere almeno 3 incontri per evitare di entrare nella storia dalla parte sbagliata: una vera e propria impresa!
Molti appassionati si chiedono come una formazione, tutto sommato dignitosa, a questo punta della stagione, sia arrivata a vincere solamente 7 partite. Infatti se la formazione degli storici 76ers era composta da gangster, alcolizzati e fumatori (come testimoniano i leggendari racconti di Federico Buffa scritti nel magnifico Black Jesus), tra le file dei Nets ci sono (o dovrebbero esserci) giocatori professionisti e talentuosi come Brook Lopez, Devin Harris e Douglas-Roberts (solo per fare alcuni nomi).
Si può così comprendere come sia l’atteggiamento dei giocatori, anche se capaci, ad essere determinante. Questi, oltre ad essere demoralizzati per le continue sconfitte, sono condizionati da un pessimo ambiente: all’Izod Center il pubblico scarseggia sia per i risultati della squadra sia perché, ormai da 2 anni, è stato annunciato che la franchigia si trasferirà a Brooklyn (passando per Newark dalla prossima stagione). Oltretutto la dirigenza, proprio per occuparsi del trasferimento, sta dando dei pessimi segnali, trascurando i risultati della squadra e lasciando i giocatori allo sbando. In questo modo lo staff sembra lanciare un chiaro messaggio agli atleti :“fate quello che vi pare che tanto ci si rivede a Brooklyn fra tre anni”.
Ma siamo sicuri che i Nets riescano ad arrivare a Brooklyn?
Nell’ultimo periodo un giocatore più di tutti ha cambiato marcia in vista dell’ultima parte di stagione: Emanuel David Ginobili Maccari, ma se a San Antonio volete rifervi a lui basta parlare di Manu!
Se i vecchi Spurs stanno cavalcando una serie da 6 vittorie e una sconfitta il merito è quasi esclusivamente dell’Argentino che sta letteralmente dominando la NBA: Leggi tutto… »
Il basket negli ultimi anni sta cambiando diventando sempre più fisico e meno tecnico, lo si vede sia nella NBA sia nei campionato europei, dove con sempre maggiore frequenza si trovano giocatori alti e grossi capaci di giocare anche i ruoli di guardia o di playmaker. Per forza di cose anche il modo di giocare è stato variato per permettere a questi giocatori maggiore spazio di manovra e più chance di penetrazione, dal prossimo anno, infatti, in Europa verranno inserite le nuove regole su campi di gara, con l’ingrandimento del parquet, dell’area dei 3 secondi con lo spostamento della linea del tiro da tre punti, 50 cm più lontano rispetto alla sua posizione attuale.
Di conseguenza il basket internazionale si avvicinerà ancora di più a quello americano dove questi accorgimenti esisto già, il tutto renderà più eque anche le manifestazioni olimpiche e mondiali, visto che le regole diventeranno più simili tra loro. Leggi tutto… »
Dopo tre sconfitte consecutive ad Est, tocca ancora al vecchio Kobe salvare i Lakers dal quarto ko filato. Bryant ha infilato 14 dei suoi 32 finali nel quarto periodo, compreso il canestro partita per battere i Raptors di Bargnani e Belinelli. Dopo i canestri per battere Milwaukee, Miami, Sacramento, Boston e Memphis, la stella da Lower Merion High School salva ancora i gialloviola con il tiro decisivo, nonostante le braccia protese del Mago ad oscurargli la vista del ferro. Kobe aveva sbagliato il tiro per andare al supplementare contro i Magic due sere fa: un altro errore non poteva permetterselo e così la vittima del Mamba sono stati i Raptors. 109-107 il risultato finale della partita, con il canestro di Bryant a decidere dopo la tripla del momentaneo pareggio di Chris Bosh.
Nella gara dello Staples Center tra Lakers e Raptors i protagonisti non sono stati solamente Bargnani, Belinelli, Bosh, Bynum o Bryant. Tra gli spettatori c’era anche una conoscenza italiana arrivata a Los Angeles per gustarsi la partita: Lapo Elkann, che suo malgrado è stato protagonista di un episodio non troppo piacevole.
Quando mancava circa un minuto e mezzo alla fine della partita con il risultato in equilibrio, su una palla vagante su cui si è gettato José Calderon, play di Toronto, per tentare un salvataggio è intervenuto Elkann, che si è alzato in piedi è ha colpito la palla, sancendone di fatto l’uscita.
