Delle fin troppo precoci previsioni – i Bust
Il bello del draft NBA è che si tratta molto più di un’arte di quanto sia una scienza esatta. Questo fa sì che ogni anno alcune squadre toppino clamorosamente prendendo delle pippe con scelte molto alte (i cosidetti bust), mentre altre scovino dei futuri all-star con scelte basse, alla fine del primo giro o addirittura al secondo (i cosidetti steal). Il primo caso è il peggior incubo di qualsiasi scout e manager NBA, il secondo è il loro sogno più bagnato, ma ciò che è certo è che ogni anno qualcuno piangerà e qualcuno riderà, la crudele legge del draft non perdona mai.
Ad esempio l’anno scorso Derrick Williams fu scelto con la 2° assoluta, Tristan Thompson con la 4°, Jan Vesely con la 6°. Anche se si tratta di giocatori giovanissimi che possono ancora migliorare molto e smentire queste parole, possiamo dire che dopo un anno di NBA non hanno dimostrato di valere una scelta così alta. Per contro, allo stesso draft Kawhi Leonard fu scelto con la 15esima, Iman Shumpert con la 17esima ed ancora più clamorosamente, Isaiah Thomas con l’ultima scelta possibile, la 60esima (senza scordare Faried alla 22, MarShon Brooks alla 25, Chandler Parsons alla 38…). Se quel draft fosse ripetuto adesso, dopo un anno, l’ordine di scelta sarebbe ben diverso. Alla stessa maniera nel 2010 Evan Turner fu scelto come 2° e Wesley Johnson come 4° mentre ad esempio alla 7° c’era Greg Monroe, alla 9° Hayward e alla 10° Paul George. Nel 2009 è famoso invece Thabeet alla 2° (ancora? ci sarà mica una maledizione sulla 2° scelta del draft?? ma aspetta… chi è che ha scelto con la due quest’anno? oddio! però magari due maledizioni si annullano a vicenda e Kidd-Gilchrist diventa forte… chissà.) quando magari Ty Lawson era finito alla 18°. È ovvio che prevedere esattamente lo sviluppo fisico e tecnico di un giocatore nel tempo è quasi impossibile, ma è anche vero che i front office delle franchigie NBA (alcuni più degli altri) commettono sistematicamente alcuni errori anno dopo anno nel sopravvalutare alcuni giocatori e sottovalutarne altri. Proviamo ad analizzare questi errori con i draft degli ultimi anni per vedere se è possibile fare delle previsioni sul successo dei rookie di quest’anno, iniziando da quelli di sopravvalutazione.

un esemplare di assiduo procacciatore di bust
Uno degli errori di sopravvalutazione più clamoroso e più frequente, è quando i manager NBA applicano la semplicista equazione “star al college = star in NBA”, un’equazione che oramai anche Michael Jordan dovrebbe sapere essere falsa (ok dai la smetto, povero MJ). Falsa perché il gioco del college è molto diverso da quello NBA, per dimensioni, tempistiche, regole, qualità degli avversari, ed altro ancora. Difatti l’NCAA può essere dominata da giocatori che in NBA si dicono undersized, cioè più bassi della media per quella determinata posizione, come ad esempio Derrick Williams, che dopo aver fatto incetta di premi al college ha subito un brutto risveglio al piano superiore, contro avversari più atletici e più grossi. Inoltre la differenza di atletismo fra l’NBA ed il resto del mondo (college compreso) è forse ciò che caratterizza maggiormente la lega più bella del mondo; in questo senso, giocatori che al college non avevano alcun problema a tenere in difesa ed a crearsi il proprio tiro arrivano in NBA e ad un tratto non riescono più ad arrivare al canestro in attacco ed in difesa sono poco più che birilli. È il caso di Adam Morrison (3° scelta del 2006), ma anche di Evan Turner. Infine ci sono giocatori che dominano in NCAA grazie al loro tiro. Spesso sono bianchi e (quindi) sono anche poco atletici. Vengono in mente J.J. Redick (11esimo del 2006) e Jimmer Fredette (10° l’anno scorso). È tanto difficile capire che in NBA non potranno essere altro che giocatori di ruolo (come d’altronde ha saputo egregiamente trasformarcisi proprio Redick ai Magic) e che quindi non valgono una scelta in lotteria?
