Il potere del trifoglio

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Poco più di due settimane fa (il 20 gennaio) i Celtics avevano l’acqua alla gola. Il loro record era 5-9, la partenza peggiore dell’era dei Big Three. La squadra non girava, Rondo (il migliore per distacco) si era appena infortunato al polso e He Got Game (il secondo migliore della squadra) avrebbe dovuto saltare 2 o 3 partite. La squadra aveva subito sconfitte veniali contro Thunder, Bulls, gli scatenati Pacers (ben 2 volte) e Heat, ma ciò che più preoccupava era la mancanza di quella grinta che li aveva sempre caratterizzati, aggiunta a scelte di mercato non all’altezza (Wilcox e Pietrus, bene Bass) e ad un nuovo strato di ruggine sui veterani in biancoverde. Ora il record è addirittura in positivo (12-10) con ben 7 vittorie nelle ultime 8 partite. Con Rondo ancora fuori,ben coadiuvato dai concretissimi Bass e Garnett, è salito in cattedra The Captain and The Truth, Paul Pierce, che nelle ultime 10 partite viaggia a 21 punti di media, 5.9 rimbalzi e 7.2 assist… sarà un caso?? Ecco allora le vittorie su Washington, il letale back-to-back coi Magic, la rivincita sui Pacers e le vittorie su Cavs, Raptors e Knicks (proprio con canestro decisivo di Pierce).

Nelle ultime 10 partite gli avversari dei Celtics hanno fatturato solamente 80 punti di media col 39% dal campo, segno che la squadra ha ritrovato la quadratura del cerchio con la sua difesa griffata Thibodeau. Inutile dire che negli ultimi 10 match Boston è stata la miglior squadra difensiva della NBA. Sono state vittorie contro squadre medio-basse, utili però per trovare fiducia e continuità, in attesa del ritorno della nuova stella di Beantown, Rajon Rondo. Le prossime tre partite, tutte in casa, contro Grizzlies, Bobcats e Lakers faranno da termometro della convinzione e del gioco di una squadra che, a dispetto degli tempo, delle voci e dei risultati, non molla mai.

La scalata al 4/5 posto nella Eastern Conference è fattibile, daranno ancora del filo da torcere ai Playoffs con la loro esperienza…D’altronde come ruggì un certo Mr.Big Ticket qualche tempo fa. ” Anything is possible!!!”

10 commenti a Il potere del trifoglio

  1. JOzHuskies scrive:

    oh..non avrei mai detto che i Celtics riuscissero a ritornare ad un record positivo prima del ritorno di Rondo..
    In questo momento Boston si comporta come un pugile che cerca di prenderne il meno possibile per poi cominciare con il contrattacco..tuttavia aspetto questi Celtics a confronto con heat, bulls e compagnia..

  2. Frinf scrive:

    io, da tifoso verde, sinceramente ci credo poco in questa magica ripresa. Sicuramente l’esperienza è un fattore che ci aiuta, e mi fa piacere che almeno stiamo difendendo l’onore di 3 grandi della pallacanestro che possono invecchiare ma non meritano di cadere in disgrazia…però la vecchiaia c’è e si sente…se si parla di passare il primo turno di playoff ci posso credere, se si parla di passare il secondo già penso che sia un mezzo miracolo ma oltre non ci scommetterei un centesimo! il nostro problema è che le tre stelle stanno facendo fatica e l’impalcatura che dovrebbe aiutare i big 3 è davvero insoddisfacente…MANCA UN CENTRO, da quando è andato via perkins non lo si è sostituito con un giocatore degno e l’assenza si sente tutta…JO non è abbastanza sano e la panchina fa acqua, a differenza degli scorsi anni. Bass è una bellissima sorpresa, però con lui in campo l’assenza di un centro vero si sente ancora di più perché perdiamo la capacità difensiva di KG, così la frontline è ancora più povera.

    Mi sembra una situazione paragonabile agli spurs, solo che loro stanno continuando a reggere fino ai playoff giocando “di sistema”. Poi, una volta approdati ai playoff, inizieranno a giocarsi le partite una alla volta spremendo quel che si può da duncan, ginobili e parker. I celtics non riescono quest’anno a vincere con il loro sistema, usando tanto la panchina. E infatti la serie di vittorie è arrivate con il ritorno a livelli significativi del capitano, che sta mettendo insieme cifre importanti. Per ora va bene, ma fra un po’ penso che le energie inizieranno a calare, mentre andrebbero preservate per aprile… danny ainge ha fatto quello che ha potuto, c’è stata la sfortuna di green che poteva essere l’arma in più dei celtics (se dalla panca si fossero alzati green in buona forma, bass e un pietrus rimesso in sesto staremmo parlando di ben altro record) si è rotto…è il canto del cigno dei big 3, spero almeno sia bello da ascoltare :D

    • JOzHuskies scrive:

      Ti faccio i miei personali complimenti Frinf perchè hai analizzato in maniera precisa la mia (e non solo) idea su i Celtics di oggi, e posso capire quanto possa essere difficile da vero sostenitore dei Celtics..
      Bisogna a mio avviso ri-sottolineare la grandezza di doubleP nel prendersi sulle spalle la squadra nel momento in cui rondo è stato ai box: bradley ha dimostrato a mio avviso di non saper creare gioco e Pierce si è preso la responsabilità di gestire il pallone pur non facendo il play di mestiere..
      Sarebbe un colpaccio per me se Ainge si assicurasse Wilson Chandler..quanto al problema del centro mi dispiace dirlo ma Jermaine era già bollito ai tempi di Miami..e anche Shaq è stata più una scelta diciamo ”vintage” che un acquisto mirato..oggi punterei forte su Kaman per avere punti sotto le plance almeno per un paio di stagioni e poi puntare bene al draft che a mio avviso fa sempre la differenza, sopratutto per disporre di una panchina di energia e di ”rottura”

