Quando ci si sbilancia a dar per spacciati o quasi, mostri sacri come Boston Celtics, San Antonio Spurs ecc.., si fa quasi sempre cilecca. Eppure la gara di domenica tra Spurs e Oklahoma City Thunder dice, tra le righe di un attenta analisi, molto più di quanto può far pensare il risultato (che comunque sorridere agli arrembanti Thunder).
La sensazione, forse non troppo velata, è che questa versione attuale di OKC possa rappresentare il prossimo “staffettista” alla quale San Antonio consegnerà il testimone della Western Conference, per fare una rigenerante ricostruzione e riaffacciarsi tra qualche anno sul palco delle grandi del basket NBA.
Un inciso: San Antonio ha oggi nel suo roster elementi di belle speranze (Splitter, Neal, Leonard, Blair ecc…), ma la vera ricostruzione per forza di cose avverrà quando si modificherà la spina dorsale ed anima della squadra, ovvero il trio Duncan-Parker-Ginobili e lo storico coach Popovich. Da amanti del grande basket e dei suoi campioni, ovviamente ci auguriamo che gli Spurs ci smentiscano anche stavolta.
Parlavamo dei Thunder, a ben notare molte analogie con gli Spurs si trovano: forse non in molti sono a conoscenza che l’attuale GM dei Thunder è un ex assistente General Manager proprio degli Spurs, stiamo parlando di Sam Presti, ed i risultati si vedono eccome! L’occhio lungo ai draft (da tenere sotto stretta osservazione Reggie Jackson) unito alla sapiente gestione di Scott Brooks rendono OKC una squadra di talento che, più che belle speranze, fornisce indicazioni certe.
Se consideriamo la completezza di Westbrook (a quasi tutte le voci a tabellino), la scarica di punti e dinamicità garantita da Harden, l’intensità difensiva di Ibaka, il prezioso opportunismo di Collison e ci aggiungiamo una super star come Kevin Durant, vien da chiedersi cosa manchi a questi Thunder per eguagliare gli antichi fasti degli speroni nero-argento, che domenica scorsa (c’è da scommettersi) devono essersi rivisti (come quando si viene colti da un flash back) nei loro avversari.
La gestione sapiente del mercato (la trade che ha portato Perkins è stata una perla della scorsa stagione), un leader silenzioso ma sempre decisivo (Durant che caratterialmente è simile a Duncan), un play non ancora scolarizzato ma inarrestabile (Westbrook ricorda il primo Parker arrivato dalla Francia), una panchina lunga con un giocatore capace di fare il co-leader (Harden come Ginobili)… Insomma tutto fa vedere una somiglianza incredibile tra Thunder e Spurs.
Ora mancano però i titoli NBA.
E proprio come gli Spurs, OKC non mi entusiasma, però riconosco che è una squadra giovane, talentuosa e con una dirigenza impeccabile = squadra fortissima!!!
Spero per loro di seguire le orme di San Antonio.
Per me sono senza un lungo da titolo (Ibaka non lo è minimamente e Perkins peggio), va detto che Durant potrebbe riuscire a vincere anche in queste condizioni.
Beh su Ibaka considera che l’anno passato era limitato il suo minutaggio dato che aveva davanti Jeff Green.
Va considerato che sostanzialmente a Ibaka si chiede attitudine difensiva e un buon lavoro in post, dato che a tabellino sostanzialmente ci vanno i vari Durant, Westbrook, Harden ecc..
Su Perkins va detto che pur non essendo nè uno shaquille o’neal (che strappa sorrisi e che senti sempre parlare) nè uno che si carica la squadra sulle spalle, l’anno scorso a Boston è stato tra i migliori della Lega in %TC, quindi quando si mette sotto le plance il suo lavoro lo fa discretamente, non è un giocatore che mi fa impazzire, ma considerando lo stop forzato di Green (con la rescissione con Boston) forse non è ancora da buttar via.
Non per dire, ma le chiavi della Western negli ultimi 4 anni ce le ha avute una franchigia con i colori giallo-viola…
Ma è indubbio che San Antonio ha sempre fatto vedere grandi cose..forse San Antonio non ha sempre concretizzato ai playoff quanto fatto intravedere nelle regular season, senza nulla togliere ai Lakers e ai sempre immensi Bryant e P.Jackson (sigh)
Negli ultimi anni i Lakers han vinto più degli Spurs, ma il nostro articolo era riferito a un passaggio di consegne dopo la fine della Dinastia Spurs (che per altro l’anno scorso hanno chiuso con il miglior record a Ovest…).
Secondo me i Thunder sono da titolo, sono giovani ma stanno facendo progressi ad un ritmo terribile e credo che non partano battuti nemmeno contro Heat, Bulls o Mavericks quindi…
E’ vero non partono battuti in partenza.
Tuttavia è bene ricordare che per vincere un anello, oltre ad avere tecnica e talento e conservare energie fisiche e mentali nel corso della regular season, serve anche tanta esperienza e un gruppo solido per resistere alla pressione di una finale playoff dove gli occhi (ed i giudizi) tutta america sono su di te.
Credo che siano solidi almeno quanti i grandi favoriti Heat. Giocano insieme da qualche anno ormai e hanno cominciato a capire come si gioca nei playoff, l’anno scorso sono arrivati a qualche rimonta dei più solidi Mavs dalle Finals.