L’altro storico errore per cui un giocatore viene scelto troppo in alto rispetto al suo vero valore è quello che chiamo “l’infatuazione per il lungagnone”. Dato che il Centro è probabilmente la posizione più importante dell’NBA (in quanto ha la maggiore possibilità di impattare il gioco in entrambi i lati del campo), i general manager sono alla continua ricerca del next-Russell, next-Olajuwon, next-Duncan, cioè della pietra angolare per costruire una dinastia vincente. Come falene attratte dalla fiamma, spesso e volentieri i GM si bruciano inseguendo un big man. “Fiamme” bruciacchianti famose sono state Kwame Brown (1° scelta del 2001; giuro che non dico chi l’ha scelto, d’altronde ho già taciuto su Morrison…), Darko Milicic (2° scelta del 2003, prima di Carmelo Anthony, Bosh e Wade), il sopra nominato Thabeet, ma anche un Araujo (8° del 2004) ed i Shelden Williams, Patrick O’Bryant e Saer Sene del 2006, rispettivamente 5°, 9° e 10° di quell’infausto draft che ancora infesta i sogni di ogni scout sul pianeta. Bisogna dire anche che i lunghi sono quelli che impiegano più tempo per svilupparsi (vedasi quanto ci ha messo Bynum) e che quindi è ancora impossibile valutare scelte recenti come Favors, Kanter e Biyombo, anche se il primo ha già fatto intravedere ottime cose.

trovate l'intruso...
Altro errore, questo meno frequente, è quello di scegliere molto in alto dei giocatori che arrivano dal college “fatti e finiti”, ma più finiti che fatti, cioè giocatori che sono già sviluppati al massimo e che non hanno molto spazio per migliorarsi, sono cioè già al “tetto di prestazione”. La maniera più facile di individuarli è guardare all’età, infatti al draft si possono presentare dei freshman (dopo il 1° anno di college) 19enni, come dei senior (finito il college) 23enni, o in alcuni casi estremi anche dei 27enni, come Bernard James quest’anno (andatevi a leggere la sua storia!). È chiaro che, come regola generale, un giocatore più giovane è più “malleabile” ed ha più tempo per imparare e non è un caso che il suddetto Bynum fu scelto non ancora 18enne, il più giovane di sempre. Un esempio di senior noto per essere stato scelto troppo in alto è Wesley Johnson, 4° nel 2010, che dal suo anno da rookie non ha mostrato alcun miglioramento. L’infausto draft del 2006 viene ancora in nostro aiuto, con Shelden Williams e Hilton Armstrong (5° e 12esimo) rappresentante un’orrifica coppia mutante di “lungagnoni-fiamme-senior”, una combinazione di errori che spaventerebbe persino R.C. Buford.
Infine c’è la trappola dell’hype pre-draft. Spesso alcuni giocatori vedono salire le loro quotazioni ingiustificatamente poco prima del draft, così tanto che nel giro di due settimane hanno guadagnato decine di posizioni nei vari mock draft. Basta molto poco, come una mezza parola del proprio agente che lo paragona ad un all star, un workout andato particolarmente bene o un alone di mistero (ad esempio cancellando tutti i workout per le squadre facendo pensare di avere una promessa di scelta da parte di qualche squadra), e le azioni schizzano alle stelle. Nell’ultimo draft si ricordano due Thompson, Tristan e Klay, rispettivamente 4° ed 11esimo, che scalarono classifiche su classifiche poco prima del draft.
