Diario di bordo – Live from Istanbul

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Istruzioni per l’uso: questo è il diario di bordo del mio viaggio a Istanbul per assistere alle Final 4 di Eurolega. I post più recenti sono sopra, se volete leggere il racconto dall’inizio dovete avere la pazienza di scorrere la pagina fino al fondo. Buona lettura! Giovanni

Domenica 13 maggio, ore 17.25 locali – Sinan Erdem Arena, Istanbul

Ci siamo, poche ore alla finale, e pochi minuti alla sfida per il terzo posto. L’aria è elettrica: la gita ad Istanbul è finita, ora si fa sul serio! Questa mattina è stata la volta del Palazzo Topkapi ed il suo Harem… In fondo la politica di 500 anni fa non era così lontana da quella di oggi. Scusate, non si scherza più: vado a prendere posto “in campo” per quella che probabilmente sarà l’ultima partita in Eurolega del Pana di Obradovic.


Sabato 12 maggio, ore 22.59 locali – Paris Hotel, Istanbul

Rientrato ora in albergo dopo una cena in un locale nel quartiere di Galata, proprio nella sera in cui il Galatasaray ha vinto il campionato (di calcio) superando nel derby il Fenerbahce. La giornata era cominciata con una visita al… bagno! Evidentemente qualcosa del giorno prima non l’avevo digerita proprio bene bene. Finalmente poi sono riuscito ad entrare nella Moschea Blu, luogo di culto tutt’ora consacrato, che emana fascino da ogni piastrella. Da fare anche un giro al Gran Bazar, il mercato coperto più grande in Europa. Da lì sono partito direttamente verso l’Abdi Ipekci per il torneo giovanile. Più che le partite il pomeriggio è stato utile per le pubbliche relazioni. Domani sarà già tempo della finale, l’Eurolega 2011/12 sta per finire, così come il mio viaggio.


Sabato 12 maggio, ore 01.49 locali – Paris Hotel, Istanbul

Eccomi in hotel! Giornata pesantina, ma bella! Al mattino ho visitato la Moschea Nuova e la cattedrale di Santa Sofia (pensavo meglio). Al pomeriggio Sono invece andato alla Sinan Erdem Arena per vedere le semifinali. Due belle partite con la sorpresa finale dell’Olympiacos. Adesso è tardi, domani mattina visita alla Moschea Blu, stamattina chiusa per orario di preghiera, poi torneo giovanile, ed in serata la città nuova.


Venerdì 11 maggio, ore 17.05 locali – Sinan Erdem Arena, Istanbul

Che emozione! Sono seduto al mio posto nella media tribune: fila 10, posto 37… Ho altre due file dietro, non sono il peggiore!
Sono entrato prima io di Jasikevicius, ma non potevo rischiare di arrivare tardi! Il palazzo inizia piano piano a riempirsi, finalmente è ora di basket: i feel Devotion!


Venerdì 11 maggio, ore 09.04 locali – Paris Hotel, Istanbul

Inizia il secondo giorno ad Istanbul. Oggi non si scherza più: si comincia a sentire la “Devotion”. Il programma è: giretto in città questa mattina e nel primo pomeriggio, e poi trasferimento alla Sinan Erdem Arena. Da lì potrò connettermi nuovamente per la cronaca delle semifinali.
Segnalo due annotazioni: quella positiva è che ho dormito bene nonostante le musiche turche e le preghiere mattutine; quella negativa è che ho i vestiti che odorano terribilmente di kebab e simili…. Credo che, nonostante sia nuvoloso anche oggi, andrò in giro senza giacca.


