Non è un paese per rookies: la meteora Summers

L’avventura di DaJauan Summers alla Montepaschi Siena è durata solo 4 partite, praticamente come se non fosse mai iniziata. L’ex Detroit Piston confida tutta la sua incredulità per il taglio ad un giornalista di Yahoo Sports, raccontando anche i suoi problemi di ambientamento:

Non saprei. Non riesco ad indicare niente di particolare che non sia andato. Non saprei perchè abbiano agito così nel fare questa operazione.
Non sono riuscito a capire cosa si aspettassero da me e come approcciare le partite con la squadra, in prestagione
(quando Siena era dimezzata per assenze dei giocatori e Pianigiani impegnati all’Europeo, nda) giocavo 30 minuti di media ed ero il miglior realizzatore della squadra mentre quando la stagione è inziata, il mio minutaggio è sceso repentinamente a 13-14-15 minuti. E’ stato strano, non capivo.

La vita al di fuori del rettangolo di gioco del Pala Estra è stata un rebus altrettanto problematico. Il 23enne nativo di Baltimora ammette candidamente che in precedenza non era mai stato fuori dagli States se non per brevissimi periodi ciricoscritti e che la vita “a bassi ritmi” all’italiana l’ha colto impreparato. Gli ostacoli più ostili? I grandi classici: le interminabili trasferte in corriera o voli di linea anzichè in charter privato, le difficoltà comunicative per via della barriera linguistica e soprattutto l’insidioso stile di guida all’italiana. Summers è stato anche vittima di un tamponamento che gli ha richiesto una cura in ospedale e l’ha scosso non poco: “Qui la gente guida in modo totalmente diverso, non è tutto organizzato come a casa. Bisogna sempre stare in allerta.

Summers si aggiunnge così alla poco raccomandabile cerchia di giocatori NBA disoccupati che sono stati sedotti e poi subito abbandonati da squadre overseas (DeJuan Blair in Russia, Earl Clark in Cina, Avery Bradley in Israele).

Siena e’ tornata velocemente sui propri passi estivi come raramente si vede fare alla dirigenza di Minucci. A Summers è stato preferito un giocatore forse meno talentuoso come Omar Thomas (che rimane nel limbo per via del passaporto sloveno falso che ha utilizzato) ma già ampiamente rodato al campionato italiano. Che sia proprio questa la differenza?

5 commenti a Non è un paese per rookies: la meteora Summers

  1. db scrive:

    a summers mi verrebbe da dire “ma vada via el..”. bassi ritmi, traffico caotico, voli di linea e ci manca poco che mi criticava la pesantezza del ragù di cinghiale. in quei 13 minuti di media, pianigiani e gli spettatori tutti, si sono accorti che era totalmente inadeguato al gioco mensanino. prendeva tiro a caso, non faceva gioco di squadra e spesso era solo un danno per il proprio team. adesso però siena ha bisogno di sostituirlo adeguatamente..

  2. Pistol Pete scrive:

    Secondo me invece gli avessero concesso più tempo i senesi sarebbero stati ripagati da DJ. Comunque Thomas (sempre che possa giocare) è un grande acquisto,il ragazzo ha grinta da vendere.

  3. Mercury scrive:

    Siena, (3° nella passata eurolega) non ha tempo di aspettare uno che non ci sta con la testa. Senza fargliene una colpa, se uno non si trova e sta bene a casa sua ovvio che gioca male. Una sorta di saudade brasiliana formato megalopoli americana. Buona mossa del Montepaschi.

  4. Mambone scrive:

    Secondo me si sarebbe inserito, con calma, ma Siena voleva un giocatore devastante

  5. 2easy scrive:

    il giocatore devastante ce l’aveva. era hairston !!

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