Ora che abbiamo riassunto gli errori più frequenti nella storia dei draft NBA, proviamo ad analizzare alcune delle top 10 scelte di quest’anno per vedere se qualche manager è ricascato in una delle “trappole” appena descritte. Possiamo quasi saltare la scelta numero 1 perché è chiaro a tutti che Anthony Davis non sarà un bust; Davis ha mezzi fisici/atletici di primo livello uniti ad un istinto per il gioco pazzesco, è giovanissimo ed ha trascinato Kentucky alla vittoria in NCAA. Anche se i paragoni con Duncan o Garnett mi fanno storcere il naso perché offensivamente Davis è lontano anni luce dai due futuri Hall of Famer, difensivamente è già un game changer, motivo per cui preferisco il paragone con Marcus Camby. Siamo sicuri che fra 5 anni sarà ancora il miglior giocatore di questo draft?.
Alla 3 iniziano già a sorgere i primi dubbietti, seppur minuscoli. Bradley Beal è un prototipo di guardia tiratrice, dotato di grandissimo atletismo e conoscenza del gioco. Viene spesso paragonato a Ray Allen per il suo tiro, ma se andiamo ad analizzare le statistiche del college qualche dubbio può venire: da freshman a UConn, Allen tirava con il 51% dal campo ed il 40% da tre punti, mentre Beal ha concluso con il 44% dal campo ed il 34% da tre. Quasi impossibile che sia un bust, ma non credo proprio che sarà un tiratore a livello di He Got Game.
Con la scelta numero 4 c’è la prima sorpresa, i Cavaliers scelgono Dion Waiters. L’agente di Waiters è un tale Rob Pelinka, uno degli agenti più famosi e smaliziati dell’NBA, che fra gli altri, cura le situazioni contrattuali di Kobe Bryant e Kevin Durant. Prima del draft Waiters (o meglio Pelinka) aveva cancellato tutti i workout, facendo intendere di avere una promessa di scelta intorno alla 10° posizione. Quando poi sono partiti i paragoni con Dwyane Wade, apriti cielo! I Cavaliers, perso Beal, hanno tentato il colpo ad effetto. Questo è il primo giocatore che secondo me non vale una scelta così alta, più giusta forse una intorno alla 10ima, ed i Cavaliers mostrano di non aver imparato niente dallo scorso anno.
Con la scelta numero 5 i Sacramento Kings cadono nella trappola della “falsa equazione”. Thomas Robinson sembra un clone di Derrick Williams per come il suo successo al college lo ha portato ad essere scelto in alto al draft. I campanelli d’allarme maggiori, oltre ad essere lievemente undersized per la posizione, sono la sua possibile produzione offensiva in NBA. Al college Robinson faceva 18 punti di media in gran parte ottenuti grazie alla sua maggior forza, atletismo ed energia. Non ha grandi movimenti in post e non ha un grande tiro dalla media, anche se quest’ultimo sta migliorando. Inoltre è un junior, più anziano della media degli altri draftees e quindi con meno potenziale. Sarà capace di contribuire da subito a rimbalzo ma la mia previsione è che non diventerà mai un giocatore da quintetto di qualità.
Alla 7 c’è uno dei giocatori più hyped degli ultimi anni, Harrison Barnes. Barnes ha vissuto e sta vivendo sulla sua reputazione costruita negli anni del liceo e sul fatto che segna un sacco di punti. La verità è che è uno scorer estremamente inefficiente (44 fg%, 36% da 3, 72 ft%), non migliora i suoi compagni (1.1 assist) ed in difesa fa poco, se non marcare appena la sua posizione (ali piccole costruite fisicamente simili a lui). In NBA, contro difensori molto più atletici, avrà un brutto risveglio, e la sua prestazione al torneo NCAA (soprattutto contro Kansas) avrebbe dovuto far riflettere molti scout. Al massimo lo vedo come un giocatore di ruolo.