Giovedì 10 maggio, ore 22.36 locali – Paris Hotel, Istanbul

Dopo una decina di ore eccomi qui, sono tornato in hotel al termine di una giornata stancante ma allo stesso tempo molto preziosa. Al mattino ho fatto un giro per la città vecchia (vi ricordo che Istanbul è uno dei centri urbani più grandi al mondo): la Moschea Blu e la cattedrale di Santa Sofia sono di una bellezza mozzafiato. Dopo essermi avventurato in qualche vicoletto meno turistico mi imbatto in un insegna che mi incuriosisce: butto un occhio, è una strada chiusa, sto per tornare indietro ma classicamente vengo approcciato dal titolare…. A quel punto sono costretto ad entrare. È un bene: accomodato su cuscini pranzo tutto solo con delle ottime polpette, accompagnate a delle verdure “leggermente” condite.
Al pomeriggio inizia il torneo giovanile: voglio andare a vedere i nuovi talenti e fare un po’ di pubbliche relazioni. Problema: come si arriva al mitico Abdi Ipekci? Il boss del Marb’bb – water pipe and kabab house – (così recita l’insegna) mi dice che devo prendere il tram e poi un piccolo autobus… Va beh, proviamo! La parte del tram non è difficile, ma già ad essere salito in quello nella direzione giusta mi sento un piccolo Amerigo Vespucci. Fermata Ipkaki. Scendo. È sotto un tunnel: salgo le scale e mi ritrovo in un giardino all’interno di uno svincolo. E adesso? Chiedo, ma non mi sanno aiutare. Per fortuna vedo che uno dei cartelli stradali indica proprio l’Abdi Ipekci, e proseguendo con lo sguardo scoro dei pulmini. Mi incammino. Pulmini è un iperbole, sono dei furgoncini anni ’80, ma sono gli anni in cui sono stati puliti l’ultima volta. Il dialogo con l’autista è surreale, comunque intuisce la mia destinazione, trova il modo di farsi dare i soldi giusti e si parte. Dopo cinque minuti mi avvisa a voce che è la mia fermata: mi alzo, ringrazio con un cenno, lui apre le porte rallenta ma non si ferma…. E non si ferma. Ho capito, salto!
Ne è valsa la pena: l’Arena è bellissima e le persone che conoscerò poi dentro sono dei pezzi grossi. Praticamente tutti scout NBA o agenti. Tra le giovani leve quello ad impressionare di più è certamente Dario Saric (già quasi in tripla-doppia a fine primo tempo), ma altre stelline iniziano a brillare. Nei prossimi giorni sarò più preciso.
È tempo di tornare: sono in compagnia di Aran di nbadraft.net e di Frank, scout per gli Hawks. Decidiamo di tornare in taxi: dopo 20 minuti in cui il nostro “pilota” continua a chiedere a noi indicazioni stradali decidiamo di scendere. Tocca di nuovo al tram, questa volta sono un paio di fermate ma è già ora di cena. Ci consigliano un posto molto carino: la vista è il tramonto sulla Moschea Blu: meglio di così non si può finire la giornata.


Giovedì 10 maggio, ore 10.27 locali – Paris Hotel, Istanbul

Gatti posseduti dal demonio, musica turca e preghiere dal minareto… La prima notte nell’ex Costantinopoli poteva passare un po’ più tranquilla, ma va bene così. La colazione, non proprio faraonica mi ha comunque dato carica: è tempo di fare un primo giretto ad Istanbul. D’ora in poi cercherò di mettere anche qualche documento fotografico per provare a farvi essere ancora più vicini a queste Final Four!


Giovedì 10 maggio, ore 3.25 locali – Paris Hotel, Istanbul

Confermo, non è l’Hilton, ma sembra pulito, sono molto cortesi e soprattutto il wi-fi funziona (così ho potuto caricare tutti i post). Per quello che ho visto la città è strepitosa. L’autista un pazzo: i 25 minuti sono diventati 15 ma meglio così, è ora di dormire.


Giovedì 10 maggio, ore 01.21 – Ataturk Aairport, Istanbul

Landed! E già questa è una notizia. Le sorprese sono che ho un autista che mi aspetta in camicia e cravatta, ma soprattutto che c’è un ora di fuso orario… Turista per caso se ce n’è uno! Ora 25 minuti di macchina e poi arrivo in hotel. Anche qui non mi aspetto l’Hilton, ma si chiama Paris… Qualcosa vorrà dire! Da lì dovrei riuscire a connettermi e pubblicare tutto, e magari scrivere un ultimo post.


Mercoledì 9 maggio, ore 23.23 – A 321, posto 22C – volo Francoforte-Istanbul

Peggio di quello che temevo. Sinceramente credo di non aver mai assaggiato qualcosa di così brutto da vedere e stomachevole. Quello che all’anagrafe andava sotto il nome di “tagliatelle in salbeibutter-sauce” era una cosa mai vista: indescrivibile (la foto per vostra fortuna non passa odori e sapori). La cosa preoccupante è che dopo aver richiuso la classica vaschetta mi rendo conto che quasi tutti i miei compagni di viaggio hanno mangiato quella cosa, facendo passare il già citato Mr. Grills un dilettante. Sul personaggio al di là del corridoio alla mia destra, che con la sua pancia mi copre la visuale sui suoi vicini, non avevo grossi dubbi, ma la sorpresa è arrivata dalla fine coppia francese sul mio lato. Dopo aver declinato schifati, come solo un parigino può fare, la cena, hanno ordinato da bere un succo…. di pomodoro…. con sale e pepe. Ne ho viste troppe: chiudo gli occhi, provo a riposare un po’, l’atterraggio a Istanbul è previsto alle 02.00.