      • Frinf scrive:

        grazie :-)

        comunque frequentando svariati siti ho visto come bradley sia spesso accusato di non essere un giocatore da nba, ma vorrei spezzare una lancia in suo favore. guardando un po’ le partite secondo me si vede che lui non è ASSOLUTAMENTE un play, e nemmeno un tiratore, ma quello che può essere (e che secondo me diventerà) è un difensore arcigno, ci mette l’anima sul parquet e rompe le palle (scusate il francesismo) a tutti gli avversari che cercano di superarlo…per me ha un futuro come giocatore di sistema, difensore da mettere dentro per straziare le migliori guardie avversarie…

        ovvio che poi, con l’infortunio di rondo, se lo si mette play e ci si aspetta che faccia girare i celtics piovono gli insulti. modesto giocatore in ogni caso, ma in un contesto apposito può essere utile.. (dopotutto c’è un certo ibaka che gioca ed è piuttosto apprezzato, ma quasi su un solo lato del campo!)

        l’affare Kaman mi sembra un’arma a doppio taglio…per averlo si devono sacrificare le scelte, e i celtics già non le avranno in posizioni alte. Essendo il prossimo il draft più ricco da anni e anni io non mi farei sfuggire l’occasione di prendere qualche prospetto giovane…se dev’essere ricostruzione che lo sia fino in fondo. Con i big3 alla fine della corsa (magari qualcuno rimarrà, ma l’era è decisamente finita) l’anno prossimo potremmo ritrovarci con quasi nessuna scelta, Rondo-Kaman-Green-Bass e altri…a meno di colpacci di Ainge (ma non c’è molto sul mercato) ci ritroveremmo una squadra né da ultimo posto ma sicuramente non da playoff…la cosa peggiore per chi vuole ricostruire.

        prendere Kaman ha senso (secondo me) solo se lo si fa senza sacrificare scelte, e quindi diventa quasi impossibile…

        • JOzHuskies scrive:

          dunque sono d’accordissimo con te riguardo Bradley..non è un playmaker, non è un giocatore d’impatto..è semplicemente un valido e tenace difensore..anche io sono dell’idea che in un playoff, quando magari c’è bisogno di tenere duro e magari limitare una guardia che affonda in lungo e largo può rivelarsi un giocatore prezioso
          Gli addetti ai lavori di high school e college dovrebbero inculcare ai propri futuri playmaker l’arte del passaggio e l’importanza di gestire le transizioni offensive..sarebbe interessante secondo me creare un sistema dove i playmaker passano un anno di ”apprendistato” in una squadra di basket europeo..imparerebbero tantissimo..

          Quanto all’affaire Kaman è ovvissimo che Ainge non deve toccare le proprie scelte: io farei leva sul fatto che gli Hornets di scelte l’anno prossimo ne avranno e Kaman è un giocatore che oggi tutti prenderebbero solo come free agent, io invece proporrei a Nola magari un Jermaine O’Neal cash ed una prima scelta da scambiare con quella ricevuta via Minnesota

  3. cybermax scrive:

    Vedremo se Rondo, Allen e Garnett riusciranno a stare al passo con squadre più in forma fisicamente. Una volta superata l’ultima onda poi non ci fermerà più nessuno. Si vede che tifo Celtics?!^__^

  4. Pistol Pete scrive:

    Effettivamente Kaman sarebbe un colpaccio,però cosa potrebbero dare in cambio i celtici?

  5. Enrico scrive:

    Il vero limite dei Celtics è l’età delle sue stars…inutile nascondere l’evidenza.
    Di sicuro Rondo è un grande giocatore che spinge molto la palla ed è grande passatore…ma avete visto come arrivato alla lunetta in contropiede non abbia nessuno cui passar la palla?!
    Certo, Double P ha ancora energie da dare cosi come Allen e Garnett ma partire titolari in NBA e reggere 30 minuti a partita ogni due giorni non è più nelle loro possibilità.
    Il ricambio generazionale è purtroppo mancato a causa dell’infortunio a Jeff Green e le scelte Johnson e Moore pagheranno, forse, nei prossimi due anni…allora, meglio NON vincere quest’anno per garantirsi una lottery pick cui aggiungere l’altra prima scelta ricevuta dai Thunders ed, auguriamoci, uno o due ottimi free agents.

  6. Ruben scrive:

    Sono anche io un tifoso dei Celtics e concordo abbastanza su ciò detto: senza qualche stagione perdente (ma davvero perdente) la ricostruzione è impossibile: vedete cosa capitò a San Antonio (presero Duncan e vinsero tutto) o in tempi più recenti ai Clippers (Griffin). Su Bradley penso anche io che sia un ottimo difensore: mi ricorda Tony Allen, che come ricordate nei play off di due anni fa fu preziosissimo (soprattutto su Bryant) sebbene nullo offensivamente. Nei playoff un giocatore del genere dalla panchina serve come il pane!

  7. kloppo scrive:

    Chi va a dira a KG, Ray e DoubleP di giocare a perdere? L’unico modo di avere una buona lottery pick per il futuro, sarebbe quella di scambiare uno (se non due) di loro, ma per quest’anno non ci credo. L’analisi di Frinf è perfetta … è il canto del cigno. Però è un bel canto comunque vada perchè, personalmente, vedere come giocano ancora i 3 mi apre il cuore.

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