Alla 9 c’è il giocatore con più rischio di essere un bust, Andre Drummond, difatti scivolato così in basso perché ha spaventato tanti general manager. La trappola qua è chiaramente l’infatuazione per il lungagnone, ma d’altronde qualcuno doveva rischiare quando si è trovato davanti l’unico esemplare fisico/atletico che potrebbe schiacciare in testa a Dwight Howard o ad Andrew Bynum. Personalmente sono un believer e credo che Drummond possa veramente diventare un giocatore dominante, ma servirà tanta tanta pazienza ed anni di allenamenti personali per costruirgli un gioco offensivo. Se non verrà gestito bene potrebbe essere un nuovo Eddy Curry (4° nel draft 2001, 1° nel mangiare hamburger).
Infine alla 10 un altro scorer totalmente inefficiente, Austin Rivers. Voglio analizzare con voi alcuni degli aggettivi usati maggiormente per descrivere Rivers: “estremamente sicuro di sé”, “grande crossover”, “velocissimo”, “ottimo tiratore”. La sicurezza in sé è importante per avere successo in NBA, ma se non c’è qualcosa di solido dietro si rischia di finire come Lance Stephenson a.k.a Born Ready. Un grande crossover? Anche Michele a.k.a Fly del campetto in cui andavo io anni fa aveva un crossover pazzesco, ma non credo abbia mai giocato oltre la Promozione. Di velocissimo ed atletico c’è anche Usain Bolt, ma di nuovo, non ho mai visto Bolt dominare in NBA. Infine mi sembra che Rivers sia un ottimo tiratore più sulla carta che sul campo (43 fg%, 36% da 3, 66 ft%). Sono sicuro al 100% che se avesse avuto un altro cognome questo sarebbe finito MOLTO più in giù nel draft, ed in NBA lo vedo al massimo come un 6° uomo che esce insieme alle seconde linee e può sparacchiare a volontà.
Con Austin Rivers si conclude l’analisi fin troppo precoce su quelli che potrebbero essere i futuri bust, o meglio reach, cioè i giocatori che sono stati presi troppo in alto rispetto alle loro vere qualità. Nel prossimo articolo analizzeremo quelli che potrebbero essere gli steals, i giocatori cioè sottovalutati e scelti troppo in basso!
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Molto bello questo articolo e pieno di grinta, congrats
ahahah,le didascalie sono delle perle
mi sono messo a ridere ma di gusto quando, scorrendo piano piano l’articolo, quasi come nello spizzicare le carte di una mano di poker.. è iniziata ad apparire un pò sulla destra un’immagina.. Riga dopo riga.. una pelata.. una pelata conosciuta… un orecchio e degli okki conosciuti… oddio.. è lui!! hahahahah
Inutile prendere le tangenti, girarci attorno.. ci mancava solo che appena l’immagine fosse stata piena, avessi iniziato a farmi l’okkiolino! come a dire.. sisi, sono proprio io.. quel furmo mattacchione di MJ!
Ottimo articolo!!
sul Draft 2003 come mai Darko alla 2 prima di Melo campione Ncaa? Joe Dumars aveva espressamente detto: Milicic sara il nuovo chamberlain!!! no comment certo col senno di poi se avesse scelto Antthony vinceva altri 2 titoli!!!
Draft 2012
Beal è un buon giocatore sicuro non sara mai un tiratore da 3 con il 40% quindi come comparison OJ mayo non Ray allen
Drummond è una scommessa ma ci puo stare !!
ho visto diverse partite di duke su sky per affermare che Austin Rivers è un play-guardia vergognoso gioca solo per se stesso non difende non sa passare la palla… sicuro dopo dieci partite da 5 su 20 Monty lo manda in Dleague meglio firmare beli!
su beal: da quello che si è notato durante l’anno, lui (freshman) ha iniziato male nel contesto “perdente” di florida, per poi riprendersi quando ha avuto maggiori responsabilità.
e la percentuale al tiro è nettamente cresciuta.
perciò non è da valutare con le cifre complessive…
questo è vero, molti scout e GM per giustificare il fatto che Beal potrebbe essere un grande tiratore, oltre a far notare che ha una meccanica quasi perfetta, dicono che le percentuali di Beal sono cresciute costantemente durante l’anno, ad esempio ha avuto il 33% da 3 in regular season e il 42% durante il torneo NCAA.
però prima dei paragoni con ray allen voglio vedere come tira nel suo anno da rookie…
e come esce dai blocchi (Ray è Ray)
a me con tutto il rispetto beal non ricorda ray allen ne come gioco ne come fisico… per me sembra gordon.