Mercoledì 9 maggio, ore 22.36 – A 321, posto 22C – volo Francoforte-Istanbul

Questa volta qualcosa da raccontare ce l’ho. Volete sapere un posto dove non perdervi? L’aeroporto di Francoforte. Per arrivare dal settore A al B del terminal 1 ho dovuto camminare (forte) per 10 minuti, prendere due ascensori, farmi almeno 200 metri di scale mobili piane ( tapis roulant che vanno dalla parte giusta… Se sapete il termine tecnico fatemelo sapere in un commento) per arrivare giusto in tempo per prendere il mio volo… Quasi da film. A proposito: salito in aereo mi accorgo che qualche fila dietro a me c’è il sosia (o forse è proprio lui) di Raji, l’autista/tassista che impreziosisce How I met Your mother con qualche cameo. Le buone notizie finiscono qui: sono sudato, l’aereo è stra colmo, ho fame e soprattutto siamo appena partiti.

Uuuuh (citando Dan Peterson). Alzo lo sguardo e proprio ora in lontananza vedo le hostess con il carrellino: si mangia! Grande Lufthansa, anche questa volta non mi tradisce. Beh, vediamo il menù, non mi aspetto 3 stella della guida Michelin, ma per dirla alla Bear Grills, devo ingerire proteine. Speriamo bene!


Mercoledì 9 maggio, ore 20.44 – Boeing 737, posto 7D – volo Venezia-Francoforte

Scrivo dall’aereo: non so quando potrò caricare nel sito questo post, ma quello di fianco a me dorme, la Gazzetta l’ho finita (guarda caso si parla della caccia al titolo di LeBron, tema piuttosto caldo su basketcaffe.com ultimamente), il giornalino dell’aereo l’ho sfogliato…. Diciamo la verità: mi stavo annoiando… Senza offesa!
Siamo partiti un po’ in ritardo da Venezia, e la Lufthansa ha perso un punti…. Poi però la Gazza gratuita, la gentilezza del personale e dei sorprendenti salatini tedeschi (non male ma ho dovuto buttar giù due coca-cole per digerirli) hanno pareggiato i conti. D’altra parte “is the better way to fly”. La prova del nove sarà non farmi perdere la coincidenza a Francoforte; nel caso metto le mani avanti, il diario potrebbe perdere un po’ di fascino.
Alla prossima…

PS: grande invidia per il giovane tedesco alla mia sinistra che bombarda a tutto spiano da un elicottero (credo) con un gioco favoloso per il suo i-pad… E io sono qui a scrivere… È anche vero che, non senza vergogna, ho catalogato questo come “viaggio di lavoro”. Giusto così.


Mercoledì 9 maggio, ore 14.43

Ci siamo! Parte l’avventura delle Final Four di Istanbul. Per farvi vivere ancor più da vicino il più importante evento cestistico del continente abbiamo pensato ad una sorta di “diario di bordo”, dove cercheremo di tenervi aggiornati in questo lungo week end. La partenza dall’Aereoporto Marco Polo di Venezia è in programma alle 19.55 di questa sera; da schedule l’atterraggio ad Istanbul è alle 02.00 di questa notte… no tranquilli, se avete in mente di fare una vacanza in Turchia il vostro volo quasi certamente durerà di meno… faccio scalo a Francoforte!

Documenti d’imbarco pronti, accredito stampa ce l’ho (nella foto)… preparo le ultime cose per la valigia e poi ci sono! A presto.

Giovanni Conte

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7 commenti (qui sotto a partire dal più recente) a Diario di bordo – Live from Istanbul

  1. Spilung1 scrive:

    super diario Iuzzo!
    Non lavorare troppo mi raccomando!..e se incroci Carra e Cava daglio un 5 alto da parte mia!
    take care

  2. L'Assassino di Altino scrive:

    Se trovi un individuo poco raccomandabile, in condizioni pietose, il sig. Sagoma aka Francesco Rigo, riportalo a casa…è là col master dell’Eurolega…Sagoma, sempre sottovalutatissimo e criticatissimo!!!!

  3. Chine scrive:

    Guarda, il solo fatto che tu sia in “viaggio di lavoro” mi fa davvero ricredere sulle tue qualità umane! vil mentitore!
    Buon viaggio!

    P.S. Speriamo che le news dal campo siano dettagliate quanto quelle dall’aereo!

    Ciao Iuzzov!

  4. Ale Casta scrive:

    Mi raccomando…unica regola: non esagerare al buffet. Ti ricordo il tuo rapporto con le camicie. ;)

  5. Mahiko Konishi scrive:

    haha figata l’idea del diario!!! buona avventura!

  6. TheCapp scrive:

    Buona avventura Iuzzo ;-)