E mentre quest’anno i Lakers e i Mavs devono trovare nuovi equilibri, i Thunder hanno avuto modo di cementarsi ulteriormente…
Westbrook non mi piace tanto … vero fa statistiche in tutto ma è altrettanto vero che è un mangia palloni che spesso si ”becca” con KD !!!
Si su questo è vero: straordinario talento ma deve fare più assist perchè se Durant è un leader a livello di punti, nessuna squadra NBA può fare a meno di un playmaker (si chieda a NY cosa vuol dire mettere Douglas PM) egli non è un costruttore di gioco, e tale compito è necessariamente demandato a Westbrook.
E credo che il ragazzo sia consapevole che non ha chance di riciclarsi guardia..io lo vedo potenzialmente forte come Rose, a patto che la sua priorità sia impostare gioco, sempre.
Con Westbrook sono pessimista ………..mi sembra che gli interessino più le lusinghe personali che il sacrificio e il mettersi a disposizione per la squadra se ci fosse un altro play forse sarebbe già diverso …….però nella vita si cambia e non si sa mai soprattutto quando arrivi vicino al traguardo !
Beh diciamo che Westbrook per fisionomia e stile di gioco ricalca le caratteristiche dei Thunder: atletismo, velocità e talento.
Il fatto che magari sia un giocatore a cui piacciono le lusinghe non è una novità in uno sport dove l’esposizione mediatica(negli stati uniti) è spropositata. Al di là del personaggio, Russell farà carriera nell’NBA se riuscirà a presentare statistiche valide a corredo del suo contratto, ed essendo un playmaker sa perfettamente che la squadra vince anche se fa 5-10 punti in meno ma molti assist e validi passaggi in più.
Storicamente nessuno ma proprio nessuno ha mai vinto il titolo con una squadra così giovane; Oklahoma potrebbe essere la prima ma finora la storia NBA dice che l’esperienza è imprescindibile. Per me , se non smembrano la squadra prima , OKC sarà da anello quando daranno via Westbrook per un play vero. Russell non ha e non avrà mai la testa di un Parker o di un Fischer.
Certo Westbrook deve migliorare soprattutto senza guardare le sue statistiche personali. Il problema è, da parer mio, che il duo Perkins – Ibaka seppur fortissimo in fase difensiva è praticamente nullo in attacco e questo è und danno per la squadra.
Poi avere Durant (fortissimo), Harden (ottimo comprimario) e Westbrook, che se migliora di testa è forte, sono 3 che fanno male a chiunque!
Beh scusami, avere già tre tremendi realizzatori come KD, Harden e Westbrook non è sufficiente?
Diciamo che essendo OKC una squadra che attacca e corre molto, avere due grossi baluardi in difesa tanto male non fa, ma ovvio al tabellino tutti i ragazzi devono contribuire, chi più ci meno, tuttavia bisogna considerare che Oklahoma gioca molto a suo agio in contropiede e con i tiri dal palleggio, due caratteristiche che i lunghi di OKC non posseggono completamente.
Tuttavia se Westbrook li cercasse un pò di più in post, secondo me il loro valido contributo lo possono dare.
Beh se non avrà la testa di un Fisher o di un Parker lo credo vero. Il ruolo di playmaker sta evolvendo (forse in peggio) ed oggi la maggior parte dei PM che escono dai college sono innanzitutto degli atleti formati e grandi attaccanti, poi a corredo aggiungono occhio lungo e passaggi validi..quando l’era dei playmaker vecchio stampo terminerà l’NBA avrà tanti piccoli PM formato John Wall..e credo che Scott Brooks e OKC lo sappia..io sinceramente prima di scambiare Russell mi giocherei qualche carta.
Ma considerando che l’anno scorso ha vinto Dallas con Chandler, non vedo perché Ibaka e Perkins non possano farlo.Certo sono giovani come squadra, ma se il buongiorno si vede dal mattina, nei prossimi 3/4 anni se la potranno giocare.Se non litigano per la palla in attacco, e mi sembra che fino adesso non sia successo.
nono, mai si pesteranno i piedi..se cerchi Perkins lo trovi SOLO sotto le plance..
Ed è proprio lì che deve stare ed i piedi non se li pesta nemmeno con Ibaka o Collison che spesso escono a fronteggiare il canestro. Un lungo realizzatore non gli serve a nulla. I punti sono già ben distribuiti.
L’infortunio di Maynor potrebbe essere un problema, ma pare che Jackson lo stia sostituendo egregiamente. Probabilmente manca un altro giocatore di medio-alto livello, oltre ad Harden, che esca dalla panchina, ed una maturazione mentale di Westbrook che deve ancora accettare del tutto il fatto di non essere lui la stella della squadra. Dopodichè saranno definitivamente da titolo.
si hai ragione, ciò che forse manca è un ricambio interessante per Durant, cook non è che mi convinca fino in fondo e lo vedo un pò lontano dalle rotazioni che contano, in questo momento.
Fatto stà che ad esempio contro S.Antonio, l’esigenza di un ricambio di Durant che metta sul parquet molti punti, non si è avvertita, almeno per ora.