Chi mi ricorda ray è John Jenkins
Gran bel pezzo davvero, sui kings so anch’io pienamente d’accordo secondo me comunque MJ quest’anno l’ha di nuovo combinata, ok la seconda pick ci può stare, ma con quella successiva che ci fai, peschi il clone scarso? Ma daiiiii!
pazzo pazzo MJ! taylor qualcosa di buono può farlo subito, ha un fisico ed un atletismo da NBA ma 1) appunto gioca nella stessa posizione (però vabbè erano proprio scoperti in ala piccola), 2) è un senior 23enne, 3) dicono sia un grande difensore ma un 6’7″ con un’apertura alare di 6’6″ sinceramente mi perplime che possa essere un gran difensore in nba!
effettivamente molti GM valutano più che il giocatore, il nome che si è fatto.
Credo che non sia difficile cercare di capire se quel giocatore va bene nel contesto in cui viene messo, che senso ha prendere un ala piccola se in squadra ne hai già 3.
Ma sopratutto che senso ha comprare un prospetto a lunga scadenza quando magari in squadra ci sono già 3 giocatori che non hanno ancora completato il loro livello di maturazione, si possono prendere prospetti se la tua squadra ha già un gioco e dei giocatori su cui costruire questo gioco, se invece la tua squadra è fatta da tanti comprimari da tanti giocatori che guardano solo al loro punteggio allora portare un giocatore ancora da svezzare può essere un danno per te e per il giocatore.
Sono abbastanza sicuro che thabeet fosse finito con la giusta mentalità non so’ alla corte di garnett adesso non parleremmo di un bidone.
Chiusa questa lunga premessa, credo che Rivers non sia poi così male come lo si dipinge.
Le prime 3 scelte le vedo invece quasi obbligatorie.
Mi perplime la 4° scelta quando cleveland poteva scegliere un giocatore per completare una squadra giovane e atletica e ha preso uno che forse non è cosi utile alla causa.
sull’undersized ho dei dubbi però…
così come esistono shelden williams o hilton armstrong, ci sono anche millsap, bass, david lee, glen davis e chissà quanti altri…faried, anche kevin love se vogliamo…in un basket che va sempre più piccolo.
la possibilità di successo per robinson dipende dal suo tiro dai 6 metri, come per tutti quelli di quell’altezza.
robinson mi sembra fisicamente dominante anche in nba, va al doppio degli altri lunghi.
come vero bust vedo mkg, non ha un gioco offensivo rifinito e non puoi scegliere uno alla due solo perchè ha grande “motor”, ha un grande atteggiamento, non molla mai e ha perso 4 partite in carriera. a charlotte dove hai bisogno di punti. al massimo potrà essere un iguodala.
alla fine dipende sempre da che squadra vai a finire…
washington mi sembra lanciata quest’anno e beal si inserisce alla perfezione.
per anticipare quello che dirai nel prossimo articolo…sullinger con kg? non diventa fin da subito un lungo d’impatto? vogliamo mettere sullinger con dj white e immaginare lo stesso impatto?
per chiudere…sui lungagnoni ovvio che sia così. devi avere voglia e possibilità di aspettare un sacco di tempo…
drummond (che ha finito l’high school un anno prima, quindi entra in nba nell’anno in cui sarebbe dovuto andare al primo anno di college) devi aspettarlo almeno 5 anni…a detroit potrebbe perdersi.
leonard e zeller saranno due bust per me colossali, i classici bianchi che falliscono con la fisicità dell’nba. henson? metterà su qualche chilo e ne parliamo.
si son d’accordo, d’altronde millsap, faried, kevin love sono le eccezioni che confermano la regola. robinson è un rimbalzista pazzesco (13.4 rimba x 36 minuti a Kansas confrontati con i 12.9x36min di K.Love a UCLA), ma usa principalmente il suo atletismo ed il suo fisico, entrambe cose che si “traducono” in maniera minore in NBA rispetto ad esempio alla tecnica pura a rimbalzo che usa Love. comunque sia appunto Robinson è solo leggermente undersized e comunque compensa con un’apertura alare importantissima!
