Come eravamo: Nowitzki, il cigno di Wurzburg

Allora: papà professionista nella pallamano, mamma stella del basket, sorella campionessa di atletica leggera prima e pallacanestro poi. Con una famiglia così, il nostro Dirk non poteva di certo accontentarsi di fare “solo” lo studentello che si diletta col tennis… Ecco che qui appare la figura mitica del maestro Olger Geschwindner, coach di culto della pallacanestro teutonica. E’ lui che svezza Nowitzki e trasforma il suo entusiasmante talento grezzo in un giocatore vero e proprio. Gli insegna l’arte del tiro: grazie signor Geschwindner!! Ma è lo stesso maestro che tira fuori la sua personalità (gli consiglia che libri leggere e che musica ascoltare) e lo aiuta a capire che il suo futuro è quello di una grande stella a livello mondiale, non solo in Germania. Nel 1994 entra a 17 anni nel Wurzburg, squadra di seconda divisione; nel 1996 viene convocato dalla Germania per i Mondiali Under 22 e lì domina ogni gara, compresa la finale con 34 punti e 15 rimbalzi vinta all’overtime. Nella stagione ’97-’98 entra in prima squadra e da fenomeno quale è trascina il Wurzburg alla promozione in Bundesliga chiudendo l’anno con 28.9 punti, 9.9 rimbalzi, 1 assist ed il 56.1% dal campo e il 76.3% ai liberi. La consacrazione è il Nike Hoop Summit, la gara tra i migliori liceali americani e i migliori talenti europei: oscura gente come Rashard Lewis e Al Harrington con una prova da 33 punti, 14 rimbalzi e 3 recuperi. Ecco, lì si accorsero di lui, e furono i Dallas Mavericks di Don Nelson a scommettere sul cigno di Wurzburg: scommessa vinta!!

5 commenti a Come eravamo: Nowitzki, il cigno di Wurzburg

  1. Alessandro scrive:

    Ma non é affatto Nowitzki quello!!!E’ chiaramente il figlio di Boris Becker!!Imbroglioni!!!

  2. G.C. scrive:

    favoloso!!! a parte il fatto che volava, sembra proprio il classico tedesco che mette i calzini con le ciabatte per andare in spiaggia.. fantastico Dirk!

  3. Alessandro scrive:

    eh, volava…ha messo sú 30 chili buoni he…

  4. LaSentenza scrive:

    Un grandissimo giocatore. Si merita davvero un anello al dito prima della fine della carriera.

  5. fventu scrive:

    Quoto LaSentenza. Se lo merita quell’anello. Quest’anno sta giocando da MVP! Con lui i Mavs sono una squadra da finale di conference, senza faticherebbero ad arrivare ai playoff!

    Comunque una capigliatura inguardabile :)

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