Il basket a Treviso appeso ad un filo
Occhi lucidi, tanta commozione, volti scuri ma ancora un minimo di speranza. In questo clima si è chiusa la conferenza stampa indetta da Riccardo Pittis, garante del Consorzio UniVerso Treviso, che ha annunciato l’addio di Bruno Zago dal progetto Pallacanestro Treviso, la squadra che negli ultimi 30 anni con le maglie griffate Benetton ha vinto tutto in Italia ed in Europa, sfiorando due volte anche l’Eurolega.
Senza dare troppe spiegazioni il titolare della Progest, che mesi fa si era reso disponibile a fare il capo-cordata per salvare la squadra dopo l’addio della famiglia Benetton, ieri alle 11.51 ha comunicato a Claudio Coldebella di ritirarsi dall’impegno.
Il lavoro degli uomini della Pallacanestro Treviso stava dando i suoi frutti, e già parecchi accordi commerciali erano stati firmati. Il Consorzio UniVerso Treviso inoltre ha già raccolto la bellezza di 1 milione e 40 mila Euro, frutto dello sforzo di 67 aziende del territorio che si sono impegnate per i prossimi tre anni ad aiutare la squadra.
Proprio sul più bello, a 12 giorni dalla dead line per l’iscrizione al campionato, è arrivata la pugnalata.
La situazione non lascia troppi margini di speranze, ma le centinaia di persone contattate (anche partner stranieri) da Claudio Coldebella ed il segretario Giovanni Favero potrebbero essere l’ancora di salvezza di una squadra simbolo del nostro campionato, che per anni ha precorso i tempi diventando un punto di riferimento nel basket continentale. Riccardo Pittis ha voluto concludere dicendo “serve un miracolo, ma io credo nei miracoli“.
La Serie A sta perdendo pezzi, i più importanti, e società come Cantù e Siene dovranno ridurre pesantemente il budget per il prossimo anno… qualcuno ai vertici della Lega dovrebbe cominciare a farse delle domande.
Tweet







Mal che vada, i trevigiani, andranno a tifare pure loro per la gloriosa Reyer… Tanto, dovendo andare al Palaverde, sarebbero anche comodi!
Scherzi a parte trovo, ho già avuto modo di dirlo in passato, scandaloso che i capitani di (s)ventura Benetton abbiano sponsorizzato lo sport cittadino e non solo quando erano realmente industriali e dovevano introdursi nella politica e farsi conoscere in Italia e nel mondo e abbiano poi chiuso “i rubinetti” quando sono diventati monopolisti e “simil intrallazzatori” in varie utilities (autostrade, banche, aeroporti…).
Una sola parola: vergognatevi!
e tu chi sei per dire vergognarsi ad una famiglia che ha fatto così tanto per la città e per il basket??
hanno deciso di puntare sul rugby. scelte personali. ma anche il più ricco di sto mondo è libero di usare i propri soldi come meglio crede. e inoltre, come ultimo gesto, cedono il titolo sportivo gratis e una società senza debiti. cosa devono fare??continuare a buttar soldi per far piacere al trevigianotto medio che in un anno va a vedere il derby con la reyer e basta??(treviso era una delle ultime piazze per spettatori medi da ormai troppi anni)
è stato bello finchè è durato! grazie di tutto!
Togliere la pallacanestro a Treviso è veramente triste!
Credo che sia un bene, questo ridimensionamento dei budget dell’80% delle squadre nostrane porterà inevitabilmente a lasciare per strada contratti pesanti di giocatori stranieri e puntare su un gruppo di italiani che stanno dimostrando tutto il loro valore nelle categorie giovanili e nelle nazionali giovanili.
Ovviamente perdere Treviso sarebbe un bruttissimo colpo e speriamo che non accada ma nell’ottica generale questa crisi potrebbe portare buoni risultati in futuro (soprattutto se si riuscirà a fare una legislazione adeguata sulla gestione degli impianti ed, eventualmente, una cessione di comodo alle società interessate)
soffro