MKG un bust obiettivamente non può essere, ma è sicuro che se non trova il modo di migliorarsi in attacco potrebbe non essere valso la seconda chiamata… comunque resta un top5 del draft senza ombra di dubbio, io credo che male che vada diventa un gerald wallace ed ho detto tutto!
poi giustamente tiri fuori la squadra in cui uno va a finire che secondo me contribuisce ad un buon 50% dello sviluppo di un giocatore. boston è una delle poche squadre (spurs, lakers, okc?) in NBA che veramente sa crescere e sa proteggere i propri giovani, vedasi il lavoro che fece con Al Jefferson anni fa, uno che aveva tutte le probabilità di finire tipo Andray Blatche. in realtà Sullinger lo avrei infilato nei bust in questo articolo se fosse stato chiamato più in alto, diciamo in lotteria, ma alla 21 ci sta tutto e non si può più parlare di bust. ci son troppi problemini con lui, è anche lui un po’ undersized e non compensa quasi con niente perché ha pochissima atleticità… è un maestro del post ma è il classico giocatore che al college domina e in nba no, e stavolta i GM non sono cascati nella trappola della falsa equazione, complici anche i mille problemi alla schiena. ben che gli vada diventa un glen davis, ma se fossi stato ainge avrei preso perry jones tutta la vita!
zeller è un “fatto e finito, più finito che fatto”, cleveland conferma di non saper scegliere e di essersi meritata la dipartita di lebron. non ci capiscono davvero un menga in ohio. può essere un buon lungo da rotazione in qualche contender, ma in una come cleveland non ci incastra proprio nulla. meyers invece è un mio pupillo, forse ne parlo nel prossimo articolo
henson molto forte secondo me ma appunto in pre season deve andare a vivere due mesi con eddy curry così sistema un po’ la panza!
solo henson? perchè A. Davis e lamb no? in sto draft so usciti molti ragazzi del biafra
hahaha il fatto è che dopo Durant a.k.a. Principe del Biafra, gli scout sono più cauti nel dire che un giocatore si deve rinforzare a tutti i costi sennò farà cagare. Anthony Davis è un giocatore così unico e con caratteristiche così speciali che pagherà molto meno di altri la sua leggerezza!
non lo metto in dubbio… però 100 kg scarsi per uno che è alto 2.10 voglio dì… wade pesa di più!
secondo me qualche kg lo deve mettere e lo metterà
sisi quello senza dubbio! persino durant una 10ina di chili in muscoli li ha guadagnati in questi anni.
tra l’altro, parlando di Davis, notizia di adesso è che si è scavigliato pesantemente durante un workout con gli Hornets e quindi di sicuro salterà gli allenamenti con il Team USA e la possibilità di andare alle olimpiadi
e quando mai… a me sta cosa mi puzza
Mi sei così in clima sfiducia su Sullinger? Secondo me se lo lavorano bene e diventa un bel giocatorino. Perry Jones da prendere, non solo dai Celtics ma da un bel po’ di gente che era prima della 28!!
sì sono mega sfiducioso su sullinger… secondo me faceva meglio a venire a dominare in europa per qualche squadra di eurolega, era più adatto :O
perry jones è cascato tanto giù anche perché qualcuno (penso Sam Presti) ha messo in giro voci di un problema al menisco proprio qualche giorno prima del draft. poteva prenderlo miami e farlo tutorare da lebron e bosh… gli heat totalmente anemici perché penso si volessero muovere in free agency per comprare qualche 40enne, però potrebbero pagare il fatto di non essersi voluti migliorare e ringiovanire!