Lapo ha allungato la mano a Calderon per scusarsi dell’intervento con lo spagnolo che l’ha guardato tra l’incredulo e l’incazzato, mentre Artest, vero genio come sempre, gli si è avvicinato dandogli un buffetto sulla testa e dicendogli: “Buona difesa“. Leggi tutto… »
Nella notte tra domenica e lunedì a Hollywood sono stati consegnati gli Oscar del cinema, e noi a nostra volta diamo i premi sulla stagione NBA, entrata ormai nell’ultima fase.
Per ognuna delle undici categorie, dedicate sia a giocatori singoli che a squadre, abbiamo espresso tre nomination e indicato il nostro vincitore!
Miglior attacco Nomination: Los Angels Lakers - Denver Nuggets - Orlando Magic The winner is… Los Angeles Lakers! La franchigia californiana gioca la triple post offense in maniera sublime, nonostante la presenza di Ron Artest, punto di domanda ad inizio stagione. L’efficacia della front line formata da Bynum, Gasol e Odom aiuta eccome… poi c’è il fattore Kobe! Leggi tutto… »
La stagione dei Boston Celtics, pur primi nella Atlantic Division, ma quarti nella Eastern Conference, non è quella che il popolo e la squadra bianco-verde si aspettava. Esemplificativa è stata la sconfitta contro i New Jersey Nets, la peggior squadra dell’NBA - con solo 5 vittorie, 7 dopo quella al Garden di ieri, e 55 sconfitte - per 104 a 96, sabato scorso.
Cercando di ritrovarne le ragioni, sicuramente si può elencare l’infortunio di Kevin Garnett, che saltando 11 partite ha influito negativamente, facendo perdere un po’ dell’inerzia che la sua presenza garantisce alla squadra. Eppure le premesse ad inizio stagione erano ben diverse, sia per l’arrivo di un giocatore come Rasheed Wallace, perfetto sesto uomo, sia per i playoff dell’anno scorso, che malgrado la sconfitta al secondo turno, avevano dato dei segnali positivi: Leggi tutto… »
Nella terza Italian Night della storia NBA, a Toronto i padroni di casa sfoggiano un’insolita maglia bianca bordata blu degli Huskies, franchigia canadese nel 1947 della BAA, per onorare la prima partita della storia della Lega, mentre i New York Knicks indossano la solita divisa blu-arancio-nero; i due episodi precedenti hanno avuto quattro caratteristiche identiche: 1) la vittoria è andata ai Raptors; 2) le partite sono finite con entrambe le squadre sopra i cento punti segnati; 3) Marco Belinelli non è entrato in campo; 4) si è giocato al Madison Square Garden di New York.
Nel terzo episodio della serie si inizia forte in attacco e pianissimo in difesa, come sempre succede quando queste due squadre mettono piede sul parquet, a partire in sordina sono anche gli italiani che vanno al riposo lungo con 4 punti Gallinari e 5, tirando però male, Bargnani. Leggi tutto… »
Ieri abbiamo concluso il sondaggio sul miglior acquisto delle ultime ore del mercato NBA: il feroce testa a testa si è concluso con la vittoria di Tracy Mc Grady con il 29% delle preferenze, probabilmente una scelta di cuore, dato che l’ex Rockets ha fatto innamorare tutti con il suo abbacinante talento negli anni passati! Certamente l’operazione che ha portato T-Mc nella Grande Mela oltre ad evere un fascino tecnico, ha sicuramente una grossa valenza dal punto di vista finanziario, quindi che quasi un terzo dei nostri lettori abbia votato per The Big Sleep ci può anche stare. Leggi tutto… »
Una delle squadre più in forma della lega è assolutamente la franchigia di Dallas: i Mavericks stanno cavalcando una striscia aperta di nove vittorie, attualmente la più lunga della NBA. La squadra di Carlisle ora si trova addirittura al secondo posto nella Western Conference con il record di 41 vinte e 21 perse, e si candida prepotentemente ad essere la candidata numero uno come antagonista dei Lakers.
Dopo l’All Star Game la franchigia Texana ha cambiato marcia, come tutti i suoi uomini principali, soprattutto quello che ha le chiavi di questa fuori serie: Jason Kidd! Leggi tutto… »