Io sono CONVINTO che sia stato Presti a mettere in giro le voci sul menisco di Perry il terzo!! Quell’uomo è diabolico…
Sulla scelta di Miami ho letto teorie incomprensibili sul fatto di rinunciare a un rookie per preservare uno spazietto in salary per dei free agent e bla bla. Intanto hanno passato uno che magari ti diventa un all-star (molto ottimisticamente ma la possibilità c’è) e te lo prendevi gratis, invece l’hai lasciato alla tua contender più credibile.
Sullinger è vero che ha un ateltismo pari la mio, tipo quello alla Big Baby che va schiacciare in contropiede e invece non arriva al ferro, però ha degli ottimi movimenti e io ci credo (un po’). Cmq è il giocatore su cui tutti divergono, ognuno con un opinione diversa. Il campo ci dirà. Ovviamente se dovesse rivelarsi un bust sparirò da questo blog, mentre se accade il contrario sarò qui a chiedere la tua testa…
per sullinger…indovina un po’ dipende tutto da come tirerá dai 6 metri, per lui direi anche da tre punti. se diventa affidabile da lí, sono 6-7 anni solidi da lungo di rotazione, altrimenti si puó parlare di carriera alla ike diogu
E’ in quello che ho fiducia! Mi sembra che la mano dai 6m ce l’abbia, e può migliorare da 3. Intanto la notizia importante per noi Bostoniani che aspettavo è arrivata… Jeff Green vicino al ritorno!
Pare che anche Wilcox rientri. Magari non resterà a Boston, ma sono contento per lui. E’ uno che ci da dentro e con i Celtics aveva dimostrato di essere un ottimo cambio.
certo che ogni volta che si parla di MJ e delle sue scelte al draft, non so come mai, ma mi scappa sempre da ridere!!
complimenti anche per il coraggio di scrivere un pezzo così, magari Rivers diventa uno da 20 a sera e Waiters come Wade ed allora tutti giù a prenderti per il culo… XD
No seriamente tutte ottime valutazioni ma rimangono tali fino alle eventuali smentite sul campo dopo la prima stagione.
hahaha si ma d’altronde la voce della mia coscienza è rappresentata da Gerry Scotti, la cui citazione più famosa è “Only the brave!”…
Articolo perfetto! Le previsioni su Barnes e Rivers le condivido appieno. Penso anche che Robinson sarà molto ridimensionato rispetto al college, ma ai Kings secondo me sta bene uno come lui che da subito potrà tirare giù dei rimbalzi. Come attaccante sarà quasi nullo.
Come attaccante hai Cousins, penso si completino molto bene.
Barnes secondo me invece ha tutto per sfondare se trova il coach giusto, ha tecnica, eleganza e secondo me molto meno hype di un anno fa, e con meno pressione può esplodere. Oppure BUST!
barnes soffre moltissimo le difese atletiche! secondo me farà fatica… mentre robbinson si troverà alla grande con cousins… da non sottovalutare che cousins pur essendo più attaccante che difensore prende un saccco di rimbalzi già di suo quindi con robbinson che saltà come na scimmia prevedo buone cose
Sì infatti secondo me i Kings hanno fatto bene. Dicevo solo come giudizio del giocatore al di fuori del team, che per me Robinson in attacco farà cagare. Poi magari te ne spara 20 a sera pure lui, come può farlo Barnes! La stagione ci spiegherà qualcosa, anche se poi ci vorranno anni per poter giudicare tutti questi rookie, soprattutto Drummond
è chiaro che è troppo presto giudicare, pero questo è veramente un gran articolo! complimenti!
stupendo articolo complimenti!
condivido sto articolo… è il tipico caso di come il cognome che porti ti possa spianare la strada!
per me era da 14/15 scelta
rivers ovviamente
grande pezzo! grazie Mahiko…
Su Rivers credo anche io che possa diventare il sesto uomo “bomber” alla Jamal Crawford… che però non è una cosa da disprezzare!